TRANQUILLO: SE TI ARRESTANO TI CANCELLO - L’11 APRILE 2012, DUE GIORNI PRIMA CHE FINISSERO IN CARCERE I DIRIGENTI DELLA MAUGERI, LA CLINICA VENNE IMPROVVISAMENTE CANCELLATA DAI REGISTRI REGIONALI - CHE STRANO: 11 ANNI IN UN ELENCO SBAGLIATO - IL MANTRA DI FORMIGONI PER DISCOLPARSI: “NON POSSO INTERVENIRE SULLA MAUGERI, NON HO I BILANCI” - EPPURE QUEI BILANCI SONO IN UNA DELIBERA REGIONALE…

Simona Ravizza e Mario Gerevini per "Corriere.it"


All'improvviso, un giorno della primavera 2012, la Regione Lombardia si accorge che la Fondazione Maugeri è iscritta (dal 7 aprile 2001) nel registro regionale delle persone giuridiche private, al numero 473. E decide di cancellarla.

Non è la primavera 2011, né una delle precedenti primavere. È proprio un giorno ben preciso, l'11 aprile, della primavera di quest'anno. Non un giorno qualsiasi, dunque, ma 48 ore prima che esplodesse il caso dei fondi neri alla Maugeri, con sei arresti che sono tornati a scuotere la sanità lombarda e uno dei suoi gruppi ospedalieri privati più importanti, accreditato con il sistema sanitario.

È il retroscena un po' inquietante che emerge da documenti finora rimasti riservati. Il provvedimento che cancella la Maugeri dai registri della Regione parte dagli uffici della Direzione degli affari istituzionali regionali e la data di protocollo è, appunto, l'11 aprile 2012.

Una pura coincidenza o in Regione è, forse, arrivata una soffiata due giorni prima degli arresti? E il governatore Roberto Formigoni bluffava quando si scagliava contro fughe di notizie? «L' Espresso (in edicola il 13 aprile con anticipazioni sull'inchiesta, ndr ) è scandaloso, ha pubblicato - dichiarava al Giornale - cose che sarebbero successe e coperte da segreto istruttorio; sarebbe bene che chi di dovere indagasse».

La cancellazione d'ufficio viene motivata così: «Si ritiene (dopo 11 anni dall'iscrizione e alla vigilia degli arresti, ndr ) che il fascicolo sia stato erroneamente inoltrato all'amministrazione regionale» dal momento che «le finalità della fondazione hanno rilevanza nazionale» e dunque la competenza è «in capo alla Prefettura».

L'iscrizione della Maugeri nei registri regionali rischiava di diventare ingombrante? Successivamente, innumerevoli volte, il governatore avrebbe scaricato sulla Prefettura di competenza ogni responsabilità di controllo, sul presupposto che la Fondazione fosse registrata negli uffici territoriali dello Stato a Pavia. Non sapeva, Formigoni, che la clinica non era nei registri della Prefettura, ma nei suoi?

A Pavia, a quanto risulta, la pratica è stata istruita solo da poche settimane. Ben dopo l'esplosione dello scandalo per i 70 milioni di fondi neri della Maugeri che ha portato in carcere il 13 aprile gli amici del governatore, Antonio Simone e Piero Daccò (al suo terzo ordine di custodia cautelare). Insieme a loro sono stati arrestati anche il direttore amministrativo Costantino Passerino, il suo contabile Gianfranco Mozzali e il commercialista milanese Claudio Massimo, mentre per il presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione, Umberto Maugeri, sono scattati i domiciliari. Da giugno è indagato per corruzione aggravata anche Formigoni.

«La corruzione non c'è - replica lui -, sono i soliti episodi che ho già definito falsi, non a me riferibili, gravemente deformati. La Maugeri e il San Raffaele non hanno ricevuto nessunissimo vantaggio. E non un euro di denaro pubblico è stato buttato via».

Qui, però, non c'entrano le carte dell'inchiesta penale. È semmai una questione di responsabilità sui controlli. Un fronte, anche questo, sul quale il governatore ha sempre respinto ogni critica: « È una fondazione privata dove io non ho il dovere, ma soprattutto il potere di vedere i bilanci. Anche se ci provassi, mi direbbero "Formigoni stia a casa sua". Come fondazione deve consegnare i bilanci al prefetto. L'unico che può controllare» ( Il Giornale, 15 aprile).

«Abbiamo assolto perfettamente i nostri compiti di vigilanza: queste sono aziende private e la legge respinge ogni intromissione dell'ente pubblico. Il controllo viene esercitato dal prefetto e dal ministro della Sanità» ( Corriere della Sera, 19 aprile). E ancora: «I collegi sindacali, la Prefettura e gli altri soggetti preposti non avevano notato nulla?» ( Avvenire , 17 maggio).

Ma come faceva il prefetto a controllare un fantasma, iscritto in realtà in Regione da 11 anni? Un lungo periodo, contrassegnato, tra l'altro, da finanziamenti per 200 milioni che - secondo la Procura - sono usciti dalle casse pubbliche per essere assegnati con criteri discrezionali proprio alla Maugeri dove era consulente Daccò, il faccendiere accusato di aver pagato vacanze e altri benefit a Formigoni per oltre 7 milioni di euro.

Il ritornello è sempre lo stesso: la vigilanza non compete alla Regione. È quanto Formigoni sostiene anche in un'audizione al Senato il 25 luglio riferendosi alla qualifica di istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) che accomuna sia l'ospedale San Raffaele che la Maugeri: «Bisogna tener presente che sono Irccs, enti a rilevanza nazionale - spiega -. La vigilanza sui loro bilanci spetta al ministero della Salute».

È vero. Ma andando a spulciare i vari provvedimenti legislativi si finisce in un cortocircuito che appare assurdo. La Regione Lombardia non può per legge controllare i bilanci della Maugeri, eppure questi stessi bilanci, in particolare quelli dal 2004 al 2006, sono elencati tra gli allegati di una delibera regionale sulla Maugeri.

 

 

DACCO' - FORMIGONIFORMIGONI SULLO YACHT DI PIERO DACCOsalvatore maugeri LOGO FONDAZIONE MAUGERI Maugeriantonio simone b formigoni_e antonio simoneUMBERTO MAUGERI E COSTANTINO PASSERINO jpegCOSTANTINO PASSERINO jpeg

Ultimi Dagoreport

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...