"NELLA SEMIFINALE NON AVEVO FATTO UNA PARTENZA ECCEZIONALE. ALLORA HO SUPPLICATO IL MIO CORPO: TI PREGO, FAMMI FARE L'ULTIMA CORSA AL MEGLIO" - LA GODURIA DI MARCELL JACOBS: "NELLA MIA TESTA MI SONO SEMPRE RIPETUTO 'COS'HANNO GLI ALTRI IN PIÙ DI TE?'. POI A UN CERTO PUNTO HO CAPITO CHE LA RISPOSTA ERA NIENTE - LA SERA PRIMA IO E TAMBERI ABBIAMO PASSATO LA SERATA ALLA PLAY NELLA SUA STANZA E MENTRE GIOCAVAMO GLI DICEVO: PENSA SE DOMANI VINCIAMO. E LUI: NOOOO, È IMPOSSIBILE, NON PENSARCI NEMMENO…"

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Gianluca Cordella per "il Messaggero"

MARCELL JACOBS VINCE - L'INGLESE HUGHES SQUALIFICATO MARCELL JACOBS VINCE - L'INGLESE HUGHES SQUALIFICATO

 

«Tutto come previsto. Avevamo detto che saremmo andati in finale e ci siamo andati. Abbiamo fatto il record europeo, poi ne abbiamo fatto un altro. Ah, e poi abbiamo vinto la finale. E' andato tutto come doveva andare». Marcell Jacobs, che già è simpatico di suo, dopo l'impresa olimpica sui 100 metri non riesce a smettere di sorridere e di fare battute. E di parlare di se stesso usando il noi.

 

Marcell, ma davvero doveva andare tutto così?

«Nei miei sogni, sì. Poi è diventato tutto realtà, quindi tanto di guadagnato».

marcell jacobs marcell jacobs

 

In pista è stato impressionante, ma la sensazione è che abbia vinto prima di tutto con la testa

«Sono arrivato ai blocchi pensando solo a me stesso, a correre nel miglior modo possibile senza guardare gli avversari. L'ho fatto solo sulla linea del traguardo e quando mi sono accorto di essere davanti a tutti ho urlato come un pazzo».

 

E poi s' è ritrovato davanti Tamberi

marcell jacobs al fotofinish marcell jacobs al fotofinish

«Ho sentito Gimbo che strillava il mio nome prima della partenza. Ho pensato: cavolo, ce l'ha fatta!. Poi dopo la corsa me lo sono ritrovato in mezzo alla pista e sono andato subito ad abbracciarlo. Conosco la sua storia, quello che ha passato per arrivare sin qui. Abbiamo un percorso simile per certi versi: anche io sono uno che dalla vita ha preso un sacco di batoste da tutte le parti. Ieri (sabato, ndr) abbiamo passato la serata alla Play nella sua stanza e mentre giocavamo gli dicevo: Pensa se domani vinciamo. E lui: Noooo, è impossibile, non pensarci nemmeno. E' un ragazzo eccezionale: pensare che siamo diventati campioni olimpici insieme è stupendo».

 

marcell jacobs oro nei 100m a toko2020 marcell jacobs oro nei 100m a toko2020

Quando ha iniziato a credere di poter vincere?

«Sapevo di essere in ottima condizione ma ho dovuto comunque chiedere gli straordinari al mio corpo. Durante il riscaldamento per la finale mi sentivo molto bene e sapevo che potevo migliorare, anche perché nella semifinale non avevo fatto una partenza eccezionale. Allora ho supplicato il mio corpo: Ti prego, fammi fare l'ultima corsa al meglio e poi ti giuro che ti lascio in pace. E mi ha ascoltato. Questo è il mio anno a quanto pare: vinco tutto quello che c'è da vincere».

marcell jacobs oro a tokyo2020 marcell jacobs oro a tokyo2020

 

Gli altri la guardavano un po' come un oggetto misterioso?

«Ma no, anzi Kerley e de Grasse mi sono venuti subito a cercare per farmi i complimenti. Poi è stato buffo quando siamo andati a fare le foto e loro mi dicevano: Guarda che in mezzo ci devi stare tu, sei tu che hai vinto. Diciamo che era una situazione alla quale non ero abituato».

 

E se dovesse sentire ancora qualcuno che si domanda chi è Marcell Jacobs?

GIANMARCO TAMBERI E MARCELL JACOBS GIANMARCO TAMBERI E MARCELL JACOBS

«Come chi è? Il campione olimpico dei 100 metri! Non vedo l'ora che arrivi domani (oggi, ndr) per andare sul podio, sentire l'inno e prendere la medaglia. Il record è una bella soddisfazione ma magari tra dieci anni arriva qualcuno e me lo toglie. La medaglia non me la toglie nessuno. La appenderò sul muro principale di casa mia e guardarla ogni volta sarà bellissimo.

 

Ha pensato che lei è l'erede di Bolt?

«Che bell'effetto! Io mi ricordo tutte le sue gare, specie quelle olimpiche. E vincere dopo di lui, praticamente con lo stesso tempo che fece a Rio 2016, è un onore grandissimo. Anche se».

 

Anche se?

«Quando ho visto il cronometro all'arrivo segnava 9.79. Poi me l'hanno arrotondato a 9.80. Ma 9.79 mi piaceva di più».

GIANMARCO TAMBERI E MARCELL JACOBS GIANMARCO TAMBERI E MARCELL JACOBS

 

Non si accontenta mai. Ma ha capito cos' ha fatto?

«No. Ci metterò almeno fino alla staffetta per realizzare tutto quello che è successo. Lo so che guarderò il soffitto tutta la notte, che non riuscirò a prendere sonno. Già non ci riuscivo in questi giorni per l'emozione delle Olimpiadi, figurati adesso che le ho vinte».

 

Nella sua carriera è come se a un certo punto fosse scattato un click

«Nella mia testa mi sono sempre ripetuto Cos' hanno gli altri in più di te?. Poi a un certo punto ho capito che la risposta era niente. Ho lavorato tanto psicologicamente. Prima, quando arrivavano i momenti importanti, le gambe non giravano bene. Adesso rispondono bene al momento giusto».

MARCELL JACOBS RICEVE LA TELEFONATA DI MARIO DRAGHI MARCELL JACOBS RICEVE LA TELEFONATA DI MARIO DRAGHI

 

Domanda di rito: per chi è questo successo?

«Per tutta l'Italia che mi ha sostenuto, per la mia famiglia, per i miei figli».

 

Lei la dedica all'Italia, ma qui gli americani ci tartassavano di domande sulla sua nascita in Texas

«E voi ditegli che sono italianissimo. Io a El Paso ci sono nato e basta. Sono arrivato in Italia che avevo dieci mesi. E' la mia nazione e sono contento di aver portato in alto questa bandiera».

 

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