renzi d alema dalema

”È IL MOTIVO PER CUI NON SONO PIÙ NEL PD: IO CREDO NEL RIFORMISMO, LORO NEL DALEMISMO” – RENZI È ISPIRATISSIMO DOPO LE PAROLE DI “BAFFINO”: “LA RICETTA DEL DOTTOR D'ALEMA È AVERE IL 20 PER CENTO, STARE ALL'OPPOSIZIONE IN LARGA PARTE DELLE REGIONI, FARE CONVEGNI SUI DIRITTI SENZA APPROVARE ALCUNA RIFORMA, FARE SCIOPERI SUL LAVORO E SCOMMETTERE SU SUSSIDI DI CITTADINANZA” – “LUI E IL QUIRINALE HANNO STORICAMENTE UN RAPPORTO COMPLICATO. I SUOI CANDIDATI VENGONO PUNTUALMENTE BRUCIATI” – “LETTA? FATICO A CAPIRE IL SUO DISEGNO. IL PD PER LA PRIMA VOLTA RISCHIA DI ESSERE ININFLUENTE RISPETTO ALLA SCELTA DELL’INQUILINO DEL COLLE”

MASSIMO DALEMA E MATTEO RENZI

1 - TRANSENNATE IL NAZARENO: STA TORNANDO “BAFFINO” – POVERO ENRICO LETTA: D’ALEMA VUOLE SCIOGLIERE “ARTICOLO 1” E FAR RIENTRARE LA "DITTA" NEL PD A MAGGIO, DOPO LE “AGORÀ” – LE DICHIARAZIONI AL VELENO DEL “LIDER MAXIMO” CONTRO RENZI: “LA PRINCIPALE RAGIONE PER ANDARCENE ERA UNA MALATTIA CHE FORTUNATAMENTE È GUARITA DA SOLA MA C'ERA" - L'ATTACCO A DRAGHI E "L'IRRITAZIONE" DEL PARTITO DEMOCRATICO

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/transennate-nazareno-sta-tornando-ldquo-baffino-rdquo-ndash-povero-294768.htm

discorso di fine anno sergio mattarella 2021 5

 

2 - «LETTA ONDIVAGO SUL COLLE COSÌ RISCHIA L'ISOLAMENTO»

Mario Ajello per “il Messaggero”

 

Senatore Renzi, come valuta l'intervento di fine anno del Presidente Mattarella?

«Mi è piaciuto: credibile, come tutto il settennato del resto. Sono orgoglioso di avere nel 2021 cambiato le sorti del Paese mandando a casa Conte e provocando l'arrivo di Draghi.

 

mario draghi sergio mattarella

Allo stesso modo sono orgoglioso di aver contribuito nel 2015 alla scelta di Mattarella. Ho pagato un prezzo altissimo per queste decisioni ma tutti riconoscono che sono state scelte giuste per il bene del Paese. Le rifarei anche oggi».

 

Mattarella ha chiuso definitivamente al bis?

«Non ha proprio mai aperto all'ipotesi. Chi lo conosce sa che non ha mai preso in considerazione la rielezione. Le veline sul bis provenivano da qualche suo collaboratore e da qualche parlamentare. Ma non è mai esistita questa possibilità».

discorso di fine anno sergio mattarella 2021 4

 

Secondo alcuni osservatori, Mattarella dicendo che serve unità e elogiando la governabilità avrebbe a modo suo tirato la volata a Draghi per il Colle. E' così?

«Per le stesse ragioni che lei indica, potremmo sostenere anche la tesi opposta e cioè che l'elogio della governabilità presupponga il mantenimento dell'esecutivo. Questa duplice lettura della realtà è molto pirandelliana, alla Così è se vi pare direi.

 

Ma la verità è che Mattarella non è Pirandello. Ha detto una cosa chiara su ciò che è successo nel 2021 quando l'arrivo di Draghi al posto di Conte ha cambiato clima nel Paese. Ma non ha ipotecato il 2022. Un Presidente della Repubblica non interviene sulla scelta del successore.

giovanni toti matteo renzi

 

Non lo farà Mattarella, ma sono testimone del fatto che non lo ha fatto neanche Napolitano. Le istituzioni sono una cosa seria, gli uscenti non tirano la volata».

 

Nasce l'area di centro Renzi-Toti. Su chi punterete per il Quirinale?

«A destra ci sono i sovranisti di Salvini e Meloni. A sinistra il Pd insegue la piazza di Landini e il populismo grillino. Ovvio dunque che ci sia uno spazio centrale, distinto e distante da questa destra e da questa sinistra.

massimo d'alema regala la maglietta di totti a renzi

 

Siamo pronti a parlarne anche in Parlamento sapendo che la vera sfida è garantire che la legislatura non abbia contraccolpi dal passaggio del Quirinale e si voti regolarmente nel 2023. Ma la sfida vera, poi, è nel Paese. Per me oltre il 10 per cento degli italiani non vuole vivere sovranista e non vuole vivere grillino. Vedremo come dare rappresentanza a questo mondo».

 

House of Crucci - Berlusconi, Meloni, Salvini, Renzi, Mattarella

Berlusconi è una candidatura vera o no? E lei lo appoggerà?

«Non entro nel totonomi.  Di nomi parlerò nelle aule istituzionali. Lì si vedrà se il centrodestra ha una strategia o no. Per adesso non si capisce».

 

Le attribuiscono questo schema: Draghi al Colle e Franceschini premier. Verità o fantapolitica?

«Mi attribuiscono di tutto. Non condivido l'idea che Draghi sia arrivato a Chigi per un fallimento della politica. Draghi è stato il capolavoro di una battaglia politica che Italia Viva, per prima, ha combattuto a viso aperto. Accadrà anche nel 2022.

 

RENZI FRANCESCHINI

C'è chi in nome del trionfo fuori ignora che Draghi non è arrivato sospinto dall'opinione pubblica (che peraltro tifava per Conte a Chigi) ma di una coraggiosa scelta della politica. Ciò che avverrà nel 2022 non sarà figlio di decisioni di qualche boiardo di Stato ma vedrà riaffermarsi il primato della politica. Esattamente come nel 2021».

 

dalema boschi renzi dalema

Letta vuole fare asse anche per il Quirinale anzitutto con Conte. Sbaglia?

«Fatico a capire il disegno di Letta. Prima ha rotto con noi attribuendo a Italia Viva il fallimento sullo Zan che invece è stato un clamoroso autogol del nuovo Pd. Poi ha scommesso sul rapporto con la Meloni che ha risposto annunciando il voto per Berlusconi.

 

Infine non si è accorto che Conte e Di Maio stanno litigando per capire chi sceglierà i pochi posti rimasti ai 5Stelle alle prossime elezioni. E in questa battaglia campale entrambi flirtano segretamente con Salvini lasciando Letta solo.

 

MASSIMO DALEMA ENRICO LETTA

Alla ripresa i gruppi parlamentari del Pd composti da gente che conosce la politica aiuteranno il segretario a uscire dall'isolamento in cui si è cacciato. Altrimenti, per la prima volta il Pd sarà ininfluente rispetto alla scelta dell'inquilino del Colle».

 

D'Alema sostiene che il renzismo è stata una «malattia» per il Pd. Che cosa risponde?

 «D'Alema mi ha sempre fatto la guerra da dentro e da fuori. Quando ho guidato il Pd abbiamo preso il 40 per cento, governato 17 regioni su 20 e scritto pagine importanti sui diritti, per abbassare le tasse, sul lavoro e sull'impresa con Industria 4.0.

MASSIMO DALEMA GIUSEPPE CONTE

 

Con noi la classe operaia ha ricevuto più soldi, non solo con gli 80 euro. Per uno come D'Alema tutto ciò è una malattia. La ricetta del dottor D'Alema, chiamiamolo così, è avere il 20 per cento, stare all'opposizione in larga parte delle Regioni, fare convegni sui diritti senza approvare alcuna riforma, fare scioperi sul lavoro e scommettere su sussidi di cittadinanza.

 

Sono due visioni opposte della vita e della politica. Se i dem di oggi pensano che il renzismo sia la malattia e D'Alema sia la cura sono contento per loro e faccio molti fervidi auguri. È il motivo per cui non sono più nel Pd: io credo nel riformismo, loro nel dalemismo».

DALEMA RENZI BERLUSCONI E DI MAIO COME I CUGINI DI CAMPAGNA

 

Molti, e non solo D'Alema, pensano che Draghi al Colle e Franco premier sarebbe una forzatura. Lo è?

«Non vedo uno scenario del genere ma raccomando prudenza. D'Alema e il Quirinale hanno storicamente un rapporto complicato. I candidati che D'Alema appoggia vengono puntualmente bruciati dalle visioni di questo statista pugliese che ha una strategia talmente raffinata da fallire puntualmente.

 

Berlusconi Renzi

In tanti debbono a D'Alema la propria bocciatura: nel 2015 D'Alema appoggiava Amato, nel 2013 Marini, nel 2006 appoggiava se stesso, nel 1999 un candidato dell'allora Ppi. Chiunque sia il candidato di D'Alema perde: non è scaramanzia, ma statistica».

discorso di fine anno sergio mattarella 2021 3

 

Lei è stato king maker di Mattarella. Ora non crede che ci siano moltitudini di king maker - anche in coppia, per esempio i Due Mattei - ma nessuno ha il nome giusto e ci si rifugia in vaghezze del tipo: ora serveuna donna?

«Quando Conte, capo del partito con più parlamentari, dice: che bello eleggere una donna senza fare proposte o identikit capisci che quello non è un capo e che quel partito non ha futuro. Dire mi piacerebbe una donna al Colle ha lo stesso valore politico di dire non ci sono più le mezze stagioni.

 

ROBERTO SPERANZA MARIO DRAGHI

O anche tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. La politica è capacità di condividere e di condizionare non ripetere frasi fatte da bar dello sport. Quanto a me, non ho l'ambizione di fare il king maker. L'ho fatto più volte in passato e dunque conosco la forza dei numeri: per cui so che non sarò io a dare le carte. Ma posso dare una mano e lo farò nell'interesse del Paese».

 

È giusto l'approccio del governo alla pandemia o le misure sono confuse?

«Tutto è confuso in questi giorni ma apprezzo lo sforzo di chiarezza su terze dosi e quarantene degli ultimi giorni. Chi è vaccinato non può pagare il prezzo della follia No vax».

RENZI dalema

 

Dunque serve l'obbligo vaccinale?

«Sì, non ha più senso rinviare. Peraltro la scienza ci dice che, per i vaccinati, il Covid sta diventando un malanno di stagione, si sta raffreddorizzando. Quindi i vaccini sono decisivi. Bisogna accelerare sulle terze dosi e seguire il modello di Israele sulle quarte».

 

Il lockdown per i non vaccinati è una strada percorribile?

 «Con l'estensione del super Green pass nei fatti si va in questa direzione».

 

Sulla manovra economica si poteva fare di più o va bene?

«Bicchiere mezzo pieno. Ma sulle procedure istituzionali occorre più rispetto del Parlamento. Il governo Draghi ha seguito lo stesso metodo (sbagliato) del governo Conte. Il fatto di non aver cambiato ministro dei rapporti con il Parlamento è stato un errore».

MATTEO RENZI PIERFERDINANDO CASINI

 

Lei ha detto che Italia Viva a gennaio voterà Casini.

«Mi riferisco alle suppletive di Roma centro il 16 gennaio, dove voteremo il nostro Valerio Casini. Alle suppletive il Pd ha candidato una donna di sinistra radicale che diceva che il Family Act è una legge retrograda e voglio vedere il mondo cattolico sostenere una posizione del genere. Salvini e Meloni hanno scelto la propria candidata. Nel mezzo ci siamo noi: vedremo quanto vale Italia Viva davvero. Questo è il Casini al quale mi riferivo. Per il Quirinale, invece, niente nomi. Non ancora, almeno».

DALEMA E RENZI RENZI PASSA DA FONZIE AI BAFFI MA SEMBRA POIROT NON DALEMA

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...