tremonti

RICICCIA GIULIETTO! - PER IL POSTO DI COMMISSARIO A BRUXELLES VENGONO FUORI I NOMI DI TREMONTI E QUELLO DI GIAMPIERO MASSOLO, EX CAPO DEL DIS - FABIO PANETTA, DA POCO PROMOSSO DIRETTORE GENERALE DI BANKITALIA, POTREBBE DIVENTARE IL NUOVO MEMBRO ITALIANO DEL BOARD DELLA BCE, QUANDO MARIO DRAGHI LASCERÀ L'INCARICO, IN AUTUNNO…

Marco Galluzzo per il “Corriere della sera”

 

giancarlo giorgetti giulio tremonti

Se veramente sarà il portafoglio della Concorrenza, quello che toccherà al Commissario che l' Italia dovrà nominare e che il Parlamento europeo dovrà approvare, sarà di sicuro una vittoria. Ma al momento non è detto nulla: all' Italia potrebbe andare anche l' Industria o il Commercio, o un altro portafoglio.

 

Ieri Matteo Salvini ha detto che la questione non è urgente, almeno non tanto quanto quella di nominare un nuovo ministro degli Affari Ue, una scelta di cui hanno discusso ieri sera a Palazzo Chigi i due vicepremier con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Il sostituto di Paolo Savona potrebbe essere Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze del Senato, noto per il suo euroscettismo.

 

giulio tremonti giancarlo giorgetti 5

Salvini stesso però ha aggiunto che in Europa «non ci possono negare il diritto a nominare un commissario ad una materia economica» e sul nome «le idee ce l'abbiamo chiare».

Fra i nomi che circolano, che potrebbero essere indicati dalla Lega anche se non leghisti, ci sono al momento anche quello dell'ex ministro dell' Economia Giulio Tremonti - che certamente non avrebbe problemi nel superare un' audizione che nel caso dell' Italia si annuncia più spinosa che per altri Paesi (Lega e Cinque Stelle sono minoranza al Parlamento europeo) - e quello dell' ambasciatore Giampiero Massolo, oggi presidente di Fincantieri, già segretario generale della Farnesina e consigliere diplomatico a Palazzo Chigi, oltre che capo del Dis, il Dipartimento del governo che coordina i servizi di informazione.

fabio panetta 6

 

L' ipotesi che vada a Bruxelles Giancarlo Giorgetti è stata smentita dal diretto interessato, mentre una candidatura del ministro dell' Agricoltura come Gian Marco Centinaio, ancorché possibile, significherebbe che l' Italia avrebbe ottenuto un portafoglio meno pesante di quello a cui aspira.

 

Luigi Di Maio ieri ha dato per fatta e chiusa la scelta, anche se non è così, forse sull' onda delle parole di Conte che ha detto in modo esplicito che puntiamo alla Concorrenza: «Siamo riusciti a portare a casa una casella importantissima come quella del commissario Ue alla concorrenza - ha detto il vicepremier -. Andremo dunque ad occupare un ruolo fondamentale, perché spetterà a noi vigilare sulla corretta competizione commerciale tra Paesi».

 

Non sembra credibile invece la candidatura di un altro ex ministro dell' Economia come Domenico Siniscalco, oggi in Morgan Stanley: il suo nome è circolato ma non ci sarebbe né l' interesse personale né la volontà politica necessaria.

 

GIANCARLO GIORGETTI E CLAUDIO BORGHI

Di sicuro nel caso dell' Italia la partita è più delicata che per altri Paesi: Lega e M5S infatti non fanno parte della maggioranza, e il nuovo Parlamento potrebbe avere voglia di mettere in difficoltà un esponente politico nominato dalla Lega o da parte di un governo che si definisce sovranista e populista. L' audizione parlamentare nel caso italiano potrebbe essere un esame più difficile che negli altri casi e il precedente di Rocco Buttiglione, che venne indicato dal governo italiano e poi bocciato dal Parlamento europeo, fa capolino nelle discussioni di questi giorni.

 

MARIO DRAGHI E GIOVANNI TRIA

Fabio Panetta, da poco promosso direttore generale di Bankitalia, avrebbe invece le credenziali per diventare il nuovo membro italiano del board della Bce, quando Mario Draghi lascerà l' incarico, in autunno. Panetta è membro della Vigilanza bancaria europea, sostituisce Visco quando il Governatore non può andare al consiglio direttivo della Banca centrale di Francoforte, è una delle poche recenti nomine in Bankitalia che non sono state contestate dalla maggioranza, che anzi vede nella sua figura un attento difensore del sistema bancario italiano, per i suoi trascorsi e per le posizioni pubbliche assunte. La posizione di Panetta, che gode della stima di Mario Draghi, viene confermata sia nel governo che in Banca d' Italia, non ci sarebbe nessuno con le sue credenziali.

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