roberto cingolani beppe grillo

FAIDE A 5 STELLE! COME SE NON BASTASSERO LA GUERRA CONTE-GRILLO E IL RISCHIO DI SCISSIONE, I PARLAMENTARI PENTASTELLATI SE LA PRENDONO CON BEPPE-MAO PER CINGOLANI: IL FISICO CHE GUIDA LA TRANSIZIONE ECOLOGICA È PRO ENERGIA NUCLEARE E INCENERITORI. IL FALLIMENTO DEL “TRIVELLA DELLA LEOPOLDA” VIENE ASCRITTO ALL’ELEVATO – LE VOCI DI UNA ROTTURA TRA CINGOLANI E GRILLO CHE HA DETTO: “SE ANDIAMO AVANTI COSÌ È UN BAGNO DI SANGUE”

Paolo Bracalini per "il Giornale"

 

ROBERTO CINGOLANI

Come se non bastassero la guerra Conte-Grillo e il rischio di scissione, il M5s è alle prese con un altro problema non da poco. L' unico ministero che porta l' impronta M5s, quello della Transizione Ecologica, non va affatto nella direzione che si aspettavano i 5s. Tanto che i parlamentari più critici verso Roberto Cingolani, il fisico chiamato a fare il superministro verde in quota M5s (ma non è mai stato grillino), sono proprio quelli del gruppo M5s.

 

grillo conte

Il problema si intreccia alla faida in corso nel Movimento, perché l' idea del ministero della Transizione viene da Beppe Grillo e quindi il suo eventuale fallimento viene ascritto al Garante, per rinfacciargli l' errore di aver fatto entrare il M5s nel governo Draghi facendosi abbindolare dall' ecologia.

 

È circolata voce nelle ultime settimane di una rottura tra Cingolani e Grillo, che nell' assemblea con i deputati ha detto a proposito del ministero della Transizione Ecologica: «Se andiamo avanti così è un bagno di sangue». Un termine, «bagno di sangue», che era stato proprio Cingolani ad usare per far capire gli enormi costi, a carico dei cittadini, che una svolta green sognata dagli ecologisti stile M5s comporta («Per ridurre l' impatto ambientale bisogna fare cambiamenti radicali che hanno un prezzo, ad esempio sulla bolletta elettrica»).

ROBERTO CINGOLANI

 

I grillini hanno fatto delle brutte scoperte, non solo che Cingolani è molto attento alle ripercussioni sull' industria di tutte le ideologie ambientaliste («Io non ne posso più di sentire demonizzare l' industria», va cambiato il modello produttivo «ma dobbiamo farlo in maniera sostenibile e la sostenibilità è anche garantire il lavoro» ha detto), ma addirittura pensa all' energia nucleare, una bestemmia per verdi e grillini, come «un treno da non perdere» e la fusione nucleare come «la rinnovabile delle rinnovabili. E poi ha autorizzato le trivelle nell' Adriatico, sfottendo sarcasticamente chi si è scandalizzato (grillini inclusi):

 

ROBERTO CINGOLANI

«Non le ho autorizzate io, quelle trivelle erano già lì e le vongole erano offese già da tempo». In più Cingolani è un sostenitore degli inceneritori che «se, ben utilizzati, possono produrre energia dove non c' è altra soluzione» dice. Le risorse del Pnrr dedicate alla Transizione energetica vengono poi gestite da Cingolani e dal premier Conte, il M5s non tocca palla. Non c' è da stupirsi quindi che nelle chat grilline si sia proposta persino la sfiducia a Cingolani, il ministro degrillinizzato.

 

beppe grillo 4

Il senatore ex M5s Elio Lannutti rinfaccia a Grillo l' errore di aver definito «Cingolani ambientalista, proprio lui che è stato ribattezzato 'er trivella della Leopolda». Ma a guidare la rivolta sono il deputato Luigi Gallo e, fuori dal Parlamento, Alessandro Di Battista, il custode di tutte le battaglie perse: «Cingolani non ha nulla a che fare con la transizione ecologica finora, speriamo si possa convertire sulla via di Damasco».

cingolaniroberto cingolani fisico (3)beppe grillo 1roberto cingolaniroberto cingolani fisicobeppe grillo 2ROBERTO CINGOLANI ENRICO GIOVANNINI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…