maradona ferlaino

LA MANO DI DIO? SENZA I MIRACOLI DEL BANCHIERE VENTRIGLIA E FERLAINO, MARADONA NON AVREBBE MAI INDOSSATO LA MAGLIA DEL NAPOLI. LA STORIA ROCAMBOLESCA DI COME RIUSCIRONO A STRAPPARE IL CAMPIONE DAL BARCELLONA, CON UNA BUSTA (VUOTA!) CONSEGNATA ALLA LEGA CALCIO, UN VOLO PRIVATO E LA DC DELL'EPOCA…

 

DAGOREPORT

corrado ferlaino maradona

 

C’è la “mano di Dio”, Diego Maradona, ma senza i miracoli del banchiere Ferdinando Ventriglia nel giugno del 1984 el Pibe de Oro non avrebbe mai indossato la maglia del Napoli. La storia è nota e ci riporta dritti-dritti ai tempi della prima Repubblica quando anche la politica a volte scendeva sul terreno di gioco.

 

E sotto il Vesuvio i diccì Gava, Scotti, Grippo e Pomicino governavo la città anche se il Pci non avrebbe mai ostacolato l’abile direttore generale del Banco di Napoli, poltrona che aveva riconquistato l’anno prima, per contrastare l’arrivo di Maradona. Tornato nella sua Campania dopo che Guido Carli, suo estimatore e amico, che l’aveva disegnato suo successore alla guida di Bankitalia con il sostegno di Emilio Colombo, fu bloccato dal segretario del Pri Ugo La Malfa.

 

vincenzo scotti

“Per chiedermi contributi mi chiamano anche quando sto al cesso”, si lasciò sfuggire una volta Ventriglia. Ma anche in quell’estate del 1984 don Ferdinando non si rifiutò ai suoi amici democristiani e all'allora presidente del club, Corrado Ferlaino. L’artefice di una operazione a dir poco romanzesca e ai limiti della giustizia sportiva.

 

“Quando annunciai ai giornalisti per prima volta che avrei comprato Maradona in rotta di collisione con il Barcellona era soltanto bluff”, ha ricordato Ferlaino. “Nel frattempo – ha spiegato – il nostro direttore generale, Antonio Julano, aveva contatto la squadra catalana per organizzare un amichevole. Ma a Barcellona scoprimmo che Diego non avrebbe giocato non a causa di un infortunio bensì perché voleva cambiare aria”.

DIEGO MARADONA E CORRADO FERLAINO

 

Ma la dirigenza blaugrana per “liberare” Diego chiedeva 13 miliardi immaginando che il Napoli non disponesse di quella cifra da capogiro.

 

A quel punto entrano in scena il sindaco di Napoli, Vincenzo Scotti, il banchiere Ventriglia e l’astuzia dell’ingegner Ferlaino. La trattativa fu chiusa infatti sul filo di lana. A poche ore dalla chiusura del mercato pallonaro, vola a Milano e alla Lega consegna una busta vuota. Così l’ha rivelato il diretto interessato: “Da Milano con un volo privato sbarcai a Barcellona per avere la firma di Maradona sul contratto e fare ritorno sotto la Madonnina la stessa notte”.

 

corrado ferlaino e diego armando maradona

E qui arriva il colpo rocambolesco alla Totò-truffa che porterà Diego a Napoli. Ferlaino torna nella sede della Lega e riesce a convincere la guardia giurata che aveva sbagliato la procedura e doveva salire ai piani alti per regolarizzare la pratica.

 

“Salimmo negli uffici con una scusa banale e di nascosto sostituimmo la busta: portai via quella vuota e depositai quella con il contratto da 13 miliardi grazie alla fideiussione del Banco di Napoli”. Già, “la mano di Dio” e i “miracoli” di Re Ferdinando.

 

ferlaino DIEGO MARADONA E CORRADO FERLAINO ferlaino maradonaCORRADO FERLAINO E DIEGO MARADONA CORRADO FERLAINO E DIEGO MARADONA DIEGO MARADONA E CORRADO FERLAINO

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…