goggia

SOFIA GOGGIA SECRETS: “HO AVUTO UNA SOLA STORIA D’AMORE E MI HA DISTRUTTO. SONO SEMPRE ALLA RICERCA DI AMORE, SOPRATTUTTO DI AMOR PROPRIO, E CERCO DI SPERIMENTARLO IL PIÙ POSSIBILE…" (MA NON TE BUTTA' GIU' COSI') - E POI IL PRIMO MAESTRO, LE DUE PERSONE CHIAVE DELLA SUA VITA, LA CRISI DEI 29 ANNI, IL CANE "BELLE". ECCO COSA FA PRIMA DI DORMIRE...

Flavio Vanetti per corriere.it

 

SOFIA GOGGIA

«Esaminata» da un astrofisico, sulla base di uno studio che risale al 1997. Sofia Goggia ha partecipato a un podcast organizzato dalla Red Bull e ha avuto modo di raccontare aspetti inediti della sua personalità e anche della sua vita: un «viaggio» particolare, che Luca Perri, lo scienziato conduttore, ha affrontato «passando dal guardare l’universo con il naso all’insù alla navigazione nelle profondità della mente».

 

Assieme a Sofia sono stati intervistati altri 11 tra atleti e atlete di alto livello, tutti appartenenti alla scuderia di sportivi seguita dal gruppo di Dietrich Mateschitz. Tutto prende le mosse – così ci racconta Perri, che tra l’altro è bergamasco come la campionessa azzurra – da «Experimental generation of interpersonal closeness».

 

staffelli goggia tapiro d'oro

Era un test basato su 36 domande formulate per creare a tavolino intimità fra due persone. Il suo ideatore, lo psicologo Arthur Aron della Stony Brook University di New York, voleva scoprire se due soggetti, dopo che si erano posti a vicenda queste domande, si sarebbero sentiti più vicini, e se fra loro sarebbe nato un legame più diretto e intimo.

 

Sembra paradossale che sia stato coinvolto un uomo che si occupa di galassie, stelle e altre realtà del cosmo, ma a pensarci bene non è poi così assurdo: «Che cosa fa un astrofisico quando cerca una risposta? Rivolge lo sguardo lontano, anzi lontanissimo, a centinaia di migliaia, se non a milioni, di anni luce da sé. Ed è esattamente quello che ho fatto quando il mio sguardo è caduto sul mondo dello sport, davvero quanto di più distante ci possa essere dalla mia persona».

 

Un (piccolo) rimpianto

BRIGNONE GOGGIA QUARIO

Il racconto è molto articolato e tocca vari temi: dalla sua trama è bene estrapolare alcuni passaggi suddividendoli per argomenti. Il punto di partenza è uno sguardo al passato: Sofia rifarebbe tutto? Non precisamente. «Sceglierei ancora questa carriera, ma forse cambierei il mio percorso e mi metterei prima a fare preparazione pre-sciistica, cosa che invece non ho mai fatto quando ero piccola. Vengo da una famiglia che non ha alcun imprinting culturale sportivo e la carriera sarebbe magari ancora più vincente e costellata di meno infortuni... Però a dire la verità gli infortuni mi hanno sì tolto dalle gare, ma mi hanno anche dato una forza interiore incredibile».

 

 

 

Una furia fin dalla nascita

goggia

Perché Sofia ha una carica agonistica tanto alta? Perché è nel suo Dna: «Mia mamma mi ha sempre descritta come una furia: sono uscita dalla sua pancia che già piangevo e come dice lei tiravo giù le tende. Sono sempre stata una bambina molto solare e con tante passioni, ma la voglia di vincere ha prevalso su tutto.

 

La mia forza interiore è la cosa di cui sono più grata alla vita perché è stato il mio aiuto più grande, anche se in realtà devo ancora scoprire il suo massimo potenziale. Quando ho capito di poter diventare una campionessa? Non c’è stato un momento preciso: credo che questa sia una convinzione innata».

 

Il maestro di sci

Foppolo (precisazione del bergamasco Perri: «Non deriva da “foppare”, che nel nostro dialetto vuol dire anche vomitare, ma da “foppa”, che significa conca») è il luogo in cui è cominciata l’avventura sulle nevi di Sofia Goggia e dove la futura campionessa ha conosciuto Nicola, il primo maestro.

 

sofia goggia

«Gli devo tantissimo: mi ha forgiato perché è stato sia insegnante sia educatore: mi ha trasmesso la fame, con il significato di voler aver fame e voler essere affamati. Questo si è tradotto nel desiderio di vincere la competizione, mi ha insegnato la disciplina, mi ha insegnato tutto…».

 

Gli affetti di una vita

Una volta scoperte le origini della passione, è fondamentale comprendere quali altri elementi hanno partecipato a far diventare Sofia la persona che è oggi. «La fortuna della mia vita è di avere avuto e di avere ancora una famiglia che mi supporta e soprattutto il fatto di aver avuto una volontà che mi ha tirato fuori da buchi neri incredibili...

 

Ho due o tre persone a cui voglio veramente bene: sono sostanzialmente le persone con cui sono cresciuta. Il mitico Ferdi (Nicolò) lo amo come se fosse un fratello; poi ecco la mia migliore amica, la dottoressa Federica che era una compagna sia mia sia di Ferdi ai tempi del liceo. Le voglio bene come se fosse una mia sorella»

 

 

A ritroso sì, ma solo per Belle

sofia goggia

È noto l’amore di Sofia per Belle, un pastore australiano che ha rimpiazzato il precedente cane di famiglia, un setter morto all’età di 17 anni. Ma nel podcast spiega come questo legame con l’animale, che qualche volta ha fatto capolino perfino sui podi della Coppa del Mondo, sia speciale: «Se potessi tornare indietro, ripeterei il momento in cui sono andata a ritirare Belle: aveva due mesi e mezzo… Rivivrei un po’ la gioia di avere un cucciolo in casa, il mio cane per me costituisce un mondo. Amo tantissimo Belle, forse rivivrei un po’ il suo tempo quando era cucciolo».

 

La sfida dell’amore

A proposito di affetti e di questioni di cuore. Sofia Goggia ammette che il tema è un po’ complicato per lei, almeno per le esperienze attraverso le quali è fin qui passata: «Che ruolo gioca l’amore nella mia vita? Allora, non ho avuto tante relazioni. Anzi, ne ho avuta una e pensavo fosse amore; invece mi ha distrutto. Sono sempre alla ricerca di amore, soprattutto di amor proprio, l’amore per me stessa, e cerco di sperimentarlo il più possibile… So che la mia sfida al di fuori delle gare di sci è proprio quella».

 

Compleanno e crisi

sofia goggia

Anche una campionessa capace di essere decisa ha i suoi momenti di debolezza. Della sciatrice Sofia Goggia conosciamo i momenti di «up» e di «down», oltre alle circostanze in cui ha versato lacrime (per le conseguenze degli infortuni, prima di tutto).

 

Ma in questa occasione la sciatrice fredda e vincente svela un cedimento di ordine umano e personale: «L’ultima volta che ho pianto davanti qualcuno è stata nel corso di una videochiamata con mia mamma. All’alba dei 29 anni sono andata in crisi perché quel compleanno mi ha un po’ spaventata: è l’ultimo prima dei 30 anni e alla fine ho avuto un momento di difficoltà… Dopo ho detto: “cavolo faccio questa vita da sempre e al di fuori non è che mi sia costruita tanto”».

 

Il lavoro del cervello

Vincere non è solo questione di talento, coraggio e buona preparazione. Di mezzo, per arrivare al vertice, serve anche lavorare con la testa. Un momento chiave, in questo senso, per Sofia è quello che precede il sonno: «Prima di andare a dormire dico al mio cervello “riguarda la discesa e sognala, con le linee giuste”... È come dargli un compito, è un modo di continuare a studiare e di immagazzinare le informazioni, per esempio dopo le prove. Quindi il cervello lavora per me ed è sempre così».

 

sofia goggia argento a pechino 2022

E se il mondo finisse ora?

Nel podcast troverete tante altre curiosità sulla Sofia campionessa e donna. Vi proponiamo l’ultima che abbiamo scelto, legata a una provocazione estrema: e se il mondo finisse tra poco? «Allora, se scoprissi che il mondo finirà stasera, esprimerei tutto il mio amore alle persone che amo. Direi loro che le amo immensamente e di sicuro farei sentire il più possibile quanto amore provo nei loro confronti».

sofia goggiasofia goggiasofia goggiaGOGGIA MATTARELLA 19GOGGIA MATTARELLA 4SOFIA GOGGIA 29sofia goggia

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...