PICASSO, CHE CAFONAL – DA BRUNO VESPA A ISABELLA FERRARI CON LE FIGLIE, DALL'AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA EISENBERG FINO AL CT DELLA NAZIONALE ROBERTO MANCINI SCORTATO DALLA SECONDA MOGLIE SILVIA FORTINI: TUTTI ALLA GALLERIA BORGHESE PER AMMIRARE LE 56 SCULTURE DEL GENIO SPAGNOLO - IMMANCABILI LE FIGURE ISPIRATE AI TANTI AMORI, DA FERNANDE ALL' ULTIMA MUSA JACQUELINE ROQUE 

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Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

Edoardo Sassi per il Corriere della Sera - Roma

 

l ambasciatore americano lewis m eisenberg e anna coliva l ambasciatore americano lewis m eisenberg e anna coliva

Acclamato come il più grande e rivoluzionario artista del XX secolo, Pablo Picasso fu, oltre che pittore, anche scultore. Un' attività da sempre meno celebrata, ma che pure accompagnò l' intero e lungo arco creativo del genio spagnolo, come documenta la mostra Picasso.

 

La scultura, aperta al pubblico da domani al 3 febbraio sui due piani espositivi della Galleria Borghese.

 

Cornice d' eccezione dunque - uno dei musei più belli al mondo - per 56 invenzioni del prolifico e vulcanico artista, classico e avanguardista al tempo stesso, colui che dal Cubismo in giù (o in su) fu l' inventore di tutti o quasi i nuovi linguaggi artistici del secolo.

 

Curata da Anna Coliva e Diana Widmaier-Picasso (figlia di Maia, nipote dell' artista), costruita con prestiti concessi da musei internazionali o direttamente dagli eredi, l' esposizione è un ampio e affascinante focus su un' attività che lo stesso Picasso tenne in gran parte privata, quando non del tutto segreta, durante la sua vita.

 

silvia fortini roberto mancini silvia fortini roberto mancini

Affiancandola però sempre alla pittura, da cui non è nemmeno sempre distinguibile secondo tradizionali gerarchie, come provano la Donna seduta (figura in legno dipinto che affiancata allo Spinario della Borghese, copia rinascimentale da originale ellenistico, da sola vale la visita), o le belle teste di uomini barbuti in lamiera tagliata, piegata e colorata, o ancora i sei tableaux-reliefs in cartone ispirati a strumenti musicali, le celebri Chitarre, dove il segno pittorico si intreccia a corde, chiodi, fermacapelli, bottoni o pezzetti di tulle appartenuti a Olga, ballerina e prima moglie di Pablo. Questi, come tanti altri pezzi esposti, rimasti tutta la vita nei vari atelier di Pablo.

 

«Artigiano, assemblatore, modellatore e costruttore, l' artista - come scrive Diana Picasso - esplorò ogni possibile mezzo e tecnica. Modellò gesso e argilla, intagliò totem in pezzi di legno, saldò il ferro, incise ciottoli, assemblò oggetti incongrui, piegò carta, cartone e lamiera, e usò il bronzo per garantire la durata delle sue scultore. Tuttavia non investigò le possibilità del marmo». Picasso, come ebbe a dire anche André Breton, non aveva infatti «pregiudizi sulla materia».

l ambasciatore americano lewis m eisenberg l ambasciatore americano lewis m eisenberg

 

 E l' antologia di esemplari in mostra testimonia questa incessante vocazione sperimentale con cui, grazie a materiali innovativi - ad esempio la testa fatta con una scatola di sigari in Donna con arancia - Picasso oltrepassò, attraversandola, la statuaria classica, inventando un mondo di forme originalissime in cui tutto rientra e tutto al tempo stesso è superato: eredità dell' antico e arte africana, erotismo e autobiografia. Immancabili, a questo proposito, le figure ispirate ai tanti amori, da Fernande (due Teste, 1906 e 1909, più un profilo inciso su una pipa), all' ultima musa Jacqueline Roque, passando per Marie-Thérèse e Dora Maar.

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luigi chiariello con la figlia celeste luigi chiariello con la figlia celeste

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