verdone pallotta

“CHI COMANDA ALLA ROMA? TUTTI E NESSUNO. PALLOTTA E’ SENZA ENTUSIASMO” – VERDONE SQUARCIA IL VELO DI IPOCRISIA E OMERTA’ SULLA DEPRIMENTE GESTIONE DI JIM L’AMERIKANO: "LA SOCIETÀ È MOLTO INDEBITATA. BUGIE SUI GIOCATORI CHE VOLEVANO RESTARE MA SONO STATI CEDUTI PER PROBLEMI ECONOMICI. ORA LA SQUADRA È INDEBOLITA. I RAGAZZI DI TALENTO COME ZANIOLO VANNO TENUTI A TUTTI I COSTI”…

verdone totti

Da www.corrieredellosport.it

 

Carlo Verdone non ci va leggero sulla gestione della Roma durante l'era americana. L'attore, noto tifoso giallorosso, è intervenuto a Non è la Radio per esprimere il suo pensiero sulla squadra ma anche per rivelare alcuni aneddoti sulla sua fede calcistica.

 

La Roma è sempre stata molto citata nel cinema, ma tu, che sei l’ultimo erede della commedia italiana, non l’hai fatto quasi mai. È una forma di rispetto per la tua fede giallorossa?

JAMES PALLOTTA

“Ci fu un episodio, forse ne “I mostri”, con Gassman che interpretava il supertifoso della Roma, facendo urla incredibili per un gol: una prova da grandissima attore soltanto con questa esultanza. Io penso che il calcio non sia la Roma. La Roma l’ho citata solo in “Gallo cedrone”, quando sono in come dopo essere stato picchiato dagli integralisti islamici, e i miei amici per farmi risvegliare recitano la formazione della Roma dello scudetto. Quello è l’unico omaggio che ho fatto alla Roma.

 

pallotta friedkin

Io non tocco l’argomento calcio perché non ci trovo niente di poetico. Sono un tifoso appassionato e fedele, ma io devo trovare poesia e oggi nel calcio non c’è poesia. Lo vediamo anche in questi giorni, con tutti questi problemi, queste complicazioni politiche e burocratiche. Tutto è molto confuso e legato a interessi economi. Potrei fare un film su qualcosa che mi da uno spessore umano forte, su un maratoneta o anche un procuratore che cerca talenti, perché lì c’è un fattore umano, c’è un’anima, ma per la Roma non me la sento. Abbiamo avuto Alberto Sordi e Lino Banfi, a me francamente non viene molta voglia. Potrei fare un film su un uomo che lotta contro sé stesso, ma su una squadra di oggi, con i giocatori milionari, i diritti tv, tutto quello che c’è sotto, che c’è di poetico? Una volta il calcio era poesia, oggi è business. Dove c’è business non c’è poesia”.

 

Che sensazioni hai sul futuro della Roma? Sei preoccupato?

pallotta friedkin

“Sono preoccupato: tra l’epidemia e la delicata situazione del calcio italiano, Friedkin sembra aver fatto un passo indietro. La Roma è molto indebitata, il pericolo maggiore è dover cedere un gioiello come Zaniolo. Sarebbe una tragedia, l’ennesimo giocatore di talento ceduto. Dopo le cessione di Salah e poi anche degli altri, tutti dicevano che era Salah a voler andare via, ma non è vero. Salah voleva restare, invece ci hanno fatto credere che lui volesse andare via.

 

Abbiamo ceduto giocatori con cui potevamo davvero vincere qualcosa, e che oggi vincono altrove. Avevamo l’oro in mano e non c’è rimasto niente. Abbiamo avuto squadre tenute insieme con lo scotch, che hanno fatto il loro meglio e non posso biasimarli, ma i giocatori non erano all’altezza di quelli ceduti. Le mie critiche sono rivolte soprattutto al presidente e alla sua voglia di fare qualcosa di importante in una grande città come Roma. Non mi sembra che sia così, che ci sia entusiasmo, che venga spesso a Roma.

 

baldini pallotta

 Chi comanda alla Roma? Tutti e nessuno. Sicuramente il presidente, ma per interposta persona. La Roma è una squadra mortificata, che sa quello che può fare, anche con un bravo allenatore come Fonseca, ma i veri gioielli li abbiamo dati via. Se fai una squadra con i giocatori ceduti sei la squadra più forte del mondo, ma non abbiamo potuto tenerli. Io poi non sopporto le bugie: i giocatori volevano restare, sono stati ceduti per problemi economici. I ragazzi di talento come Zaniolo vanno tenuti a tutti i costi”.

 

 

Tu hai vissuto un’epoca molto diversa rispetto a noi. Cos’è per te il romanismo?

“Io ho vissuto un’epoca in cui andavi allo stadio e non avevi paura. Soprattutto negli anni ‘60, tra Roma e Lazio si risolveva tutto a sfottò, qualche ortaggio tirato e un po’ di scenografia, ma non c’era violenza. Poi l’episodio di Paparelli cambiò tutto e il calcio prende un’altra direzione. Le curve cominciano a essere frequentate da altre persone, diventa tutto più aggressivo e si perde la poesia che c’era in passato, quando non succedeva niente.

pallotta baldini

 

Poi siamo entrati in un’altra era, meno poetica. Per me il romanismo sono due colori: il giallo e il rosso. Sono quartieri come Testaccio, quartieri di una Roma vera di un tempo, dove veramente batteva il cuore giallorosso. Quando ti innamori di una squadra sei quasi te a scendere in campo. È questo il bello di questo sport: ti senti quasi un calciatore, perché sai che il tuo tifo spinge quelli in campo a correre. Per me la Roma è una gran parte di Roma. Poi c’è anche la Lazio, ma io la identifico con la mia città”.

verdone conti

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