mario draghi giulio tremonti

"L'ITALIA ERA PAESE FONDATORE DELL'EUROPA, E' DIVENTATO PAESE PRENDITORE DI FONDI ALTRUI. E IL DEBITO E' SEMPRE FORMA DI SOTTOMISSIONE" - SE DRAGHI FA IL VAGO AL MEETING DI CL, TREMONTI SPARA BOMBE: “LO SCETTRO È PASSATO DALLA POLITICA ALLE BANCHE CENTRALI. PER OTTO ANNI IN NESSUNO STATO DELL’UE È STATA FATTA UNA RIFORMA. TANTO C’ERA LA BCE!” – “LA CRISI DEL 2008 NON AVEVA CAUSE NELLE FINANZE PUBBLICHE MA NELLA FINANZA PRIVATA E IN SPECIE IN QUELLA FRANCO-TEDESCA" – "NEL 2009-2010,  SI CONFRONTARONO DUE VISIONI POLITICHE: QUELLA ESPRESSA DAL GOVERNO ITALIANO E QUELLA ESPRESSA DA..."

MARIO DRAGHI AL MEETING DI RIMINI

 

 

1 – “RISCHIAMO UNA DISTRUZIONE DI CAPITALE UMANO DI PROPORZIONI SENZA PRECEDENTI” - OSPITE DEL MEETING DI CL, MARIO DRAGHI TIENE UN DISCORSO: “LA CRISI ECONOMICA MINACCIA NON SOLO L'ECONOMIA, MA ANCHE IL TESSUTO DELLA NOSTRA SOCIETÀ. UNA CRESCITA CHE RISPETTI L'AMBIENTE E NON UMILI LE PERSONE È UN IMPERATIVO ASSOLUTO”

 

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ldquo-rischiamo-distruzione-capitale-umano-proporzioni-senza-244874.htm

 

 

tremonti draghi

2 – TREMONTI: "LE ILLUSIONI SONO FINITE. ECCO COSA SUCCEDERÀ ORA"

Matteo Carnieletto per www.ilgiornale.it

 

Professor Tremonti, oggi è Il suo compleanno. Un giorno di bilanci non solo personali ma anche politici e soprattutto filosofici. Come vede il nostro Paese?

Comici e “crematisti”: queste sono le figure nuove, anzi antichissime, che in questi giorni si presentano sulla scena, occupandola con le loro “arti” e con le loro “magie” applicate alla politica, mettendo in scena la mediocrità o il peggio del nostro possibile futuro. Un tipo di futuro che, invece, dobbiamo e possiamo evitare, mettendoci dal lato giusto della storia.

silvio berlusconi giulio tremonti1

 

Da dove partiamo?

Da un po’ lontano, ma forse neanche troppo lontano. Partiamo da Roma, ma arriveremo anche ad Atene, i due luoghi dove tutto, o tanto, è cominciato. Nell’antica Roma agli attori era fatto divieto di fare politica e questo per una ragione molto seria: degli attori si conosceva, ma anche si temeva, la capacità di suggestionare ed influenzare il popolo.

 

Lo stesso valeva, ed a maggior ragione, per i comici. Una categoria, questa, certo non minore, di quell’arte, anzi superiore nella capacità di impressionare la plebe e per questo, a ragione, temuta.

 

Immagino che ogni riferimento a fatti e persone dei giorni d’oggi sia da considerare casuale...

MARIO DRAGHI AL MEETING DI RIMINI

Nella Roma di oggi è l’opposto di quanto era nella Roma antica. Non è all’arte comica che si vieta la politica, ma è la politica che si sottomette o insegue l’arte comica. Del resto, le grandi maschere italiane appaiono nel Seicento, nella decadenza e nella sottomissione allo straniero di quella che è stata una grande civiltà.

 

Però Grillo ha rappresentato una vera e propria rivoluzione in Italia...

Certamente a Grillo va riconosciuta una grande intelligenza e grande efficacia nelle sue seriali application.

 

GIUSEPPE CONTE INCONTRA BEPPE GRILLO

Prima ha parlato di sottomissione. Cosa intende con questo termine?

 

Ogni riferimento alla vittoria europea appena ottenuta è puramente casuale. Forse andrebbe maggiormente considerato il fatto che l’Italia dallo status di Paese fondatore è passata a quello inferiore di Paese prenditore, stazione appaltata o appaltante, per la gestione di fondi altrui presi a debito, dimenticando che il debito, quale che ne sia la fonte o il titolo, è pur sempre causa di soggezione e sottomissione.

 

Questo è ciò che riguarda Roma. Cosa c’entra Atene?

Atene, si è detto, è il luogo politico in cui tutto è cominciato. Nella “Politica”, Aristotele parla della “crematistica” e dei “crematisti”, dove “crema” sono i soldi e crematisti sono quelli che nei soldi identificano il centro della vita: maniaci feticisti assoluti del denaro, oggi i profeti della finanza. Quelli che, dopo averci disastrato, prima con la loro turbo globalizzazione e poi con la loro turbo moneta, oggi ci offrono il solido - si fa per dire - contributo della loro “esperienza” applicata alla novità del turbo debito.

 

Cosa sta accadendo, dunque?

giulio tremonti

In trent’anni si è passati da “globalité marché monnaie”, in specie da una filosofia politica in cui il mercato era tutto, ad una filosofia politica opposta. Sono gli stessi che ora passano dal mercato allo Stato, ma questa volta uno Stato buono che crea un debito buono perché curativo, necessario per alleviare la sofferenza dei popoli.

 

Ma ne parlano con la stessa radicalità dogmatica che applicavano al mercato. Ma è così che si confonde il male con il bene e la cura con la malattia. E tuttavia la rotazione dei termini, il passaggio da una polarità all’altra, non impedisce ai crematisti la predicazione come se non solo la ragione, ma anche l’etica, fosse rinnovabile à la carte.

 

E questa è la parte più remota della storia, che però ci parla anche di oggi. Cosa ci insegna invece il passato più recente?

Hjalmar Schacht Adolf Hitler

Passiamo per un attimo dalla vecchia Berlino e qui per ricordare il più riconosciuto e celebrato “mago della moneta”, Hjalmar Schacht, l’inventore dei buoni “MeFo”: l’oro di Mefistofele applicato all’industria metallurgica, l’artificio cambiario con cui fu finanziata l’industria militare tedesca del Terzo Reich.

 

Ma un curiosum: Schacht sapeva che il trucco non poteva durare a lungo. Al proposito, il democratico Keynes, ammirato, nel 1941 ebbe a dire: “Il fatto che tale metodo sia stato usato al servizio del male non deve impedirci di vedere il vantaggio tecnico che offrirebbe al servizio di una buona causa”.

 

E cosa c’entrano il metodo di Schacht e le parole di Keynes con i giorni nostri?

Il sistema dei MeFo, a ben vedere, non è poi molto diverso da quello applicato dalla Bce a partire dal 2012 per arrivare ad oggi, quantitative easing e fiat money, il denaro che viene dal nulla, oggi con l’aggiunta alla turbo moneta del turbo debito.

BEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

 

Queste misure però, almeno così è stato detto, furono necessarie per salvare l’euro e l’Europa...

Non ci è stato detto: salvate da cosa? Da quale causa o colpa, da quali colpevoli? Forse, lo veniamo a sapere obliquamente solo oggi quando, per motivare il cambio che oggi è in corso nella politica economica dell’Ue, si ammettono i tragici errori fatti nella gestione della crisi a partire dal 2008 e poi nel successivo decennio.

 

In che senso, mi scusi?

christine lagarde mario draghi

Quella crisi non aveva causa nelle finanze pubbliche ma nella finanza privata ed in specie in quella franco-tedesca e dintorni. In ogni caso, un conto sarebbe stato un “pronto soccorso”, un altro conto è stata la “lunga degenza”, una cura - si fa per dire una cura - che è durata otto anni.

 

Una cura “magica” che da un lato ha generato una massa finanziaria artificiale ormai cifrata in trilioni di euro, noti trilioni al posto dei vecchi miliardi, in questo modo determinando l’emersione di numeri sempre più grandi e senza limiti.

 

giulio tremonti silvio berlusconi 1

Senza limiti perché, alla cura che somministrano, ormai non credono più neppure i suoi dottori. Non solo, una cura che ha prima spiazzato e poi annichilito la democrazia in Europa, se intesa la democrazia come il luogo della responsabilità.

 

Nella nostra ultima conversazione, avevamo già sfiorato questi temi. Ci può spiegare meglio per favore?

Due prove: una politica e una “iconica”. Per otto lunghi anni in nessuno Stato dell’Unione è stata fatta neppure una delle pur invocate “riforme”. Tanto c’era la Bce! Iconografia: quest’autunno, a Francoforte, alla cerimonia del cambio dei governatori della Bce, hanno presenziato tutti i principali capi di Stato e di governo europei. Avremmo mai visto Adenauer, Kohl, De Gaulle, Mitterand o Cossiga sponsor di una cerimonia di questo tipo? È dall’iconografia che emerge la verità: lo scettro è passato dalla politica alle banche centrali e poi da queste ad un mercato monetario che, prima o poi, deciderà di fare da solo, con il rischio che tutto questo ci porti al nulla o al peggio prossimo venturo.

silvio berlusconi giulio tremonti

 

Eppure, la Chiesa con l’Enciclica Quadragesimo anno aveva già messo in guardia da tutto questo. Come è possibile?

La combinazione tecnica turbo moneta + turbo debito forse avrebbe tenuto in un mondo ancora globale ed integrale come è stato negli ultimi trent’anni, ma è una combinazione che non può tenere, che non potrà funzionare, nel disordine e nel caos attuale e prossimo venturo. Chi ancora ci crede ricorda i generali francesi che nel 1940 avevano fiducia nella Maginot, la trincea che non fermò la forza rivoluzionaria dei motori a scoppio, oggi la forza anarchica dei computer.

 

francesco cossiga 2

Uno scenario pessimo. Vero è che la storia non si fa con i se, ma si sarebbe potuto evitare tutto ciò?

Per prevederlo basta guardare a quello che è successo - e sta succedendo - con la pandemia, insieme effetto e causa di una svolta la cui intensità, violenza, “cifra” sono ancora ampiamente sottovalutati. Eppure, molto di quello che sta accadendo, era stato previsto e perciò evitabile.

 

Nel 2009-2010, nella sede del G20 si confrontarono due visioni politiche: quella espressa dal Governo italiano e quella espressa dalla finanza internazionale. La prima visione: non ci si può limitare ad agire a valle sugli effetti, è necessario agire a monte sulle cause.

 

Con la turbo globalizzazione il mondo era passato di colpo da “liberté, fraternité, egalité” ma anche da un capitalismo che ancora era basato sulle regole ad un mondo nuovo in cui l’unica regola era che non ci fossero regole.

MARIO DRAGHI AL MEETING DI RIMINI

 

Quale era dunque il vostro obiettivo?

Ricordo di avere usato, parlando della crisi, l’immagine del videogame: arriva un mostro, lo batti, arriva un secondo mostro più grande del primo. Ricordo che questa immagine fu usata dall’Economist per una copertina.

 

A quella altezza di tempo, non ci si poteva illudere che la crisi fosse terminata. Si doveva agire e la soluzione proposta era nel passaggio dal “Free Trade” al “Fair Trade”. Non era sufficiente che fossero “giusti” i prezzi dei beni e dei servizi fatti sul mercato, ma necessario che ne fosse “giusta” la produzione con regole capaci di risalire a monte nelle relative filiere di produzione. È in questi termini che prese forma, per essere infine votato dall’assemblea dell’Ocse, il Global Legal Standard (GLS), la bozza pionieristica di un trattato multilaterale internazionale.

 

Ma che rapporto c’è con la pandemia?

CONTE E MERKEL

Al punto 4 del GLS si chiedevano “regole in materia ambientale ed igienica”! Le dice niente? Noti che si era, con qualche anticipo, dieci anni fa, nel 2009/2010!

 

E che cosa accadde al GLS?

Fu battuto dal “Financial Stability Board” (FSB), un organismo che basava la sua ragione d’essere sulla finanza e nella difesa della finanza, che solo avrebbe dovuto essere un po’ sistemata. La vittoria dell’FSB fu celebrata con la pittoresca apparizione nei vertici internazionali di una sua vera e propria bandiera. Una vittoria, quella dell’FSB, che ci ha regalato ancora dieci anni di turbo globalizzazione e di turbo finanza.

 

Se non sbaglio, all’epoca, alla guida dell’Fsb c’era Mario Draghi, il quale, recentemente, ha scritto un editoriale sul Financial Times, in cui afferma che ci troviamo davanti a una tragedia di dimensioni bibliche...

helmut kohl angela merkel

 

Tragedia umana certamente, ma di proporzioni non bibliche. E tuttavia la Bibbia è un magazzino ancora attuale di immagini e di miti: la perdita del Paradiso terrestre, il diluvio universale e la Torre di Babele. Forse è proprio questa la leggenda più in linea con quello che sta succedendo.

 

Nella Genesi l’umanità sfida la divinità erigendo una torre verso il cielo. La reazione divina prende forma e corpo nella perdita della “lingua unica”. Tolga lingua unica e metta “pensiero unico” ed è questo che è successo e sta succedendo. La pandemia non conta tanto per i suoi effetti sanitari quanto per i suoi effetti sistemici: la rottura del meccano mentale globale con effetti di discontinuità, effetti che vediamo appena iniziati, geopolitici e politici, sociali ed economici.

 

Un disastro, insomma...

francesco cossiga

Se è vero che i disastri possono essere ben noti a quelli che li hanno causati, questi i maggiori esperti, forse oggi non è il caso di andare dietro ai pifferai, di prestare ancora fede ai “maghi”, agli austeristi pentiti, ai Machiavelli etc...

 

Che fare allora?

È arrivato il momento di metterci dal lato giusto della storia e questo è, e non rida, il lato “romantico” della storia. Il mondo che è stato per trent’anni è passato. È finita l’illusione che ognuno possa stare in tutti i luoghi e possedere tutto. I liquidi non possono sostituire i solidi, i diritti non possono essere scissi dai doveri, i desideri non possono prendere il posto delle virtù e per virtù hanno da intendersi storia, sovranità, tradizioni, comunità, famiglia, responsabilità, solidarietà.

 

giulio tremonti silvio berlusconi 2

C’è stato un momento nella storia simile a quello che è durato trent’anni e che è stato spazzato via dalla pandemia: “Il popolo è ebbro, non ascoltano leggi, necessità e giudici. I costumi sommersi da un frastuono confuso. Ogni giorno è una festa sfrenata. La festa per tutte le feste. E i giorni consacrati all’umile culto divino si sono ridotti a uno solo”. Questo, romanticamente, è Hölderlin (Emp. I, vv. 188-196). In alternativa ad un appello alla fede o in aggiunta, è arrivato il momento che la società civile italiana e che la politica che la rappresenta facciano un appello alla ragione.

angela merkel helmut kohl

 

Un’ultima domanda: tra le cose che ha fatto in politica è orgoglioso di aver inventato il 5 per mille. Cambierebbe qualcosa?

Lo porterei al 10 per mille, concentrandolo su solidarietà e ricerca scientifica, anche se so che questo sarebbe solo un punto di partenza.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO, PER GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO