warhol

UN GAY DI TROPPO IN VATICANO - SLITTA LA MOSTRA DI WARHOL AI MUSEI VATICANI, PREVISTA PER IL 2019 - LA DIRETTRICE BARBARA JATTA NON SI SBILANCIA SULLA DATA: “STIAMO VALUTANDO” - LA RASSEGNA, PRESENTATA ANCHE NEGLI STATI UNITI, ERA STATA PENSATA PER RICORDARE ANCHE LO STORICO INCONTRO TRA ANDY WARHOL E PAPA GIOVANNI PAOLO II

l'ultima cena warhol

Franca Giansoldati per il Messaggero

 

Giallo pop in Vaticano. Le opere di Andy Warhol dovranno attendere ancora.

Quanto? «Non sappiamo, stiamo valutando, siamo in una fase di definizione» allarga le braccia la direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta interpellata sul perché sia slittata improvvisamente e sine die la grande mostra che era stata annunciata all' inizio di quest' anno sia dalla fondazione che custodisce le opere di Warhol a Pitthsburg, negli Stati Uniti, che dal Vaticano.

 

L' esposizione tanto attesa si sarebbe dovuta incentrare sul lato sacro della creatività dell' artista morto a New York nel 1987, tanto che la stessa Jatta, a gennaio, spiegava che i Musei del Papa erano piuttosto interessati ad esplorare il lato spirituale dell' artista, ritenuto un tassello fondamentale per il dialogo con l' arte contemporanea.

«Noi viviamo in un mondo fatto di immagini e la Chiesa deve fare parte di questa conversazione».

papa pop bergoglio

 

GLI ECCESSI Al cuore dell' esposizione (che si sarebbe dovuta inaugurare l' anno prossimo nel Braccio di Carlo Magno), veniva messo in risalto il percorso di fede (molto privato) e assai poco conosciuto del padre della Pop Art. Nato in una famiglia cattolica di origine slovacca, Warhol sembra che crescendo non abbia mai perso le radici spirituali apprese da piccolo, nonostante una vita complicata, caratterizzata da eccessi e provocazioni.

 

 

Si dice addirittura che Warhol sia stato un benefattore della Chiesa, aiutando - senza strombazzarlo mai ai quattro venti - una mensa parrocchiale a New York frequentata da senza tetto. Un aspetto curioso e decisamente poco conosciuto ed emerso successivamente alla sua morte. Secondo un sito cattolico Aleteia avrebbe persino avuto un rosario e un libro di preghiere accanto al suo letto. Chissà.

 

warhol giovanni paolo II

La mostra che era in cantiere al di là del Tevere era stata anticipata in America da un manifesto intitolato «Papa Pop». Tutto effettivamente sembrava pronto poi lo stop, senza ragioni spiegabili, tanto che a Pittsburgh, con un certo fastidio, sono stati annunciati alla stampa i cambiamenti in atto. Insomma, Andy per ora può attendere.

 

LE TRATTATIVE La mostra era stata pensata per ricordare anche lo storico incontro tra Andy Warhol e Papa Giovanni Paolo II a San Pietro, avvenuto una quarantina d' anni fa.

Naturalmente avrebbe puntato i riflettori sui (pochi) lavori a carattere religioso realizzati dall' artista come il celebre The Last Supper, del 1986, chiaramente ispirato all' Ultima Cena di Leonardo da Vinci e custodito a Santa Maria delle Grazie a Milano.

 

andy warhol

«In questi giorni stiamo decidendo cosa fare, è tutto ancora aperto, naturalmente siamo in dialogo con la fondazione. La nostra programmazione è in fase di preparazione e comprende due imminenti celebrazioni spiega Jatta - L' anno prossimo abbiamo organizzato per percorso per il genio di Leonardo e nel 2010 per quello di Raffaello. Abbiamo in calendario mostre, convegni, iniziative che richiedono uno sforzo organizzativo notevole» ha aggiunto la direttrice dei Musei senza però spiegare il perché dello slittamento.

 

LA COLLEZIONE Intanto a novembre si aprirà al Braccio di Carlo Magno un' altra esposizione, stavolta dedicata alle opere provenienti dalla Galleria Tret' jakov, di Mosca, praticamente la più grande collezione di belle arti russe al mondo.

 

L' iniziativa è stata messa in campo anche per rafforzare il dialogo diplomatico ed ecumenico in corso con la Russia e con il Patriarcato, proprio come è già accaduto con Pechino, con il Messico o la Colombia. Nei mesi scorsi, tuttavia, a proposito della programmata mostra su Warhol si erano registrati alcuni mugugni da parte di blog ultra conservatori che esprimevano disagio davanti alla scelta vaticana caduta su un artista tanto geniale ma eccessivo, icona gay, feroce critico della società dei consumi, provocatore nato. Insomma, il giallo continua.

 

Barbara Jatta

Il professore Francesco Bonanni, uno dei più accreditati conoscitori di Warhol a livello internazionale, pur non conoscendo i motivi che hanno portato alla momentanea cancellazione dell' esposizione, riflettendo sul fatto che l' artista nella sua vita ha fatto ben poche opere a sfondo religioso, si concentra proprio sulla carenza di elementi relativi al sacro.

 

IL MATERIALE Non ci sono ritratti di Cristi, non ci sono Madonne nè studi pittorici dedicati a pagine bibliche.«A parte The Last Supper non mi pare che ci sia granché. Forse la famosa Sedia Elettrica potrebbe essere interpretata come un crocefisso, inteso come un altro strumento di morte ma, francamente, mi pare eccessiva come interpretazione». Un po' come dire che i contorni religiosi nell' autore delle Marilyn e delle zuppe Campbell' s finiva per ridimensionare la prospettiva dell' esposizione per forza di cose. Senza dubbi Wharol anche da morto continua a fare discutere.

ANDY WARHOL

andy warhol bob colacellowarholbasquiat con warholWARHOLandy warhol e michael jacksonandy warhol by richard avedonwarhol

 

jatta direttrice musei vaticaniBARBARA JATTA 1BARBARA JATTA

andy warhol allo studio 54 nel 1981ultima cena warhol

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)