1. RIVOLUZIONE ARGENTINA IN VATICANO: PAPA FRANCESCO AVREBBE CHIESTO LA DOCUMENTAZIONE ALLA DIRIGENZA DELLO IOR, INCLUSA LA LISTA DEI CORRENTISTI SEGRETI 2. CHI SI CELI DIETRO I CONTI CIFRATI DELLA “BANCA DI DIO” È UNO DEI SEGRETI MEGLIO CONSERVATI OLTRETEVERE E GIÀ IN PASSATO FU OPPOSTO IL "SEGRETO BANCARIO" 3. SI SUSSURRA CHE PAPA LUCIANI SI CONTRAPPOSE A MARCINKUS E CI RIMISE LA VITA 4. COME MODIFICARE LA PERCEZIONE CHE LA BANCA RICICLA IL DENARO DELLA MAFIA? 5. IL MONISIGNOR SANCHEZ SORONDO: "E' CERTO CHE RICICLANO DENARO I RICCHI ITALIANI” 6. IDEA DI BERGOGLIO: UNA TRASFORMAZIONE DELLO IOR IN UNA SORTA DI BANCA ETICA

Giacomo Galeazzi per http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/ior-ior-ior-francesco-francis-francisco-24350/

Francesco vuole vederci chiaro allo Ior. Prima di prendere qualunque decisione (riforma o cessione) papa Bergoglio intende far luce sui meccanismi dell'Istituto e, secondo quanto si apprende nei Sacri Palazzi, avrebbe chiesto la documentazione alla dirigenza della Banca vaticana, inclusa la lista dei correntisti.

Chi si celi dietro i conti cifrati dello Ior è uno dei segreti meglio conservati Oltretevere e già in passato fu opposto il "segreto bancario" in momenti nei quali si ipotizzava una redifinzione delle sacre finanze.

E' noto, per esempio, che Giovanni Paolo I, da patriarca di Venezia si era contrapposto a Marcinkus nella controversa vicenda della cessione di un istituto cattolico veneto, intendesse far chiarezza sulla reale titolarità dei fondi depositati in Curia, in vista di una drastica ridefinizione degli organigrammi interni.

Ora è possibile che, nel quadro della riforma della Curia romana avviata dal nuovo Papa, anche lo Ior venga cambiato. Lo hanno detto sia il cardinale hondureno Oscar Rodriguez Maradiaga, uno degli otto 'saggi' chiamati dal Papa, che il cardinale Francesco Coccopalmerio, autore della prima bozza di riforma.

Difficilmente Papa Bergoglio chiuderà l'istituto, che serve, ad esempio, per finanziare le Chiese dei paesi più poveri che vivono in situazione di grande difficoltà economica. Ma gli scandali dello Ior hanno gravato per troppo tempo sul Vaticano.

Per quanto riguarda gli utili conseguiti, essi non vanno corrisposti ad azionisti (che non esistono) ma sono devoluti in favore di opere di religione e di carità. Come modificare la percezione che la banca vaticana ricicla il denaro della mafia? "Effettivamente è una percezione che può rispondere o meno alla realtà", ha risposto di recente il monsignore argentino Marcelo Sanchez Sorondo in un'intervista al 'Clarin'.

"E' certo che riciclano denaro i ricchi italiani. Credo che Papa Benedetto è stato molto rigoroso e stanno lavorando per pulire tutto ciò e cambiarlo. Credo che Bergoglio sarà ancor più rigoroso, è molto pratico e non è italiano".

L'ex portavoce di Bergoglio a Buenos Aires, Federico Wals, ha citato in un'intervista al vaticanista americano John Allen il precedente di quando l'allora cardinale decise di rinunciare alla partecipazione della diocesi in diverse banche, per garantire maggior rigore nei conti della Chiesa, affidandosi a istituti di credito sicuri.

E' dunque ipotizzabile una trasformazione dello Ior in una sorta di banca etica.

Sono rilevanti gli investimenti esteri dello Ior, in prevalenza in titoli di Stato o portafogli a basso rischio. Gli interessi medi annui oscillano dal 4 al 12% e, non esistendo tasse all'interno dello Stato vaticano, si tratta di rendimenti netti. Di certo le decisioni sullo Ior faranno parte di un più complessivo rinnovo del settore finanziario del Vaticano, che potrebbe portare all'accorpamento dei dicasteri economici (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, che ha una sua "cassaforte", e prefettura degli Affari economici, trasformata da Bertone in una sorta di ministero del bilancio) sotto la guida unica del Governatorato.

In accordo con l'Autorità di informazione finanziaria, la "authority" vaticana. In linea con le indicazioni di Moneyval. E coerentemente con la "battuta" di Bergoglio: gli uffici sono necessari, "ma fino a un certo punto". Uno degli ultimi atti di Benedetto XVI prima che la rinuncia al Pontificato divenisse efficace è stata invece l'approvazione della nomina dell'avvocato Ernst von Freyberg da parte della Commissione cardinalizia di Vigilanza dell'Istituto per le Opere di Religione (Ior) 9 mesi dopo la sofferta revoca del professor Ettore Gotti Tedeschi.

Ma è stato lo stesso Benedetto XVI in occasione della celebrazione del mercoledì delle ceneri, con la drammatica denuncia delle «divisioni che deturpano il volto della Chiesa», a confidare ad alcuni cardinali che il suo cruccio maggiore nel lasciare il Pontificato era proprio il fatto di non aver potuto completare la Riforma della Curia avviata da Paolo VI nella direzione di una maggiore sobrietà ed efficienza.

In questa direzione andrebbe la riorganizzazione dei dicasteri economici (Apsa e Prefettura) che potrebbero diventare sezioni della Segreteria di Stato, a sua volta unificata con il Governatorato della Città del Vaticano, che non è un dicastero di Curia ma ad essa fornisce i supporti organizzativi e logistici. In sostanza, così ci sarebbe un solo cardinale invece dei quattro attuali (Bertone, Bertello, Vresaldi e Calcagno) e la Segretria di Stato avrebbe 3 o 4 sezioni invece delle due attuali (quella degli affari generali affidata al sostituto Becciu e quella per i rapporti con gli Stati affidata a Mamberti).

Alla fine dei «giochi» ci sarebbero dunque una decina di capi dicastero in meno, una scelta dirompente, anche se ci sono alcuni precedenti: nel 1973 Paolo VI prepensionò il cardinale 65enne Paolo Bertoli che rimase senza incarico; nel 2006 Benedetto XVI trasferì il cardinale Crescenzio Sepe dalla Congregazione dell'Evangelizzazione dei popoli alla guida della diocesi di Napoli e il presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo con i non cristiani, monsignor Michael Fitzgerald, alla nunziatura del Cairo. Lo Ior consta di 130 dipendenti, un patrimonio stimato (nel 2008) di 5 miliardi di euro, 44mila conti correnti, riservati a dipendenti vaticani, ecclesiastici e ad un novero di laici e di enti privati.

 

CARDINALE TARCISIO BERTONE BASTIONE NICCOLO' V - SEDE DELLO IORpapa francesco bergoglio Bertone e Bagnasco papa francesco bergoglio bacia i piedi ai detenuti JORGE BERGOGLIO CON LA MAGLIA DEL SAN LORENZO DE ALMAGROSEDE DELLO IOR - ISTITUTO OPERE DI RELIGIONEPAPA BERGOGLIO TRA LA FOLLA A PIAZZA SAN PIETRO jpegBERGOGLIO PAPA jpeg

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”