CALCIO E PUGNI IN ISRAELE – AL TERMINE DELLA PARTITA TRA IL BEITAR GERUSALEMME E IL MACCABI NETANYA, FINALE DELLA COPPA DI ISRAELE, I TIFOSI DEL BEITAR HANNO INVASO IL CAMPO, ASSALTATO LA TRIBUNA VIP E INCENDIATO UNA PORTA – IL PRESIDENTE ISRAELIANO ISAAC HERZOG È DOVUTO FUGGIRE A GAMBE LEVATE E LA PREMIAZIONE È STATA RIMANDATA DI 24 ORE – NON È LA PRIMA VOLTA CHE GLI ULTRAS NAZIONALISTI DEL BEITAR FANNO CASINO DENTRO E FUORI LO STADIO - VIDEO!

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Estratto dell’articolo di Francesco De Remigis per “il Giornale”

 

invasione di campo dei tifosi del beitar finale coppa israele 4 invasione di campo dei tifosi del beitar finale coppa israele 4

[…] Chi ha assistito alla finale di Coppa di Israele dagli spalti dello stadio di Haifa, martedì sera, non credeva ai suoi occhi. Doveva essere una festa: sportiva, certo.

 

Ma gli antagonismi da spogliatoio hanno inspessito talmente le rivalità (anche politiche) tra le tifoserie che il presidente della Federcalcio israeliana, Moshe Zuarets, si è visto costretto ad alzare bandiera bianca e a rimandare la consegna della coppa. E, soprattutto, a organizzare in fretta e furia l’esfiltrazione dei vip in tribuna.

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Anche se la partita alla fine è stata vinta per 3-0 dal Beitar Gerusalemme sul Maccabi Netanya - due squadre entrambe israeliane - la finalissima è stata macchiata da tali scene surreali che pure il presidente di Israele Isaac Herzog ha dovuto lasciare lo stadio con la scorta.

 

Ma cosa è successo, sul «pratone» di Haifa? I famigerati ultras del Beitar, il club fondato negli anni ’20 dall’omonimo movimento che sposava una versione massimalista del sionismo, si sono (ancora) resi protagonisti di violenze: prima i cori razzisti, poi l’invasione del campo dello stadio Sammy Ofer; nel mentre, alcuni prendevano d’assalto tribune e podio di premiazione. Una bolgia.

 

 

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C’erano già state ripetute sospensioni per il lancio di fumogeni, riprese a cronometro fermo, fino alla baraonda scoppiata al terzo gol, in pieno recupero, quando un gruppetto di tifosi è entrato sul terreno di gioco. Più che un’invasione, un assalto. Una porta semi-distrutta dalle fiamme (nello stadio dove gioca anche la Nazionale). Reti tagliate.

 

E mentre partivano petardi indirizzati al rettangolo sono sparite anche alcune medaglie della premiazione; rubate da qualche «tifoso» tra le migliaia in campo. L’arbitro aveva già chiuso la gara. Giocatori riparati negli spogliatoi. […]

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Dopo le minacce di squalifica dei vincitori da parte della Federazione, si è deciso per una valutazione step by step. Prima, la premiazione annullata in attesa di sviluppi: la polizia ha fermato 18 tifosi. E il club ha preso le distanze dagli ultras ferocemente anti-arabi. Ma il proprietario del Beitar, Barak Abramov, minacciava nel frattempo di boicottare il campionato in caso di revoca del trofeo.

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Il patron della Federcalcio, pur «imbarazzato», ha quindi annunciato che la partita sarebbe stata ripercorsa frame per frame per «capire bene» cosa fosse successo. Infine? Ha optato per premiare la squadra. In differita, a 24 ore di distanza. E col fantasma della vicinanza degli ultras alla maggioranza di estrema destra che sostiene il governo Netanyahu. […]

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