UNA TROTA FUOR D’ACQUA - PARLA L’EX AUTISTA DEL TROTA: “TRATTAVA TUTTI DA SCHIFO, SI SENTIVA POTENTE” - “NON HA MAI MESSO PIEDE IN ALBANIA. UNA VOLTA MI HA FATTO ARRIVARE FINO A BRATISLAVA IN MACCHINA PER ANDARE A UNA FESTA” - “QUELLO CHE È SUCCESSO NELLA LEGA È PARTITO PROPRIO PER DIFENDERE LUI E GARANTIRGLI UN FUTURO” - “A MARZO COMANDAVA BELSITO CON IL SOSTEGNO DI ROSI MAURO E DI MANUELA MARRONE. BOSSI L’AVEVA CAPITO E VOLEVA CACCIARLO”…

Davide Vecchi per il "Fatto quotidiano"

"Il Capo aveva capito tutto e mi diceva di voler cacciare Belsito già nell'estate 2010, ma non poteva perché il tesoriere se ne fregava avendo il sostegno di Rosi Mauro e soprattutto di Manuela Marrone". La saga familiare di casa Bossi che ha portato alla distruzione della Lega ha avuto un testimone: Oscar Morando.

"Era facile comprendere quanto poi è successo, io mi ci sono trovato in mezzo e anche io sono rimasto travolto dal loro sistema: quando non sono più stato utile mi hanno cacciato a pedate, fregandosene di me e della mia famiglia". Morando è stato reclutato da Rosi Mauro ben distante dal partito: viveva a Tenerife e non aveva avuto mai alcun contatto con la Lega. Assunto come autista per Umberto Bossi, dopo pochi mesi si è dovuto prendere cura di Renzo. "Un badante, mi definisco il suo giocattolo, così mi hanno trattato".

È il titolo del suo libro: "Il giocattolo del Trota"?
Sì, ho scritto e raccontato tutto quello che ho visto e vissuto sulla mia pelle. Ed è solo l'inizio della mia battaglia. Belsito mi ha lasciato senza lavoro, senza casa. Io ho trasferito la mia famiglia da Tenerife a Gemonio per loro e mi hanno lasciato su una strada dopo tutto quello che ho fatto. E sa perché?

No, me lo dica Lei.
Il Trota si lamentava di me con la madre. Diceva che non gli lasciavo fare quello che voleva. Ma io eseguivo solo gli ordini che avevo ricevuto: trasformare Renzo in un uomo o, comunque, tenerlo lontano dai guai. Un incarico che mi hanno assegnato la Marrone e Rosi Mauro dicendomi ‘lui è il futuro del partito, puntiamo tutto su di lui: sarà il nuovo capo'.

È andata in modo diverso.
Non poteva essere altrimenti. Era un ragazzino ma si era montato la testa. Parecchie volte gli ho dovuto dire ‘guarda che tu non sei tuo padre'. Trattava tutti come fosse il Re Sole, si sentiva potente. Io e Luca, l'altro autista, ma anche la sua assistente: trattava tutti da schifo, da mettergli le mani addosso. Ha fatto dei danni enormi e l'Italia gli ha pagato 600 mila euro. Aveva tutto quello che voleva ma non ha capito la sua fortuna; pensava solo a feste, donne e vita facile. Il suo unico obiettivo: non fare niente pensando che tanto con i soldi si può comprare tutto e tutti. Guardi, anche della laurea in Albania non mi sono stupito.

Secondo i documenti dell'università Kristal, Renzo ha discusso la tesi il 29 settembre e l'8 ottobre ha ritirato l'attestato. Lei in quel periodo era il suo autista, l'ha portato a Tirana?
Ma figurarsi: lui non ha mai messo piede in Albania. Anzi, ricordo che in quei giorni era tutto preso dall'intervista che ha fatto il primo ottobre con la Bignardi (Invasioni Barbariche, ndr) e si preparava il bigliettino da portare con sé. Anche li, come in Regione. Ogni volta c'era qualcuno che gli preparava il compitino e lui spesso li dimenticava pure in giro. Ho visto delle cose. Sa che una volta è sparito per sei ore e ha staccato i telefonini? O quando mi ha fatto arrivare fino a Bratislava in macchina per andare a una festa.

A Bratislava?
Sì, era previsto un balletto slovacco in suo onore organizzato dal presidente del Parlamento lì ma siamo arrivati tardi perché lui non ha voluto prendere l'aereo. Gli hanno organizzato una serata il giorno dopo, una delle tante di Renzo: cena e discoteca.

E poi siete tornati?
Il giorno dopo la festa siamo andati a visitare la centrale nucleare. Il dirigente che ci ha accolti sembrava deluso dal nostro arrivo. Ci ha liquidati con il pranzo. Poi gli è stato consegnato un pacchetto, un regalo ma nulla di che e non credo fossero soldi.

Ma Renzo Bossi in che veste era lì?
In veste di bighellonaggio. In giacca e cravatta ma per bighellonaggio.

In un' intervista ha detto che adesso andrà a fare il contadino o il muratore.
Ma non riesce a fare neanche quello. Ha avuto un cane per fare l'animalista in campagna elettorale e quel povero animale è finito investito da un'auto nella casa del suo caro amico Alessandro. Non credo sia in grado di fare granché. Poi tutto può accadere, per carità, magari troverà la sua strada e diventerà bravissimo. A oggi però le sue capacità, si fa per dire, sono sotto gli occhi di tutti. Quello che è successo nella Lega è partito proprio per difendere lui e garantirgli un futuro. Pura follia.

Mi costringe a prendere le difese di Renzo. La prego.
È un ragazzino, certo, gli è stato dato sicuramente troppo potere. A me è stato ordinato dalla madre di farlo rigare dritto. Davanti a me la madre gli disse, testuali parole: ‘Ti ho dato i voti e te li tolgo, se vuoi continuare a fare il pirla lo fai altrove'. Capito? Ecco. Però quando poi ho tentato di eseguire gli ordini lui mi ha fatto licenziare. E io non sono andato a parlare con lui ma ho cercato Belsito. A marzo comandava lui.

Comandava Belsito?
Con Mauro e Marrone. A settembre 2010 il Capo, lui sì un gigante, mi disse in macchina riferendosi a Belsito: ‘Gli ho dato un dito e s'è preso il braccio, è uno stronzo, va cacciato'. Ma Belsito ne rideva e poi mi disse: ‘Bossi non conta più un cazzo, mica comanda lui'.

Lei ne ha viste un po'.
Sì, parecchie. Per questo ho scritto il libro che prestò uscirà e ci sarà tutto.

Il giocattolo del Trota?
Sì, ma se ci pensa il giocattolo che si è rotto perché hanno tentato di affidarlo a Renzo è stato la Lega.

 

RENZO BOSSI CON LA MAGLIETTA DEL TROTAROSY MAURO E MANUELA MARRONE UMBERTO BOSSI CON MANUELA MARRONE jpegROSI MAURO IN LACRIME A PORTA A PORTAFRANCESCO BELSITO UMBERTO BOSSI E ROSI MAURORENZO BOSSIRENZO BOSSI - TROTA E ROSI MAURORENZO BOSSI - TROTARENZO BOSSI CON UMBERTO BOSSI

Ultimi Dagoreport

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…

donald trump nato iran

DAGOREPORT – COSA DIRÀ DONALD TRUMP NEL DISCORSO DI STANOTTE? LE CANCELLERIE EUROPEE PREPARANO TANICHE DI CAFFÈ E MALOOX: IL TYCOON RIBADIRÀ IL SUO “DISGUSTO” PER I PARTNER DELLA NATO, MINACCIANDO DI NUOVO L’USCITA DEGLI STATI UNITI (“A NOI L’ALLEANZA NON SERVE, CI PROTEGGIAMO DA SOLI”), E POI ANNUNCERÀ LA VITTORIA SULL’IRAN – SE VUOLE SALVARSI LE CHIAPPONE, IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO DEVE FARE UN PASSO INDIETRO E RITIRARSI DAL MEDIORIENTE, PROCLAMANDO DI AVER ANNIENTATO GLI AYATOLLAH, IL LORO NUCLEARE E LA LORO MINACCIA. TUTTE CAZZATE: IL REGIME È PIÙ VIVO E INCAZZATO CHE MAI, E TIENE IL MONDO PER LE PALLE CON LA MINACCIA CONTINUA SULLO STRETTO DI HORMUZ…

sigonella donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT – CHI SI ASPETTAVA UNA REAZIONE FURIOSA DI TRUMP AL “NO” ITALIANO ALL’ATTERRAGGIO DI DUE CACCIA AMERICANI A SIGONELLA, HA SBAGLIATO DI GROSSO: IL NERONE DI MAR-A-LAGO È STATO MOLTO INDULGENTE CON GIORGIA MELONI. E TE CREDO: A FURIA DI MINACCE, ULTIMATUM E BULLISMO, S’È GIOCATO IL FAVORE DI TUTTI I LEADER UE. SFANCULARE ANCHE LA “TRUMPETTA” AVREBBE SIGNIFICATO RIMANERE SOLO CON L’AUTOCRATE ORBAN (CHE TRA DUE SETTIMANE RISCHIA IL PRE-PENSIONAMENTO DA PARTE DEGLI ELETTORI) – IL DRONE-SPIA ANDATO E TORNATO DA HORMUZ IL 20 MARZO E LA “FORZATURA” DI VENERDÌ SCORSO: COSA È SUCCESSO NEI CIELI DELLA SICILIA…

sigonella trump meloni crosetto

DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE USA DI SIGONELLA È UN ULTERIORE PASSETTINO PER PRENDERE LE DISTANZE DALL'INFERNALE TRUMP - LA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" ANCORA 'GNA FA' A MANDARLO DEFINITIVAMENTE AL DIAVOLO E SI BARCAMENA: "IL NOSTRO RAPPORTO CON GLI USA RIMANE SOLIDO" - MA CON LA SCELLERATA GUERRA IN IRAN E LE SUE CONSEGUENZE CATASTROFICHE SUL FUTURO DELL’ECONOMIA, IL GOVERNO MELONI RISCHIA DI SALTARE IN ARIA IL GOVERNO, VEDI LA BATOSTA AL REFERENDUM – LE BASI AMERICANE IN ITALIA NON POSSONO ESSERE USATE A PIACEMENTO DEL PENTAGONO MA SOLO PER OPERAZIONI DI ADDESTRAMENTO O LOGISTICHE - ALLORA COS’È SUCCESSO QUALCHE GIORNO FA NEI CIELI DELLA SICILIA? CI SONO DUE IPOTESI E MEZZO…