NON È COVID, È MALASANITA' – A FORMIA UNA DONNA DI 68 ANNI È ARRIVATA AL PRONTO SOCCORSO CON UN DOLORE AL PETTO E AL BRACCIO SINISTRO. DOPO AVERLA VISITATA E AVER SCOPERTO CHE AVEVA IL COVID, I MEDICI L'HANNO DIMESSA PRESCRIVENDOLE LA CURA STANDARD CONTRO IL CORONAVIRUS E ASSICURANDO CHE NON AVEVA UN INFARTO – APPENA ARRIVATA A CASA È MORTA, STRAMAZZATA A TERRA – ORA IL MARITO HA PRESENTATO UNA DENUNCIA IN PROCURA CONTRO L'OSPEDALE

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Enrico Tata per www.fanpage.it

 

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La signora Lucia Chiarelli arriva al pronto soccorso con un forte dolore al petto e al braccio sinistro. Le fanno un tampone anti-Covid di controllo, come da prassi. Risulta positiva, i medici mettono in relazione quei sintomi al Covid e la dimettono. Due ore dopo la 68enne muore, quasi sicuramente a causa di un infarto.

 

Il decesso è avvenuto lo scorso 11 luglio e il 23 luglio il marito, assistito dallo Studio3A, ha presentato un esposto in procura. Perché i sanitari dell'ospedale di Formia hanno dimesso la moglie? Come hanno fatto a sbagliarsi? Questi gli interrogativi a cui dovranno rispondere gli inquirenti. La signora Chiarelli, stando a quanto riporta il marito, godeva di ottima salute e soffriva soltanto di ipertensione per la quale assumeva una pillola ogni giorno (l'unico farmaco che assumeva).

 

La ricostruzione dei fatti

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All'alba dell'11 luglio, Lucia si sente male: sente un forte dolore al torace che si irradia fino al braccio sinistro. Un sintomo da infarto. Per questo si fa accompagnare dal marito al pronto soccorso dell'ospedale Dono Svizzero di Formia, dove arriva alle 7.58. I medici la sottopongono ad esami del sangue, a una radiografia al torace e a un tampone anti Covid che, come detto risulta positivo.

 

Secondo i medici è proprio il Covid la causa del dolore e quindi, alle 9.27, la dimettono dal pronto soccorso con questa diagnosi: "Dolore torace in Covid positiva”. A casa deve assumere Toradol e Fluimucil. Il marito va a comprare i farmaci, ma quanto torna, la moglie si sente di nuovo male. La corsa al pronto soccorso questa volta si rivela inutile: alle 11.31 la signora Lucia Chiarelli viene dichiarata morta dal personale sanitario dell'ospedale.

 

La parola passa alla procura

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Perché i medici non hanno pensato a un infarto? Il caso della signora è stato gestito con superficialità e troppa fretta? Con questi dubbi, il marito della signora si è rivolta allo Studio3A. Gli avvocati hanno presentato una denuncia presso i carabinieri di Formia, chiedendo alla procura di aprire un fascicolo di indagine.

 

Il marito ha anche dato il suo assenso alla riesumazione della salma per procedere all'autopsia in modo da conoscere con esattezza le cause della morte. Ora spetta ai pm decidere se aprire o meno un'indagine su questo caso.

 

Regione Lazio: "Disposto audit sul caso"

“La Direzione regionale Salute ha disposto un audit clinico in merito al decesso di una signora di 68 anni dimessa dall’ospedale di Formia e deceduta dopo alcune ore. La disposizione dell’audit serve per chiarire tutti i protocolli clinici adottati ed ovviamente l’Azienda sanitaria locale è a totale disposizione dell’Autorità giudiziaria. Ai familiari e ai cari della donna vanno le profonde condoglianze”.

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