allegri

PSICODRAMMA BIANCONERO - LO SPOGLIATOIO DELLA JUVENTUS E’ SPACCATO E (IN PARTE) HA MOLLATO ALLEGRI: “È PRESUNTUOSO” – L'ALLENATORE SIBILA: “STANDO IN RITIRO VEDREMO CHI SONO QUELLI DISPONIBILI PER UN ATTEGGIAMENTO DIVERSO”. I FEDELISSIMI DI MAX SI CONTANO SULLE DITA DI UNA MANO (SZCZESNY, DANILO, CUADRADO E DE SCIGLIO) - PIÙ DI UN GIOCATORE HA DUBBI SULL'UTILITÀ DEL "CASTIGO" DEL RITIRO...

Massimiliano Nerozzi per il “Corriere della Sera”

 

allegri

Fenomenologia del ritiro bianconero: «Dobbiamo dirci le cose in faccia, ma quelle che pensiamo veramente, altrimenti non serve a niente», si sfogava l'altra notte un giocatore bianconero con il suo procuratore. Anche le cose abrasive, anzi soprattutto quelle, volendo davvero tentare di ribaltare il destino della Juve, che sta masochisticamente applicando pure alla crisi il motto della casa: fino alla fine.

 

Uno psicodramma innescato dai cattivi risultati, alimentato (anche) dagli infortuni, e ingigantito da quello scollamento, tra un pezzo di squadra e l'allenatore, che c'è da tempo. «Stando in ritiro vedremo chi sono quelli disponibili per un atteggiamento diverso», sibilava Massimiliano Allegri nella notte israeliana, non smentendo dunque una certa diversità di intenti, e di anime, dentro lo spogliatoio.

massimiliano allegri

 

Dunque ritiro sia, ma con comodo, se ieri, dopo che la Juve era atterrata a Torino alle cinque della sera, è stato deciso di proclamare la clausura a partire da stamattina. Curioso. Nonostante, subito dopo la sconfitta di Haifa, martedì notte, lo stesso Allegri fosse stato piuttosto deciso, e preciso: «Da domani, tutti alla Continassa». Ovvero, il castigo durerà sostanzialmente un paio di giorni, quelli che separano i bianconeri dal derby di sabato pomeriggio. Solo una serata di differenza, si dirà, ma certe volte la forma è sostanza. Di più, se in ballo c'è pure una questione di dignità, e non solo di dignità. Almeno dopo il discorso di Andrea Agnelli: «Dobbiamo provare vergogna e chiedere scusa».

 

STRISCIONE CONTRO ALLEGRI DURANTE MILAN JUVENTUS

Altra postilla alle norme del ritiro: non riguarderà gli infortunati. Insomma, non sono tenuti a restare tra J-hotel e training center Pogba, Chiesa, De Sciglio, Aké e Kaio Jorge. A occhio, neppure Di Maria, il primo ieri a lasciare la compagnia: stamattina sarà sottoposto agli esami per valutarne la durata dello stop, dopo l'infortunio muscolare in Champions. In Argentina già minimizzavano il guaio - o festeggiavano per il riposo in vista del Mondiale - ma l'impressione è che sia qualcosa di più di un banale grattacapo. Per uno che fin qui non ha comunque annodato l'intesa con l'allenatore e che, nel malizioso commento di qualche compagno, già pensa al Mondiale. Va da sé, più di un giocatore ha dubbi sull'utilità del castigo, cui pure la società aveva pensato già dopo il ko con il Milan: «Soprattutto se ognuno se ne starà in camera con lo smartphone, a farsi gli affari suoi».

 

allegri bonucci

Che ci siano divisioni, del resto, non è un mistero, a partire dalla critica che non pochi, tra i bianconeri, fanno al tecnico, in questa seconda avventura: «È presuntuoso». Il che si rifletterebbe su modalità degli allenamenti e preparazione delle partite. Tra chi l'ha sempre sostenuto, come Danilo, non mancano critiche ai compagni, invece: «Quando ci sono difficoltà ci nascondiamo, smettiamo di giocare e iniziamo con la palla lunga». A fianco del tecnico ci sono pure Szczesny, Perin, De Sciglio e Cuadrado.

 

Partita dopo partita, si sono invece un po' raffreddati i rapporti con altri, da Locatelli a Bremer e McKennie: umanamente, non andarono giù le confessioni al Corriere della Sera, tra «squadra virtuale» e il peso degli assenti deluxe. E Bonucci, che pure non è il miglior alleato di Allegri, sta tentando di onorare la fascia da capitano. Per questo, mettendoci (giustamente) la faccia, dopo tempo, Agnelli parlava più di tutti ai giocatori: «Questa è una questione di gruppo, e da qui bisogna ripartire». Glossa: dimenticatevi l'esonero - «le valutazioni si fanno a fine stagione» - e, quindi, un alibi ambulante. Concetto ribadito nel chiuso dello spogliatoio: «Siete tutti sotto esame». Basterà?

agnelli allegri

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...