cattelan

LA VERSIONE DI CATTELAN (MAURIZIO): "LA VERITÀ? E’ TERRIBILMENTE NOIOSA. LA VEROSIMIGLIANZA È MOLTO PIÙ INTERESSANTE. SE NE SONO ACCORTI ANCHE I GIORNALISTI E I POLITICI… IL FUTURO? NON ESISTE. OGGI SIAMO SPETTATORI DELLA NOSTRA STESSA ROVINA. LA POLITICA? SIAMO ALL’ERA GLACIALE.  BERLUSCONI? È STATO IL PADRE DI TUTTI I TRUMPISMI"

Nicolas Ballario per www.rollingstone.it

 

cattelan

 

Nato a Padova nel 1960 da una famiglia non esattamente agiata, ha fatto il giardiniere, il commesso in lavanderia, l’elettricista e l’addetto all’emporio della parrocchia, dal quale è stato cacciato perché beccato mentre disegnava i baffi a Sant’Antonio. Pare che, quando frequentava l’accademia di Belle Arti a Bologna, lavorasse in un obitorio, dove lavava e vestiva i cadaveri. Quando si parla di Maurizio Cattelan, però, non si può mai sapere cosa sia vero e cosa no. L’unica certezza è che con la sua arte è riuscito a generare dibattito, e a dominare i mercati.

 

Il suo talento e la sua unicità si erano già intuiti dalla sua prima (non) mostra personale alla Neon Gallery di Bologna, un happening che, nel giro di poco tempo, sarebbe stato sulla bocca di tutti: fece chiudere la porta della galleria a chiave e fuori appese un cartello con su scritto “Torno Subito”. Ecco l’esposizione. Ed ecco l’inafferrabile Cattelan: ogni volta senti di essere arrivato un secondo troppo tardi, hai la sensazione che fino a poco prima lui fosse lì a dire qualcosa, che adesso non potrai sentire mai più. Persino il suo account Instagram è così: mette una foto assurda, la tiene 24 ore e poi la cancella.

 

Tutta la sua carriera è stata all’insegna dell’elusione. Come quando la pinacoteca di Ravenna gli commissionò un’opera e lui fece pervenire al direttore un certificato medico per non portarla a termine; oppure quando ha mandato a una galleria una denuncia, depositata dai carabinieri, che diceva che l’installazione che aspettavano, e che ovviamente non era mai esistita, era stata rubata. La vera fama internazionale arrivò con La nona ora, una scultura di cera molto realistica di Giovanni Paolo II schiacciato da un meteorite. Non voleva essere blasfemo, ma dire che ogni potere è precario. «Non mi stupirei se un giorno succedesse davvero: cadono già fulmini sulle persone, perché non meteoriti?».

 

cattelan1

Dopo questo, si è permesso di tutto: ha impiccato tre fantocci a un albero a Milano, ha inginocchiato Hitler, chiedendoci se il male si possa redimere, ha piazzato un grande dito medio davanti alla Borsa di Milano e fatto installare un water d’oro nei gabinetti del Guggenheim di New York. Si è “dimesso” da artista da qualche anno, ma non smette di scuotere il mondo dell’arte. Con il suo ultimo progetto Museums League, realizzato in collaborazione con il marchio Seletti, ha trasformato le classiche sciarpe da stadio in feticci per i principali musei del mondo. È da lì che siamo partiti quando lo abbiamo incontrato (o forse non è mai successo?) e abbiamo provato a fare la cosa più stupida: cercare di decifrarlo.

 

catteland23

In Museums League, ci vedo una presa per il culo nei confronti di quella specie di setta che oggi frequenta il mondo dell’arte contemporanea, trasformandola in una questione di fede e dottrina. 

È un progetto che sfida molte convenzioni del mercato dell’arte: il feticismo per l’opera unica e inavvicinabile, così come il mercato delle edizioni limitate, accessibili solo a pochi. I prototipi di 15 mie opere prodotte in piccola scala saranno acquistabili da tutti: sono convinto che la validità di un’idea non cambi in base a quanto è grande l’opera.

Gli ultras solitamente non godono di buona reputazione.

Qualcuno ha detto che il calcio è il balletto per le masse, un concetto che condivido appieno. Trovo interessante il fenomeno del tifo nella misura in cui è intrattenimento, passione e sfogo sociale. Ma è anche controllo dall’alto di una rabbia che sfocerebbe in caos, se non indirizzata.

 

Una rabbia che oggi sembra dominare il mondo. Negli Stati Uniti la rabbia ha eletto Donald Trump presidente.

La politica è sempre più un’attività performativa, non credo sia un caso se in diversi Paesi gli showman diventano politici: Berlusconi è stato il padre di tutti i trumpismi, sotto questo punto di vista. D’altra parte paragonare i comizi di Trump a una performance significherebbe sottovalutarlo: alla performatività da barzelletta di Berlusconi, lui unisce l’odio dell’estrema destra. Trump in campagna elettorale ha parlato apertamente di waterboarding e limitazioni della libertà di espressione, e continua a incitare alla violenza contro chi non la pensa come lui: affermazioni impronunciabili fino a qualche anno fa, che ora vengono acclamate dal pubblico. Gli elettori si stanno trasformando in ultras carichi d’odio.

cattelan

 

In occasione delle elezioni comunali, hai comprato degli spazi sui quotidiani locali di Bologna, per dire “Il voto è prezioso, tienitelo”. Lo farai anche a marzo?

Credo che il voto sia un passaggio fondamentale della democrazia, la più importante manifestazione della volontà di ognuno. Ma è anche una presa di responsabilità, è farsi carico di una scelta. D’altra parte oggi la maggioranza è preda dei populismi più beceri, e i candidati purtroppo non sono altro che l’espressione delle scelte degli elettori. Mi colpisce la mancanza di una risposta spontanea, l’apparente incapacità di scendere in piazza e reagire. Dall’era delle ideologie sembriamo piombati nell’era glaciale: siamo diventati spettatori della nostra stessa rovina.

 

Guardi la tv? 

Uso lo streaming. Purtroppo o per fortuna non ho mai avuto una tv, anche se mi sembra di vederla continuamente. Basta uscire per strada: la cultura televisiva è radicata in ogni ambito, come se tutto il Paese fosse governato da un telecomando.

Quali artisti ti emozionano? 

Parlerei di opere, più che di artisti. Le più interessanti sono quelle in cui intravedi una lotta incompiuta, un mistero profondo, un segreto non detto. Sono poche le opere che raggiungono questo status: si tratta di capolavori, che sopravviveranno al giudizio del tempo. Come Caravaggio o Michelangelo.

 

Molti grandi maestri con le loro opere sfidavano la morale, facevano incazzare. Tu non sei da meno. 

cattelan vende sciarpe

Il senso della dissacrazione esiste nello sguardo degli spettatori. Prima di essere pubblicata, un’opera non è altro che un’idea innocua, perché è solo nella testa dell’artista, e lì non produce alcuno scandalo. Da Caravaggio a Braque, molti di quelli che oggi consideriamo capolavori, e che i benpensanti amano appendere nelle loro sale da pranzo, in origine rappresentavano un problema per il pubblico. Erano considerati moralmente sovversivi.

 

Cosa sopravvivrà dell’arte di oggi?

Difficile da dire: credo che le opere d’arte debbano passare attraverso una fase di trend, un periodo calante e un ritorno, prima di essere giudicate. Solo a quel punto, se è sopravvissuta fino alla terza ondata, puoi dire se è un’opera importante, o addirittura un capolavoro. Oggi possiamo definire i capolavori degli anni ’80, non oltre.

 

cattelan vende sciarpe

Hai paura del futuro?

Penso che il futuro non esista. Quello che oggi pensiamo come futuro non è il futuro. Le persone hanno sempre paura del futuro, e il futuro è sempre stato un disastro, come se il presente non fosse un disastro. La retorica sul futuro mi lascia indifferente, perché quasi tutto quello che oggi facciamo, a parole, lo stiamo facendo per il futuro. Il futuro è qui ora, e non possiamo concederci il lusso di averne paura.

 

E col passato che rapporto hai? Te lo chiedo perché il tuo è particolarmente nebuloso: qualunque cosa uno legga su di te, sulla tua biografia, non si sa mai quanto si possa prendere per vero. 

maurizio cattelan 02

Trovo la verità terribilmente noiosa. La verosimiglianza è molto più interessante. Se ne sono accorti anche i giornalisti e i politici: i racconti dei telegiornali e le campagne elettorali, i post su Facebook, ci nutrono di racconti e immagini di UNA realtà, verosimile, ma non vera.

 

Eppure All, la retrospettiva di Nancy Spector su di te al Guggenheim, era piena di dettagli. Sembrava vera. 

Senti, è una storia vecchia come il mondo, le religioni in passato non si sono comportate in modo diverso, a parte alcuni eventi miracolosi. Quindi, sì, potrei dire che è tutto vero, non per niente il catalogo della mostra ha l’aspetto di una bibbia!

 

Certo che pure io, che voglio farmi dire da Maurizio Cattelan la verità su Maurizio Cattelan, qualche problema lo devo avere…

Ho sempre creduto che se una cosa può essere ridotta a un messaggio chiaro e cristallino, è artisticamente morta. L’arte non ha un intento diretto e unico, altrimenti è un problema che è già stato risolto, e non c’è più nulla di interessante. Il giorno in cui qualcuno saprà rispondere con sicurezza a questa domanda, spero di essere sottoterra da un pezzo.

paola manfrin warly tomei maurizio cattelan maurizio cattelanwarly tomei maurizio cattelan Cattelan maurizio cattelan

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...