dan e ryan friedkin

SE NON OPA, QUANDO? - L'ARRIVO DI FRIEDKIN PUÒ PORTARE ALL'ADDIO ALLA BORSA DELL'AS ROMA A PALLOTTA ANDRANNO 199 MILIONI (UNA PESANTE MINUSVALENZA) - VA SCELTO IL NUOVO AD: IL CONTRATTO DI FIENGA È SCADUTO. SERVE IL NUOVO DS: BURDISSO, PROPOSTO DA BALDINI, RIMANE IN STAND BY. PARATICI NON SI SA SE LASCIA LA JUVE. CONTATTATO L'EX PRADÈ. PURE BALDISSONI IN USCITA. LA PRESIDENZA AL FIGLIO DI FRIEDKIN, RYAN?

 

1.AS ROMA: CON OPA FRIEDKIN POSSIBILE ADDIO ALLA BORSA

 (ANSA) - L'opa obbligatoria che il gruppo dell'imprenditore americano Dan Friedkin sarà costretto a lanciare sull'As Roma dopo l'acquisizione della partecipazione di controllo da james Pallotta "potrebbe essere funzionale al delisting del Club", che potrebbe così dire addio a Piazza Affari. Lo si legge in una nota congiunta del club giallorosso e di The Friedkin Group emessa su richiesta della Consob.

DAN FRIEDKIN

 

2.AS ROMA: FRIEDKIN PAGA 199 MLN, PER AZIONI CLUB SOLO 63 MLN

 (ANSA) - Il gruppo Friedkin pagherà a James Pallotta un corrispettivo in contanti di 199 milioni di euro, di cui 63,4 milioni per l'acquisto dell'86,6% del capitale del club giallorosso (pari ad un prezzo per azione di 0,1165 euro), 8,5 milioni per le altre partecipazioni azionarie detenute dal veicolo di Pallotta As Roma Spv e 127,1 milioni di euro per il rimborso di finanziamenti-soci, per 111 milioni legati all'aumento di capitale da 150 milioni approvato dalla società e per 16 milioni legati alla realizzazione del nuovo stadio. Lo precisano l'As Roma e il gruppo Friedkin in una nota.

 

La nota ricorda che l'enterprise value (valore d'impresa) di 591 milioni di euro assegnato dal gruppo di Dan Friedkin per rilevare tutti gli asset dell'As Roma, include una valutazione di soli 73,3 milioni circa delle azioni che il gruppo acquisterà (equity value). La gran parte della valutazione è legata ai 413 milioni di indebitamento che grava sul club giallorosso (inclusi i finanziamenti-soci) e a 63 milioni per le "Ipotizzate esigenze" del capitale circolante.

 

3.AS ROMA: FRIEDKIN, SUPPORTEMO ESIGENZE FINANZIARIE CLUB

RYAN FRIEDKIN

 (ANSA) - Il gruppo di Dan Friedkin intende "supportare le esigenze finanziarie" della Roma "sottoscrivendo una quota del previsto aumento di capitale per un ammontare almeno pari a quello dei finanziamenti-soci erogati al Club". Lo precisa il gruppo del magnate americano in una nota, concordata con la Consob. La tempistica dell'aumento e l'ammontare dell'aumento, che la Roma ha deliberato in 150 milioni di euro, verranno finalizzate a valle dell'acquisto del controllo del club giallorosso, spiega il gruppo Friedkin. Gli investitori guidati da James Pallotta avevano erogato un finanziamento-soci di 111 milioni di euro (che verrà rimborsato da Friedkin), finalizzato alla sottoscrizione del'aumento.

 

 

4.ECCO LA ROMA DI FRIEDKIN LA PRECEDENZA AL BILANCIO

Ugo Trani per ''Il Messaggero''

 

La fumata bianca prima dell'alba, alle 4 in Italia. E quindi in America ancora mercoledì 5 agosto, come si legge sul comunicato che, preparato oltreoceano, la Roma ha pubblicato sul suo sito internet alle 8,10: James Pallotta cede il club giallorosso a Dan Friedkin. «Mi dispiace, lascio il mio progetto che rimane incompiuto». Lo stadio che ancora non c'è e nessun successo sintetizzano l'amarezza del presidente che saluta dopo 8 anni (9 con l'anno passato accanto a Di Benedetto).

friedkin

 

Inevitabile, però, la resa del bostoniano, dettata dalla preoccupante situazione debitoria. Ha capito di aver perso tempo e di non essere più in grado di tirare la corda. I suo soci gli hanno dato la spinta definitiva a farsi da parte. Il rischio della mancata iscrizione al prossimo campionato, del resto, ha accompagnato queste ultime ore frenetiche della trattativa che, decollata negli States e con sponda nella Capitale, ha avuto come prezioso riferimento il management della società in ritiro a Dusseldorf per la partita con il Siviglia di Europa League. Dalla Germania fino agli Usa, contatto aperto fino a notte fonda per vivere in diretta il ribaltone.

 

Da oggi, la nuova éra. Subito al lavoro, in conference call con Houston, per la nuova stagione. Della società e della squadra.

 

ULTIMO COLPO DI CODA

L'accelerazione solo prima della mezzanotte. Fino a quel momento Pallotta ha continuato a tergiversare, in attesa del rilancio della cordata mediorientale. Ma Al Baker, con i 2 soci del Kuwait, non è riuscito a produrre le garanzie richieste. I 630 milioni, utili a superare i 591 di Friedkin (705 prima del lockdown), non sono mai stati messi nero su bianco. Perché non bastano in negoziazioni del genere lettere di intenti come quella inviata dal fondo dell'Ecuador con base in Uruguay che avrebbe investito 700 milioni e portato Cavani. Dal sudamerica, niente di concreto. Come dal Golfo Persico.

pallotta friedkin

 

APPUNTAMENTO A NEW YORK

Il sì di Pallotta è stato girato agli avvocati. I suoi legali a Boston, quelli di Friedkin nel quartiere generale di Houston. Dan, a quanto pare, è rientrato a casa e da lì ha messo la firma che ha certificato l'operazione. Anche se la documentazione è stata preparata nelle ultime settimane, sono servite diverse ore per scansionarla e inviarla da un ufficio all'altro per l'accettazione del venditore e dell'acquirente.

 

Il Friedkin Group ha preparato il versamento della caparra, di poco superiore al 10 per cento della cifra totale dell'affare: 60 milioni. Andrebbe persa in caso di mancato rispetto della data del closing, il prossimo 17 agosto. Nel 2011 firmarono il 18 dello stesso mese. E a Roma. Con il blocco dei voli dagli States, è probabile che tra 10 giorni si scelga New York (volendo nella sede della Raptor del presidente uscente, anche per agevolare gli avvocati statunitensi): saranno versati altri 230 milioni.

roma

 

SGUARDO AL FUTURO

Si parte: già in giornata, il via alle riunioni operative per la ristrutturazione della Roma. L'organigramma della società è da rifare. Il cda, previsto per ottobre, sarà anticipato. Va scelto il nuovo ad: il contratto di Fienga, attuale ceo, è scaduto. Soprattutto c'è da individuare il nuovo ds: Burdisso, proposto da Baldini, rimane in stand by, anche perché il consigliere esterno di Pallotta (libero da giugno, ma fino a poche ore fa coinvolto) non resterà nello staff.

 

 Paratici è il candidato di lusso, ma non si sa se lascia la Juve. Contattato l'ex Pradè. Il vicepresidente esecutivo Baldissoni ha un accordo fino al giugno 2022, ma dovrebbe uscire pure lui, restando solo come consulente per lo stadio. Friedkin sta pensando di affidare la presidenza al figlio Ryan. Il mercato non prevede voli pindarici: preso Pedro a parametro zero su input di Fonseca, l'obiettivo è riprendere Smalling (oppure si cambierà obiettivo) e se sarà possibile un terzino. Ovviamente conferma per Pellegrini, Zaniolo e Dzeko. Ma bisogna vendere circa 14 giocatori in esubero, abbassando il monte stipendi. La cura dimagrante, dunque, per tornare a essere competitivi.

mauro baldissoni crisi roma foto mezzelani gmt016 guido fienga crisi roma foto mezzelani gmt021fiengapallotta baldini meme

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO