paolo dal pino

DIRITTI TV E SUPERLEGA: LA SERIE A ALLA RESA DEI CONTI. CAIRO ALL’ATTACCO: “PROVVEDIMENTI? NON LO SO, INTANTO MI SEMBRA GIUSTO CHE…” - ALL’ORDINE DEL GIORNO ANCHE LA VALUTAZIONE DELLE PROPOSTE PER IL PACCHETTO 2 DEI DIRITTI TV (3 GARE IN CO-ESCLUSIVA) PER CUI SKY È L’UNICA AD AVER PRESENTATO UN’OFFERTA. POSSIBILE UN NUOVO BANDO (MEDIASET TORNA IN BALLO?). SKY E L’UDIENZA SUL RICORSO PRESENTATO CONTRO L’ASSEGNAZIONE A DAZN...

Alessandra Gozzini per gazzetta.it

 

dal pino

È il momento della resa dei conti. Oggi a mezzogiorno la Serie A si ritroverà in assemblea con l’obiettivo, all’ordine del giorno, di “analizzare gli eventi e le conseguenze” del terremoto Superlega.

 

Non è la prima volta che i club si riuniscono dopo il tentativo di Juventus, Inter e Milan di partecipare a un torneo esclusivo, ma è la prima volta che il comportamento dei club e dei loro rappresentanti finisce ufficialmente sotto accusa: in una precedente assemblea era stato sollevato l’argomento, subito accantonato per volontà di chi con le big coinvolte nel progetto condivide interessi e strategie.

 

 

Un sistema di schieramenti ed equilibri che si attiverà probabilmente anche oggi. Più in generale, ci sono molte società che vogliono evitare che lo scontro si accenda, altre che comunque chiedono che le azioni degli ex scissionisti siano in qualche modo condannate e, in futuro, scoraggiate. Urbano Cairo, presidente del Torino, ne ha parlato anche ieri: “Aver pensato quel tipo di competizione è una cosa grave, dissi che era stato un attentato al calcio.

 

dal pino

Significava sovvertire quanto abbiamo avuto fino ad oggi, cambiare tutto per diritto divino con gli unti del Signore”. E ancora: “Conta la competizione, i cambiamenti che avvengono in pochi minuti in una partita: il calcio è bello per quello, non perché qualcuno ha più diritti di altri. Se è più bravo lo faccia vedere sul campo. Provvedimenti? Non lo so, intanto mi sembra giusto che FIGC e UEFA abbiano chiesto ai club di abiurare queste idee se desiderano giocare campionato e coppe”.

 

 

RUOLI—   Un’analisi delle mosse segrete di Juve, Inter e Milan, che con il Torino avevano chiesto altre dieci società, intenzione messa per iscritto il 24 aprile scorso, in una lettera al presidente di Lega Dal Pino. Mittenti: Roma, Bologna, Genoa, Cagliari, Sampdoria, Sassuolo, Spezia, Benevento, Parma e Crotone. Le ultime due, retrocesse, avranno voce nell’assemblea di A solo fino al 30 giugno. Restavano fuori Udinese e le cinque (Napoli, Lazio, Fiorentina, Atalanta e Verona) che con Inter e Juventus formano il blocco dei sette club che all’interno dell’assemblea fanno ancora fronte comune, nonostante tutto.

sky dazn

 

All’esame della A ci saranno i club e i loro rappresentanti, a maggior ragione per chi ha anche un ruolo istituzionale. Andrea Agnelli, presidente bianconero, è membro della commissione interna impegnata a trattare con i fondi. Il fallimento dell’operazione (che aveva interessi opposti alla Superlega, volendo valorizzare la A, e che avrebbe garantito ai club 1,7 miliardi) lo vede come principale imputato. E poi Marotta e Scaroni, il primo a.d. nerazzurro e consigliere federale, il secondo presidente rossonero e consigliere di Lega.

 

LE TV—   All’ordine del giorno anche la valutazione delle proposte per il pacchetto 2 dei diritti tv (3 gare in co-esclusiva) per cui Sky è l’unica ad aver presentato un’offerta: dopo aver investito in altre operazioni, la proposta in busta non sarà più alta di quella da 87,5 milioni di media all’anno (per il triennio) che le società avevano già rifiutato. Possibile un nuovo bando, magari con la possibilità di una gara in chiaro che possa interessare a Mediaset.

CAIRO

 

Oggi intanto Sky sarà al tribunale di Milano per l’udienza (pronunciamento atteso a breve, ma difficilmente oggi) sul ricorso presentato contro l’assegnazione a Dazn dei pacchetti 1 e 3: accusa di violazione della Legge Melandri, che nega la cessione a un unico soggetto di tutti i diritti sul mercato. Posizione che non preoccupa la Lega: il procedimento d’assegnazione è ancora in corso e coinvolgerà un operatore diverso da Dazn.

PAOLO DAL PINO

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)