vanessa ferrari

SMETTO QUANDO VINCO - DOPO LA ROTTURA DEL TENDINE, LA “FARFALLA” VANESSA FERRARI VOLA VERSO LA QUARTA OLIMPIADE – "HO PENSATO DI RITIRARMI, MA NON VOGLIO RIMPIANTI. ORA DEVO CONQUISTARMI IL PASS, A MARZO A DOHA. PURTROPPO NON SONO PIÙ IN TESTA IO: A BAKU, UN ANNO FA, HANNO INTERROTTO LA GARA  A METÀ, DOPO LA QUALIFICA. RISCHIA LA BEFFA? SAREBBE RIDICOLO" – E POI LA GINNASTICA CAMBIATA, I PROBLEMI ALIMENTARI: “UN CIOCCOLATINO NON È LA FINE DEL MONDO…” - VIDEO

Da www.corrieredellosport.it

tokyo 2020

 

In queste settimane stanno aumentando i contagiati di Coronavirus in Giappone. Subito i primi dubbi sullo svolgimento delle prossime Olimpiadi erano cominciati ad affiorare, fino a quando il presidente del comitato olimpico nipponico, Yoshiro Mori, ha rassicurato la cittadinanza che i Giochi si terranno. Due sondaggi negli ultimi giorni hanno mostrato che poco più dell'80% dei giapponesi intervistati pensa che le Olimpiadi dovrebbero essere cancellate o posticipate, o credono che non si svolgeranno poiché i casi di COVID-19 aumentano in Giappone.

 

In quello che era considerato un discorso di Capodanno, Mori ha tenuto un discorso in cui ha incoraggiato gli appassionati: "La primavera arriverà sempre, il mattino arriverà sicuramente anche dopo lunghe notti. Credendo in questo, per dare gioia e speranza a tante persone, faremo del nostro meglio fino alla fine". Il Comitato Olimpico Internazionale ha già ripetuto che le Olimpiadi di Tokyo 2020 si faranno anche in pandemia, ma in primavera verranno varate altri provvedimenti. Sono circa 15.000 gli atleti olimpici e paralimpici pronti ad entrare nel paese, senza contare il grande numero di allenatori, funzionari e giudici. Ancora non è stato chiarito se è prevista la presenza dei tifosi o meno.

VANESSA FERRARI

 

VANESSA FERRARI

Arianna Ravelli per corriere.it

 

Profondamente cambiata da quel 2006 quando 14enne volò ad azzannare il mondo (prima ginnasta italiana della storia a vincere il concorso generale a un Mondiale), dentro uno sport profondamente cambiato: «Adesso gli atleti sono molto più seguiti, le attrezzature sono diverse, i metodi si sono evoluti. Io ho avuto problemi alimentari e ora c’è il nutrizionista: in Italia ho fatto spesso da apripista».

 

VANESSA FERRARI

Ma con due compagni di viaggio, sempre gli stessi, a condividere allenamenti e fatiche: il dolore («Credo che bene bene non starò mai, anche perché se stai bene forse non ti sei allenato abbastanza, ma mi accontenterei di stare decentemente») e quell’idea a martellare in testa, chiamata Olimpiade. Tokyo ex 2020, speriamo 2021, sarebbe la sua quarta. Se volete capire cos’è la determinazione, ascoltate la storia di Vanessa Ferrari, 30 anni, da Brescia, nostra signora della ginnastica.

 

Vanessa, perché siamo ancora qui?

«Il desiderio di non avere rimpianti per non averci provato, ancora una volta».

 

Dica la verità: se su una mensola di casa ci fosse una medaglia olimpica lei starebbe studiando, con l’Esercito che la segue dal 2009, la fase 2 della sua carriera.

«Non credo, sa? Sono stata ferma quasi un anno, lì ho pensato di ritirarmi, il tendine rotto nel 2017 in gara ai Mondiali di Montreal non guariva, nel 2019 mi sono rioperata. Mi sentivo sfortunata. Poi la riabilitazione, difficile. E la voglia che tornava: credo che sarebbe successo comunque».

 

Il suo rapporto con le Olimpiadi è maledetto: nel 2008 quando è una delle più forti al mondo sta male, nel 2012 la beffa dell’ex aequo senza medaglia, nel 2016 fa un passettino di troppo, nel 2020 l’Olimpiade la cancellano. E ora?

VANESSA FERRARI 6

«E ora devo conquistarmi il pass, a marzo a Doha. Purtroppo non sono più in testa io: a Baku, un anno fa, hanno interrotto la gara decisiva per strappare il pass a metà, dopo la qualifica. Ero appena rientrata da Melbourne, avevo male all’altro tendine, quello operato nel 2009, ho semplificato l’esercizio, ho fatto giusto quello che bastava per andare in finale, quando sarebbe contato. Ma per via del virus la finale non si è mai disputata. E, nonostante il regolamento, hanno tenuto buoni i punteggi delle qualifiche».

 

Come l’ha presa?

«Malissimo. Pensi che volevo fare ricorso dopo le qualifiche perché il punteggio di partenza era troppo basso. Mi hanno detto, “ma che lo fai a fare tanto sei in finale”. Appunto».

VANESSA FERRARI 5

 

A parte i sospetti — di cui la ginnastica non si libererà mai — che il criterio sia servito per favorire una giapponese, quello che interessa a noi è che per l’Italia c’è un posto e ora lei è dietro Lara Mori. Come vive questa competizione interna?

«Con Lara siamo amiche, se non dovessi andare io sarei felice che andasse lei, ma ne abbiamo parlato una volta, poi cerchiamo di evitare l’argomento».

 

Così ha deciso di tornare a esercitarsi in tutti e quattro gli attrezzi, parallele, trave, volteggio e corpo libero, lei che da anni si dedicava solo al corpo libero. Una follia, alla sua età.

«Una mia idea, nata durante il lockdown, quando ero chiusa in casa. Baku mi bruciava, l’Olimpiade veniva spostata, così ho detto: “sfruttiamo questo tempo, aumentiamo le mie possibilità”. Sa avere la sola gara di Doha per qualificarsi non è il massimo. Così invece potrei anche andare a Tokyo con la squadra».

 

VANESSA FERRARI

Com’è stato ricominciare?

«Non salivo sulle parallele da Rio 2016. La prima settimana un disastro, non riuscivo a starci attaccata, non avevo forza negli avambracci, avevo smesso di potenziarli. Ma dopo due mesi avevo ripreso a fare l’esercizio di Rio».

 

 

Che cosa faceva durante il lockdown?

«Mi allenavo in garage, tre ore e mezza al giorno, ne ho approfittato per curare il potenziamento, che spesso in palestra si trascura per concentrarsi sugli esercizi. Quando la palestra ha riaperto ero quasi più in forma di prima, fisicamente e di testa».

Come sono le giovani azzurre, da Giorgia Villa alle gemelle D’Amato, Mori, Carofiglio, Maggio, Iorio, rispetto a com’era lei alla stessa età?

«È difficile dirlo, è tutto cambiato, Enrico (Casella suo allenatore e c.t., ndr) è invecchiato, è molto più buono! (ride). Mi sembrano “gariste”, ragazze capaci di tirare fuori il massimo nelle competizioni».

 

Questo lo ha sempre fatto anche lei: ma il suo modo di affrontare le gare, invece, è cambiato con l’età?

«Forse adesso sono più agitata, perché sono più consapevole di quello che ho passato con i tanti infortuni».

Ha citato i suoi problemi alimentari, vuole dare qualche consiglio alle ragazze?

«Se vuoi essere controllata, devi andare da uno specialista, non saltare i pasti, mangiare correttamente, bere tanto, lasciar perdere la bilancia, soprattutto non seguire le diete delle amiche, dei genitori o anche dell’allenatore. Sui social poi c’è pieno di sciocchezze. Un cioccolatino non è la fine del mondo: bisogna sentirsi liberi, più cerchi la perfezione, peggio è».

VANESSA FERRARI

Lei ora come si regola?

«Vicino alle gare sto più attenta, ma senza esagerare con le restrizioni, sennò ti mancano le forze e i muscoli ne risentono. A Pechino siamo arrivate troppo magre, per esempio».

 

Sono molto cambiati i metodi di allenamento?

«Prima del dominio Usa, c’era il modello dell’Est, con gli allenamenti durissimi che tutto l’Occidente pensava di dover imitare. In alcuni casi abbiamo chiesto troppo ai nostri corpi. Io in Italia ho fatto un po’ da apripista, alcune cose sono cambiate dopo i miei problemi. Poi sta all’intelligenza dell’allenatore, alcuni negli anni non hanno saputo cambiare. Il segreto è stare un filo sotto al tuo limite per migliorare sempre».

E qual è il suo limite?

«Chi lo sa? Non è ancora il momento di smettere».

 

L’iniziativa: Ferrari con Amgen

Vanessa Ferrari è anche protagonista, insieme all’ex campione di nuoto Massimiliano Rosolino e all’atleta paralimpica di equitazione Antonella Canevaro, della campagna di sensibilizzazione sulle malattie infiammatorie «Passione Accesa», realizzata da Amgen e sostenuta da associazioni di pazienti e società scientifiche. Al centro del progetto le storie dei tre atleti olimpici e quelle dei pazienti con psoriasi, artrite psoriasica, artrite reumatoide, accomunate dalla determinazione con cui si affrontano le sfide e si superano gli ostacoli. L’obiettivo della campagna è diffondere sempre di più la consapevolezza della complessità delle patologie infiammatorie e della necessità di uno sforzo coeso di tutti gli attori coinvolti. Informazioni sul sito www.passioneaccesa.it @AmgenPassioneepersone

tokyo 2020

 

Ultimi Dagoreport

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….