budi bambang hartono

ALTRO CHE ZHANG E FRIEDKIN. SAPETE QUAL E’ LA PROPRIETÀ STRANIERA PIÙ RICCA DEL CALCIO ITALIANO? QUELLA DEL COMO. LO STORICO CLUB LARIANO È IN MANO AI FRATELLI INDONESIANI ROBERT E MICHAEL HARTONO: PER FORBES SONO TRA I 100 UOMINI PIÙ RICCHI DEL MONDO CON UN PATRIMONIO DI 40 MILIARDI DI DOLLARI – IL RUOLO DELL’EX CAPITANO DEL CHELSEA DENNIS WISE E LA RISTRUTTURAZIONE DELLO STADIO CHE PER GIANNI BRERA ERA…

Lorenzo Nicolao per corriere.it

 

budi hartono

Il colore della sua maglia è ancora descritto come «blu reale», una tonalità di azzurro inconfondibile per chi conosce lo storico club nato nel 1907, una divisa oggi definita comunemente biancoblù e indossata in passato anche da volti conosciuti nel calcio come Renato Curi, Aldo Serena, Marco Tardelli, Gianluca Zambrotta, Roberto De Zerbi e l’attuale centrocampista dell’Inter, Nicolò Barella. Si racconta anche che quando era 14enne e giocava in Argentina, lo stesso Messi fosse stato vicino al club comasco, che all’epoca avrebbe potuto portarlo in Italia e ingaggiarlo per soli 50mila dollari.

 

Due fallimenti

Con il 2-1 di domenica 25 aprile sull’Alessandria il Como ora è tornato in B dopo cinque anni tribolati e due fallimenti, ripartendo umilmente dalla Serie D, ma trascinata da una proprietà straniera che alle spese folli preferisce un’oculata gestione. Dietro l’impresa dell’allenatore Gattuso — Giacomo, solo omonimo del più conosciuto Rino, comasco Doc che ha completato il lavoro tecnico inizialmente svolto da Marco Banchini, che aveva riportato il Como tra i professionisti nel 2019 — — c’è infatti una società a marchio anglo-americano, che ha saputo mettere la squadra nelle migliori condizioni per fare bene anche dopo un periodo terribilmente complicato.

 

 

Patrimonio di 40 miliardi di dollari

bambang hartono

Tra le tante proprietà straniere del calcio italiano, non vanno quindi dimenticati i fratelli cino-indonesiani Robert e Michael Hartono (nomi occidentali di Budi e Bambang), figure centrali di una famiglia che deve le sue fortune al commercio del tabacco in Asia e che secondo Forbes risultano 86esimo e 89esimo nella classifica degli uomini più ricchi al mondo. Si tratta di un impero del valore di 40,2 miliardi di dollari, che naturalmente sostiene economicamente il club, ma che non si disperde in spese pazze e a volte inutili, come spesso capitato in passato a molte altre proprietà con le stesse caratteristiche. Nessun investimento folle, nonostante altri ricchi proprietari possano solo seguire gli Hartono fra i più ricchi nel calcio (Roman Abramovich del Chelsea, per esempio, è 142°, e Paul Singer, che possiede il Milan attraverso il fondo Elliott, solo 665°).

 

 

como

Alto potenziale e basso profilo

Il Como non si è mediaticamente esposto troppo, ma per ritornare in B è passato per la D e la Lega Pro in due anni e pochi giorni, un tempo record, ma in un contesto lontano da quelli ai quali il club era abituato un tempo. Le premesse per rimanere in alto e provare a fare ancora meglio però ci sono tutte, perché i fratelli più ricchi di Indonesia, grazie anche al salto di qualità ottenuto con l’investimento nella Banca Centrale d’Asia, hanno ora il potenziale economico per consolidare il brand stesso del club, più di quanto non sia stato fatto fino a questo momento con una misurata gestione.

 

I due, che hanno superato gli 80 anni ma hanno sette figli e diversi nipoti, principalmente gestiscono l’impero delle sigarette nel Sud-Est asiatico al quale si sono aggiunti nel tempo l’azienda elettronica Polytron, la start up Razer e diversi altri investimenti nel mercato immobiliare di lusso. Amano il basso profilo, tanto che di uno dei due Forbes non ha pubblicato neanche una foto. Possibile però che in famiglia, con il passaggio di testimone e il ricambio generazionale, possa cambiare qualcosa anche nelle dinamiche della società calcistica lombarda.

stadio sinigaglia di como

 

 

Lo stadio e il futuro

Tra Kudus, la città base della famiglia in Indonesia, e Como il trait d’union è stato finora addirittura Dennis Wise, ex bandiera e capitano del Chelsea. Prima consulente esterno da Londra, ora è diventato Ceo del club comasco insieme a Carlalberto Ludi, nel duplice ruolo di direttore generale e sportivo. Tra gli altri progetti, l’ex calciatore sta lavorando anche alla ristrutturazione dello stadio Sinigaglia, lo stadio in riva al Lago che per Gianni Brera era il più bello d’Italia e forse del mondo. L’operazione dovrebbe permettere alla società di crescere ulteriormente una volta che i tifosi potranno tornare a seguire la squadra dagli spalti. E, con questi mezzi economici, appare difficile che le maglie blu reali possano fermarsi qui.

gianni brera dennis wise

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