francesco le foche

UN’ESTATE IMMUNE – ANDRÀ TUTTO BENE? SECONDO L’IMMUNOLOGO LE FOCHE SÌ: “GRAZIE ALL’ARRIVO DEL CALDO E A UNA BUONA PERCENTUALE DI VACCINATI NE SAREMO FUORI”. CON TANTI SALUTI AI NO VAX: “CI SONO SEMPRE STATI, DALL’800. BISOGNA CONVINCERE I DUBBIOSI”. MA PERCHÉ IN ITALIA ABBIAMO AVUTO COSÌ TANTI MORTI? “ORMAI SI È CAPITO: POPOLAZIONE ANZIANA, SISTEMA SANITARIO "OSPEDALOCENTRICO" E SCARSITÀ DI TERAPIE INTENSIVE, MEDICI E INFERMIERI…”

Lorenzo Salvia per il “Corriere della Sera

 

PER FRANCESCO LE FOCHE IN ESTATE SAREMO FUORI DAL CORONAVIRUS

È un ottimista? «Sì, perché credo nella scienza. E anche nella storia». La storia?

«L'uomo ha sempre usato la scienza per risolvere i problemi che si è trovato ad affrontare. Quando ero bambino, un mio compagno di classe aveva la poliomielite. Oggi la polio non c'è più, perché abbiamo il vaccino. Ecco, credo nella scienza e nella storia». L'immunologo Francesco Le Foche ci ha scritto sopra anche un libro, Sì, andrà tutto bene, e sostiene che presto saremo fuori da questo incubo.

 

Quanto presto, e perché?

«Credo che con l'arrivo dell'estate, se avremo raggiunto una buona percentuale di vaccinati, saremo fuori o almeno quasi fuori».

 

GINO STRADA

Pochi giorni fa Gino Strada ha detto che invece non ne usciremo prima di due o tre anni. Non crede nella scienza e nella storia oppure cosa?

«No, penso si riferisse alla situazione mondiale. E ha senz'altro ragione. In alcune zone del pianeta, l'Africa ma non solo, la vaccinazione andrà avanti molto più lentamente che altrove. Quindi il virus continuerà a circolare a livello globale. Ma, se noi avremo messo in sicurezza le persone fragili, la situazione sarà gestibile. Proprio per questo bisogna accelerare sui vaccini».

 

IMMUNOLOGO FRANCESCO le foche

Ma tutte queste accelerazioni, compreso il via libera in arrivo dall'ente europeo, non rischiano di minare la fiducia nel vaccino?

«No, assolutamente. Sono stati tagliati i tempi della burocrazia e quelli per la ricerca dei fondi, visti gli stanziamenti pubblici e privati che sono arrivati. Ma il rigore scientifico non è stato toccato. Dopodiché sia chiaro, io non ho paura dei no vax. Sono nati nell'800 dopo che era stato trovato l'antidoto per il vaiolo, furono messi in crisi da Napoleone che lo impose alle sue truppe, poi hanno ripreso piede. Ci sono sempre stati ma restano una minoranza. Quelli che mi interessano sono i dubbiosi, quelli che tentennano. Per loro serve una comunicazione comprensibile, empatica».

 

Forse più che le parole contano i fatti. I primi a essere chiamati saranno medici e infermieri. Quanti lo faranno secondo lei?

«Mi auguro tutti. Spero che abbiano la sensibilità scientifica, etica e morale di scegliere il vaccino per raggiungere l'immunità di gregge, che non a caso si chiama anche immunità solidale. Il valore del vaccino è proprio questo: proteggere anche chi non lo può fare. Un bambino che ha il tumore, per esempio».

 

le foto di medici e infermieri che lottano con il coronavirus 1

Lei lo farà, immagino.

«Certo. Se uno fa il mio mestiere non può non avere questa sensibilità, alla fine il medico lo fai per aiutare gli altri, no? La vaccinazione ha risolto tutte le patologie più importanti del mondo. Anche se oggi sembra impossibile, i bambini morivano di tetano, di pertosse. Se oggi non succede più è proprio grazie ai vaccini. E andrà così anche con il Covid che, ricordiamocelo, se avesse avuto due tacche di mortalità in più avrebbe distrutto l'umanità».

 

Anche ieri abbiamo avuto quasi 700 morti. Perché in Italia le cose sono andate peggio che in altri Paesi?

«Le cause sono ormai abbastanza note e condivise. L'elevata anzianità della nostra popolazione, il nostro sistema sanitario "ospedalocentrico" e povero sul territorio, il basso numero delle terapie intensive, pochi medici e infermieri».

 

babbo natale con la mascherina 1

Adesso si discute delle misure da prendere per il Natale. Lei è per una sorta di lockdown natalizio oppure no?

«Serve la massima prudenza. Anche se, per chi deve chiudere, occorrono ristori immediati e pieni. Cosa che non è stata, generando una certa insofferenza per le regole».

 

Ma lei a Natale cosa farà?

«Resto solo con moglie e figli, i nonni staranno a casa loro. Brinderemo su Skype».

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