gravina dal pino

L’ITALIA DEL PALLONE, TANTO PER CAMBIARE, LITIGA – NO AI PLAYOFF E AI PLAYOUT DA PARTE DEI PRESIDENTI, LA FEDERCALCIO PRONTA AL DIETROFRONT PER EVITARE LO SCONTRO FRONTALE CON LA LEGA CALCIO – IN OGNI CASO SE IL CAMPIONATO NON ARRIVERÀ ALLA FINE, LO SCUDETTO NON SARÀ ASSEGNATO - CRESCE LA TENSIONE TRA LE GRANDI PER LE DATE DELLE SEMIFINALI DELLA COPPA ITALIA…

Alessandro Bocci per il “Corriere della Sera”

 

gravina spadafora dal pino

I playoff e i playout, spauracchio per la Lega di serie A, perdono forza, un po' come il virus maledetto che sta accompagnando le nostre giornate. Il cosiddetto piano B rischia di sparire nel momento in cui il campionato dovesse ricominciare.

 

Non è ancora una certezza, ma un' ipotesi forte che sta prendendo piede sull' asse Roma-Milano. Figc e Lega sul nuovo format hanno rischiato e rischiano di scontrarsi di brutto. Perché i presidenti, chi più e chi meno, sono tutti contrari all' idea di giocarsi l' obiettivo di una stagione attraverso un dentro o fuori, una specie di roulette russa che non trova estimatori in via Rosellini.

 

Così Gravina, a cui era venuta l' idea, ci sta ripensando.

 

spadafora gravina

L' obiettivo è doppio: evitare tensioni in un momento ancora molto delicato e mantenere intatto l' asse con Dal Pino. Il presidente federale, inoltre, è convinto che i playoff, alla fine, potrebbero mettere in crisi i club sul campo. Così come sono stati pensati, si giocherebbero soltanto in caso di quarantena di una o più squadre che bloccherebbe il regolare svolgimento della stagione dal 20 giugno al 2 agosto. E di conseguenza slitterebbero inevitabilmente nel periodo in cui sono programmate le Coppe Europee. Non sarebbe facile gestire campionato e Champions per Juve, Atalanta e Napoli o l' Europa League per Inter e Roma.

 

Gravina ha promesso e promosso una riflessione su un tema delicato e divisivo. Intanto però ha scritto a tutte le Leghe, anche alla B e a quella di Lega pro, per chiedere come vorrebbero l' eventuale format. La decisione federale è prevista nel prossimo Consiglio, che potrebbe essere convocato lunedì 8 giugno.

Giovanni Malagò e Gabriele Gravina Foto Mezzelani GMT41

 

La serie A, invece, parlerà dei playoff e dei playout nell' assemblea convocata per venerdì alle ore 11 in video conferenza. Facile immaginare che chiederanno alla Federcalcio di abbandonare questa strada tortuosa per passare direttamente alla cristallizzazione della classifica. E qui entra in scena il famigerato algoritmo. La Federcalcio ha in testa il suo, che tiene conto della media punti in casa e fuori e della differenza reti.

 

Ma anche in via Rosellini stanno studiando come determinarlo e potrebbero avanzare una proposta. Un' altra partita aperta. In ogni caso se il campionato non arriverà alla fine, lo scudetto non sarà assegnato.

Gabriele Gravina Foto Mezzelani GMT24

 

I prossimi giorni saranno decisivi anche per il calendario della Coppa Italia, che ha acuito lo scontro tra Inter e Juventus, rivali sul campo, ma anche nelle stanze segrete dove si prendono le decisioni. I nerazzurri, attesi da tre ipotetiche sfide nell' arco di una settimana, hanno chiesto che la semifinale di ritorno con il Napoli fosse messa in calendario prima di Juventus-Milan. Per il momento niente da fare. Per lo scambio servirebbe la benedizione di tutti i club. La Juve si è opposta. E così ha fatto il Milan. Ventiquattrore di riposo in più fanno comodo a chiunque. Il rifiuto è logico.

PAOLO DAL PINO

 

Come l' amarezza dell' Inter, preoccupata per l' avvio in salita. Inoltre, oggi è attesa la risposta del governo alla richiesta di anticipare di un giorno le partite: così Juventus-Milan si potrebbe giocare la sera del 12 giugno e Napoli-Inter quella del 13. Il ministro dello sport Spadafora ha detto si, è atteso adesso soltanto l' ok di Speranza della Salute. L' ottimismo, in questo caso, vola.

PAOLO DAL PINO

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…