vladimir putin con ursula von der leyen

URSULA NON SI BEVE LO SPUTNIK - COME MAI PUTIN STA OFFRENDO IL VACCINO RUSSO IN TUTTO IL MONDO MA ALLO STESSO TEMPO NON FA PROGRESSI SUFFICIENTI NELL'IMMUNIZZARE LA SUA POPOLAZIONE? LA VON DER LEYEN BLOCCA GLI ACQUISTI DA PARTE DELL'UE: "MOSCA DEVE CONSERTICI ISPEZIONI NEGLI STABILIMENTI PRODUTTIVI". UNGHERIA, CROAZIA E SLOVACCHIA PERÒ VANNO PER CONTO LORO - L'ITALIA SI ATTREZZA, ANCHE SE LE DOSI DI MODERNA SONO IN RITARDO...

Mauro Evangelisti per "Il Messaggero"

 

vaccino sputnik

La domanda è pertinente: come mai la Russia sta offrendo in vendita in tutto il mondo milioni di dosi di vaccino Sputnik 5, ma al contempo non sta «facendo progressi sufficienti nell'immunizzare la sua popolazione»? A rilanciare questa riflessione è la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

 

ursula von der leyen e vladimir putin

La sua è una frenata decisa rispetto alle spinte che stanno arrivando, da più parti, a favore dell'uso del vaccino sviluppato in Russia per velocizzare la somministrazione anche nelle Nazioni della Ue. L'Ungheria, in realtà, paese membro, è andata per conto suo e ha già autorizzato Sputnik e acquistato milioni di dosi. La Croazia e la Slovacchia (entrambi paesi membri Ue) stanno dialogando con i produttori per acquisire il vaccino russo.

 

LAZIO

il vaccino russo

Anche la Regione Lazio sta valutando una forma di collaborazione con Gamaleya Institute, creatore di questo vaccino: ci sono stati contatti per ottenere la licenza per produrlo nel distretto farmaceutico del sud della regione.

 

Secondo Ursula von del Leyen, però, non ci sono le condizioni, al momento, per aggiungere Sputnik 5 alla lista dei vaccini usati in Europa. Dice: «Finora l'Ema non ha ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione alla commercializzazione per il vaccino russo anti-Covid Sputnik. Se arrivasse una richiesta, dovrebbero essere forniti all'Ema tutti i dati completi e dovrebbe passare tutto il processo di esame. Visto che non viene prodotto nell'Ue, dovrebbe esserci un processo di ispezione negli stabilimenti produttivi».

 

coronavirus, il vaccino russo

Ma all'interno dell'Unione europea c'è chi la pensa diversamente e la questione non è solo sanitaria, ma anche geopolitica. I Paesi del Gruppo Visegrad (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia) sollecitano la Ue «a garantire un accesso più esteso e rapido ai vaccini, esercitando maggiori pressioni sui produttori con cui si è sottoscritto un contratto e certificando nuovi vaccini».

 

coronavirus somministrazione vaccino sputnik v in russia

«Dobbiamo separare la questione dei vaccini dalla politica» dice il premier ungherese, Viktor Orban che oltre a Sputnik ha acquisito il cinese Sinovac. «Proteggere la salute e la vita delle persone non può essere legato alla geopolitica. Il virus non distingue fra est e ovest», sostiene i premier slovacco, Igor Matovic.

 

coronavirus somministrazione vaccino sputnik v in russia 2

Il nodo, in fondo, è doppio: l'Unione europea ha procedure più rigorose, ma più lente e le multinazionali che finora hanno un vaccino autorizzato non hanno la loro casa madre all'interno di paesi della Ue (anche se in Belgio e Germania vi sono stabilimenti di produzione).

 

coronavirus somministrazione vaccino sputnik v in russia 3

Questi due fattori hanno causato un ritardo sensibile alle vaccinazioni nei 27 Paesi membri nonché una insufficienza delle dosi, così Israele, Regno Unito e Usa oggi sono molto più avanti nell'immunizzazione dei propri cittadini. Nel medio termine ciò avrà effetti non solo sul numero dei morti, ma anche sulla ripresa economica.

 

RITARDO

Ora l'Unione europea sta cercando disperatamente nuovi accordi con le compagnie farmaceutiche. Ieri è stata siglata una nuova intesa con l'americana Moderna, che si è impegnata a fornire altri 300 milioni di dosi: 150 nel secondo semestre del 2021, 150 nel 2022.

 

VACCINO MODERNA

Di queste, poco meno di 40 milioni sono destinati all'Italia, sempre divise in due tranche. Questi accordi, però, nelle ultime settimane hanno mostrato molti limiti perché alla fine le compagnie possono tagliare le forniture senza che l'Unione europea abbia la forza per evitarlo.

 

Così che vi sono regioni come Emilia-Romagna e Veneto che stanno cercando autonomamente dosi da acquistare. Si guarda con ansia alla procedura di autorizzazione del vaccino di Johnson&Johnson; la procedura all'Ema (agenzia europea) è già cominciata, il via libera è atteso per il 15 marzo, in linea teorica l'Italia riceverà entro giugno 7,3 milioni di dosi (tenendo sempre conto che per questo vaccino è sufficiente una iniezione).

 

VERTICE

roberto speranza domenico arcuri

Anche ieri pomeriggio c'è stato un vertice tra il ministro della Salute, Roberto Speranza, il dirigente del Dipartimento Prevenzione, Gianni Rezza, e il commissario Domenico Arcuri, per migliorare il piano, alla luce della richiesta di accelerazione avanzata dal premier Mario Draghi.

 

Colpisce il ritardo di alcune Regioni come Calabria e Basilicata. Si punta a moltiplicare i luoghi per le somministrazione (fiere, teatri, palasport, caserme), a mettere in campo 300 mila volontari per arrivare a 500mila dosi al giorno in primavera. Tutto bene, ma se le forniture da parte delle compagnie farmaceutiche non aumenteranno, sarà uno sforzo sterile.

Ultimi Dagoreport

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...