alessandro del piero francesco totti roberto baggio

PERCHÉ DA TRENT' ANNI NON NASCONO PIÙ GRANDI GIOCATORI IN ITALIA? IL PROBLEMA DELLE SCUOLE CALCIO, IL BUCO NERO DEI SETTORI GIOVANILI, GLI ALLENATORI CHE NON AMANO I FANTASISTI E LA QUESTIONE TATTICA – SCONCERTI: "I DEBITI NEL CALCIO ITALIANO LI FACCIAMO PER GIOCATORI CHE VENGONO DA ALTRI PAESI. VENTI ANNI FA QUANDO ARRIVARONO I SOLDI DEI DIRITTI TV, NESSUNO LI USÒ PER AMPLIARE L'AZIENDA, TUTTI SPESERO SU GIOCATORI STRANIERI"

Mario Sconcerti per il “Corriere della Sera”

 

1 Qual è la cosa più grave da cui partire per capire?

baggio del piero

C'è una domanda semplice a cui nessuno sa rispondere: perché da trent' anni non nascono più grandi giocatori in Italia? Da due generazioni si è fermato tutto. È la prima volta che capita. Negli anni Sessanta abbiamo avuto Rivera, Mazzola, De Sisti, Riva, Prati, Burgnich, Facchetti. Dopo di loro Rossi, Antognoni, Tardelli, Conti, Scirea, Zoff. Poi Del Piero, Totti, Zola, Buffon, Cannavaro, Baresi, Baggio, Maldini. Oggi più nessuno.

 

2 Perché ?

Non c'è un motivo solo, ce ne sono mille. Queste prime due decadi degli anni Duemila hanno cambiato il modo di pensare del mondo. Si fanno e si leggono cose diverse, sono cambiate la morale e le abitudini. Oggi i giovani chiedono di divertirsi e partecipare. All'inizio del Novecento la massa entrò nella storia giocando al calcio. Oggi quella massa è diventata folla attiva, lusinga e massacra, è pesante da reggere.

 

3 Tutto colpa dei social?

baggio del piero totti

Un po' sbrigativa come soluzione... No, ma i social fanno parte del Grande Cambiamento. Nel calcio tutto comincia nel 1996 con la libera circolazione dei lavoratori in Europa. Si passa da un massimo di due-tre stranieri a un numero indeterminato. Forse si aiuta a far l'Europa, ma si distruggono interi settori sportivi nazionali.

 

Oggi per rialzarci, dovremmo prendere 200 stranieri e sostituirli con giocatori italiani. Ne resterebbero ancora 200, un numero ancora enorme. Ma non è possibile. Il calcio si è allargato a dismisura, si è affezionato ai pagamenti estero su estero, intermediazioni continue che finirebbero se si dovesse semplicemente comprare un giocatore dal Crotone o dal Venezia. E temo ci si sia abituati a questo modo vasto di fare mercato.

 

totti cassano

4 In modo più stringente, perché non nasce più un grande attaccante, una buona mezzala?

Prima giocare a calcio era il divertimento di tutti i ragazzi. Oggi non è più così. Non c'è più un luogo adatto, è solo fatica scamiciata. Allora si tenta l'arruolamento nelle scuole calcio, che sono a pagamento, quindi hanno il dovere di far giocare tutti.

 

Mentre lo sport non è democratico, giocano i migliori. Così quelli bravi finiscono per annoiarsi e i genitori si stancano di pagare la retta. Con un'aggravante, la qualità degli insegnanti. Sono circa ventimila gli addetti, fanno un corso di tre giorni. Che aiuto possono dare?

 

5 Ma restano pur sempre i grandi settori giovanili professionistici...

Vero, ma molto spesso lì i tecnici pretendono di giocare per il risultato perché da quello dipende la loro carriera. Fanno diventare vecchi giocatori di 17-18 anni, li riempiono di schemi, costruiscono monumenti a se stessi, quasi nulla danno ai ragazzi. Poi ci sono i genitori. Problema sociale vero. Come un ragazzo promette bene, i padri si licenziano e si mettono a seguire solo il figlio, spesso a fargli da procuratore. Poi il figlio finisce in serie D o in C, guadagnando appena per sé, e il padre resta disoccupato e incattivito. Oggi tutti giocano a essere piccoli campioni fin da ragazzi, questo li aiuta a non diventarlo mai.

ciro immobile 8

 

6 Ci sono poi anche i problemi tattici.

Certo, continuiamo a rovesciare il mondo. Prima il nostro calcio era chiaro. Ti ci abituavi in fretta. Oggi devi giudicare troppe cose, hai troppi ordini da eseguire. Per un calciatore gli obblighi tattici sono necessari ma devono essere pochi e scolpiti nella pietra. Oggi molti tecnici non amano i giocatori pieni d'estro, li trovano inadatti ai loro schemi. E li spengono. Immobile è l'esempio. È il campione più chiaro che abbiamo, proprio come grammatica del calcio. Ha vinto più titoli cannonieri di qualunque altro italiano. Ma in Nazionale non giocherà mai bene perché lui è un solitario bravo a cercare spazio profondo. Nell'Italia fa il centravanti d'area, è stregato da ordini diversi.

 

7 Quanto incidono i debiti del calcio sulla qualità del calcio?

Molto, perché non facciamo debiti nel calcio italiano, li facciamo per giocatori che vengono da altri Paesi. Cioè togliamo ai poveri per dare ai ricchi. Venti anni fa quando arrivarono i soldi dei diritti tv, nessuno li usò per ampliare l'azienda, tutti spesero su giocatori stranieri. In pochi anni fallirono decine di grandi società dal Napoli, al Torino, alla Fiorentina, per non parlare della B e la C. In Italia c'è peraltro una grande ingiustizia.

 

ciro immobile 7

Il miliardo di diritti tv non viene diviso equamente per 20, ma in base a molti altri parametri. Così tre squadre prendono 100 e altre 15 tra 50 e 30. C'è lo stesso concetto della SuperLega, selezionare i ricchi, spianare loro la strada.

 

8 Ci riprenderemo mai?

Direi di sì, ma viviamo il calcio in modo sbagliato, poco responsabile. È sempre tutto eccessivo. Mi spiace soprattutto vederci affondare in un momento in cui anche gli altri nuotano male. Il problema non è solo italiano. Molti si salvano con l'energia delle vecchie colonie, vedi Francia e Inghilterra. Ma fuoriclasse non se ne vedono più. Ronaldo, Messi, prima di tutto erano due monaci del calcio. Mbappè è un libertino.

ciro immobile 6

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)