alex bellini

ALEX BELLINI, NOSTRO SIGNORE DEGLI OCEANI - “IN ISLANDA ACCECATO DA VENTO E NEVE SONO PRECIPITATO IN UN VULCANO. PENSAI CHE STAVO MORENDO DA CRETINO. INVECE…” – L’ESPLORATORE SPIEGA PERCHE’ NELLA TRAVERSATA A REMI DEL PACIFICO S’È FERMATO A 65 MIGLIA DALL’AUSTRALIA: "LE STORIE GRANDIOSE HANNO EPILOGHI IMPREVEDIBILI. GLI SFIGATI SONO QUELLI CHE PARLANO DI FALLIMENTO" – LA PREMONIZIONE DELLA MOGLIE: “MENTRE STAVO PER RAGGIUNGERE IL NIGER, MI HA DETTO: HO CATTIVE SENSAZIONI. SONO RIMASTO A CASA” – "LA PROSSIMA SFIDA? ATTACCATO A UN ICEBERG" – VIDEO

Flavio Vanetti per corriere.it

 

Alex Bellini, da che cosa nasce la sua voglia di estremo?

ALEX BELLINI

«Non è voglia di estremo, è il desiderio di conoscere e di conoscersi. Papà frequentava l’Africa in moto, io ho cominciato da lì. Poi ho aggiunto l’Alaska, gli oceani e altri luoghi capaci di far risuonare in me delle vibrazioni».

 

Certe imprese scatenano un appagamento intimo?

«Quello dell’ego di sicuro: nel momento in cui realizzi qualcosa di apparentemente impossibile, ne gode. L’appagamento matura quando trovi la forza di saltare nel cerchio di fuoco. Spesso mi sono scoraggiato, ho pianto, mi sono incavolato con me stesso per aver seguito questa passione. Ma se qualcosa di negativo si trasforma in una nuova speranza, ecco quello è un appagamento che genera coraggio per la vita».

 

Green influencer, mental coach, esploratore: i tre Alex Bellini da che cosa sono accomunati?

«Dall’aspetto psicologico. Comanda anche nella sfera green: l’uomo è consapevole della criticità dei temi ambientali, ma a causa di trappole mentali fatica ad agire. La lente della psicologia aiuta a leggere il divario tra teoria e pratica».

ALEX BELLINI

 

Terra e acqua (mari, fiumi e ghiacci): le mancano fuoco e aria.

«Quanto al fuoco, non ho ancora trovato un progetto. Nell’aria, invece, ho esperienza perché sono pilota di mongolfiere, mezzo romantico che richiama il passato. Però non volo da un po’, ci sono stati degli incidenti e mi sono fermato».

 

Qual è la hit parade delle sue imprese?

«Al vertice c’è la traversata dell’Atlantico a remi. Il primo tentativo fallì dopo 6 ore, nel secondo naufragai a Formentera dopo 23 giorni. Nel terzo, ripartendo da Genova, arrivai in Brasile. Al secondo posto metto la corsa Los Angeles-New York: durante la gara nacque la seconda figlia, mia moglie era in Italia a partorire. A New York completai gli ultimi metri assieme alla figlia maggiore, venuta per... accompagnarmi a casa. Infine completo il podio con la traversata dell’Alaska del 2003: ero alla ricerca di un posto nel mondo, lì capii che cosa volevo fare».

 

ALEX BELLINI

Nella traversata a remi del Pacifico s’è fermato a 65 miglia dall’Australia: una rinuncia fantozziana?

«Mi sarei sentito più sfigato se avessi fatto retromarcia il giorno dopo la partenza perché travolto dai dubbi. Mollare in vista del traguardo ha qualcosa di romantico: le storie grandiose hanno epiloghi imprevedibili. Avevo superato l’inferno, sentivo di farcela. Ma mi sbagliavo: le condizioni erano diventate pericolose. Fermarmi è stato un atto di anti-coraggio che si è trasformato nel coraggio di dire basta».

 

È mancata l’ultima nota di una grande sinfonia...

«L’incompletezza è stata affascinante: volevo arrivare a Sydney, ma subito dopo essermi fermato capii di aver fatto la cosa giusta. Uno sponsor non onorò l’ultima tranche del contratto, solo anni dopo saldai i debiti. Ma nemmeno quel guaio mi ha fatto pentire: gli sfigati erano quelli che parlavano di fallimento mentre io avevo percorso 18 mila chilometri, remando e “rinascendo” almeno cinque volte».

 

Lei dimostra che tutto è possibile?

«È difficile lavorare a qualcosa di impossibile. Ho concluso i progetti che ho elaborato, in generale dico che tutto ciò che pensiamo è possibile».

«Conosci te stesso» è scritto nel tempio di Apollo a Delfi. Ma a fianco c’è anche «Nulla di troppo». Quale delle due frasi preferisce?

«Nulla di troppo».

 

Umberto Pelizzari, il sub dei record, in fondo al mare sperimenta un’altra dimensione: capita anche a lei?

ALEX BELLINI 25

«Il mare riporta al ventre materno. Ha poi quella superficie semi-riflettente che permette di guardarti in faccia: il mare è una metafora dell’autoanalisi».

 

Ha incontrato la paura? È mai stato vicino a morire?

«Sì, ho paura e temo la morte: esorcizzo entrambe facendo l’esploratore. Prima della morte fisica c’è comunque quella spirituale: si muore se si smette di sognare. Quando ho rischiato di più?

 

In Islanda attraversando il Vatnajökull, il più grande ghiacciaio d’Europa. C’era il “white out”: vento, nebbia, polvere di neve che impediva di vedere bene. Mi avvicinai troppo alla bocca del vulcano, scivolai nel cratere. Cadendo, pensavo che stavo morendo da cretino. Invece atterrai su un manto morbido e riuscii a risalire. Con me c’era un fotografo, si era fermato in tempo: quando mi vide pensò di avere le allucinazioni».

ALEX BELLINI 6

 

Sua moglie le ha mai detto «questo non farlo»?

«Francesca cura sponsor e team di supporto, la scelta di partire è sempre di entrambi. Ma ultimamente, mentre stavo per raggiungere il Niger, mi ha detto: ho cattive sensazioni. Poiché in passato aveva visto giusto, sono rimasto a casa».

 

Per il 2022 ha indicato tre espressioni chiave: gentilezza, coraggio e zero lamenti. Perché?

«Durante il lockdown ho scritto un libro, “Il viaggio più bello”. Un viaggio immaginario, a tappe, in cui invitavo il lettore a rinunciare alle cose obsolete, ad ascoltare in silenzio, ad avere pazienza, a reagire alla vulnerabilità. Competenze che dobbiamo recuperare e allenare».

Che cosa ha della gente della Valtellina?

«La permalosità. E la testardaggine».

 

La testardaggine non è anche un pregio?

«Sì, se non si trasforma in ossessione».

Anche l’Italia sta facendo un viaggio avventuroso?

«Molto avventuroso. Siamo navigatori e coraggiosi, però ci fermiamo troppo ad analizzare e perdiamo le spinte dell’inizio».

 

Il mondo peraltro non scherza...

ALEX BELLINI 19

«La crisi tocca pure l’individuo. Sembriamo una matrioska: tante bamboline l’una dentro l’altra, alla fine la bambola madre rimane vuota e non capisci come ricominciare. Riparti solo se sei forte nell’animo, ma stiamo trascurando alcuni valori: oggi “abbiamo”, ma non “siamo” più. Spiego così il ritorno alla spiritualità e il successo dello yoga, rifugio di chi non è preparato».

 

Qual è la vera emergenza ambientale?

«Aver esiliato la natura dalla coscienza delle persone. Prendiamo il mare: l’abbiamo ridotto a un “altrove”, l’abbiamo trasformato in una pattumiera con il benestare di tutti i Paesi».

alex bellini

«Dieci fiumi, un oceano» è un progetto per unire l’acqua dolce a quella salata?

«È un modo per raccontare dove va la plastica, dai fiumi al mare fino a una delle tante isole-spazzatura che si incontrano negli oceani. Nel 2019 ho attraversato il Great Pacific Garbage Patch: se getti una bottiglietta nel Gange, prima o poi la ritrovi lì. Tutto è interconnesso, ce lo stiamo scordando».

 

Per lei il Gange è una metafora della vita.

«Prima di tutto è una contraddizione e in quanto tale diventa metafora della vita. L’indiano ha un senso di interconnessione con “l’ultra-terrestre” attraverso il Gange. Il fiume fa da vettore per la vita dopo la vita. È una contraddizione perché l’indiano lo venera come la dea generatrice. È devoto, fa purificazione, ma con l’altra mano lo rovina. Essendo però sacro, il Gange non può inquinarsi: ecco giustificato l’atteggiamento anti-ambientalista».

 

Sogni, passioni, idee non realizzate: qualcosa da dichiarare?

«Sono un solitario. Mi piace vivere a casa, mia moglie si lamenta della scarsa vita sociale e dice che sono noioso. Lo riconosco: ho poche amicizie, non sono molto di compagnia».

Si è mai immaginato manager in giacca e cravatta?

«No, mai. Mi piacerebbe però essere un manager per trasferire il “mindset” dell’esploratore in ambienti organizzativi».

 

alex bellini

Come fa a superare se stesso?

«Tanti me lo chiedono. La risposta è: con la necessità di colmare uno spazio nel cuore».

Ammira, o magari invidia, qualche collega?

«Due su tutti, che ammiro e basta. Il primo è Fedor Konyukhov, il prete ortodosso russo che ha completato il giro del mondo in mongolfiera in solitario e senza scalo. Il secondo è il sudafricano Mike Horn. Qualche anno fa ha raggiunto il Polo Nord durante la notte artica: mi sarebbe piaciuto essere in quella spedizione».

 

Se incontrasse un alieno...

«Gli chiederei il segreto della telepatia. Immagino che disponga di questa forma di intelligenza, vorrei capire come usarla. Credo di averla con mia moglie, ma non riesco a controllarla».

Con Dio come la mettiamo?

«Ho un conto in sospeso. Ho perso mia mamma nel 1999, avevo 21 anni: ho subìto un torto. In mezzo agli oceani non mi sono mai sentito così vicino a lei: mi guidava tra onde, difficoltà, cadute. Rifiuto l’Assoluto, però quando non c’è nulla in cui sperare è d’aiuto credere che Dio esista».

 

Ogni sconfitta genera una ripartenza o resta una sconfitta?

«Viktor Frankl, sopravvissuto ai lager nazisti e diventato psichiatra, sosteneva che nella prigionia gli avevano levato perfino l’identità. Ma non potevano togliergli l’ultima delle libertà: poter scegliere l’atteggiamento in ogni situazione. Quindi non sono le cose che ci capitano a determinare il successo o il fallimento, ma la nostra interpretazione di tali momenti. Una ripartenza è credibile a patto che ci sia la capacità di riconoscere in noi questa grande libertà umana».

alex bellini

 

Vuole entrare in una capsula di sopravvivenza attaccata a un iceberg e farsi portare per mari gelati: quando lo farà?

«Della capsula esiste un modello in scala 1 a 3. Spero di rimettere mano presto a un progetto potente e bello. L’idea di vagare tra i ghiacci simboleggia l’umanità alla deriva. Voglio comprendere le dinamiche dell’iceberg e capire, anche sul piano psicologico, come l’uomo deve adattarsi al mutare dell’ambiente circostante. Farlo costa fatica perché si rinuncia a qualcosa, ma se capisci che è a vantaggio di tutti afferri che è un modo per sopravvivere».

 

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO