vendetta

VENDETTA, TREMENDA VENDETTA – MELANIA RIZZOLI SPIEGA PERCHÉ NON DOVRESTE ESSERE VENDICATIVI: “È TOTALMENTE E INUTILMENTE DISTRUTTIVA, È UN' AVVERSIONE ANCHE CONTRO SE STESSI CHE ELIMINA I CONFINI DEL PENSIERO RAZIONALE” – “NON AIUTA A STAR MEGLIO, NON PORTA AD UN EFFETTIVO RISARCIMENTO DEL TORTO SUBÌTO E NON CANCELLA IL DOLORE PROVATO NELL' INGIUSTIZIA”

Melania Rizzoli per “Libero Quotidiano”

 

vendetta bambola vodoo

La vendetta è un sentimento primordiale esclusivamente umano, radicato nell' animo da un punto di vista biologico, psicologico e culturale, la cui caratteristica è quella di essere istintiva e non razionale, spesso sproporzionata tra il danno subìto e quello arrecato.

 

melania rizzoli

Quando si subisce un' offesa o un' ingiustizia si provano immediatamente emozioni negative di rabbia, risentimento e disappunto, ed il comportamento più frequentemente messo in atto è quello di vendicarsi per il torto, azione che, contrariamente a quanto si possa pensare, non allevia il dolore provato, perché la vittima resta focalizzata sull' evento negativo accaduto, pensando e ripensando come farla pagare cara al suo trasgressore.

 

Il pensiero vendicativo, a differenza di quello della ritorsione, che invece si distingue per essere una reazione di rivalsa immediata senza ruminazione mentale, ha radici più profonde, ed è tipico delle persone che non riescono ad elaborare l' ostilità che li governa e li caratterizza caratterialmente, ed il soggetto vendicativo nasconde un danno sofferto dal suo Io, che costituisce la base di tutte le altre offese delle quali si lamenta regolarmente.

 

vendetta 2

Il desiderio di vendetta, il cui fine conscio è il castigo o la punizione, è finalizzato idealmente alla rimozione del rancore per la perdita subìta, nell' illusione di raggiungere uno stato di soddisfazione che ovviamente non arriverà con il compimento dell' azione ritorsiva, la quale innesca un circuito vizioso ed inconcludente, che non riesce a lenire il dolore, per sua natura non quantificabile.

 

MELANIA RIZZOLI

Inoltre, come in altre situazioni e stati d' animo di emozione intensa, la possibilità che una modificazione delle condizioni ambientali porti ad una diminuzione della tensione emotiva è minima, perché il soggetto vendicativo tende a selezionare, per poi scartarli, tutti gli stimoli esterni che contraddicono il suo stato emotivo.

 

TEMPESTA EMOTIVA

Restituire un torto subìto è un impulso istintivo che il nostro sistema psicologico ci suggerisce in modo automatico e totalmente irriflessivo, ma la vendetta non rappresenta mai la soluzione migliore, poiché la tempesta emotiva che essa provoca, alimentando risentimento e rabbia, aumenta e cronicizza livelli di stress che possono mettere in pericolo addirittura la salute fisica.

v per vendetta

 

In realtà nella maggioranza dei casi la vendicatività rappresenta un tratto distintivo del temperamento e dell' affettività di alcune persone gravemente problematiche, psicologicamente instabili, caratterizzate da disturbi della personalità, nelle quali la vendetta rappresenta una delle modalità mediante le quali il soggetto cerca, in modo disfunzionale, di ripristinare il proprio equilibrio psicologico già precario, dilatando una realtà interpretata come persecutoria, spesso ingiustificata rispetto al torto subìto o presunto tale.

 

melania rizzoli

Le personalità narcisistiche per esempio, estremamente vulnerabili sul piano dell' autostima e del valore di sé, percepiscono qualunque atteggiamento che vada a disconfermare la propria presunta grandiosità come una grave offesa, cosa che alimenta intenti punitivi al fine di ripristinare la sensazione della propria superiorità.

 

ferita emotiva e desiderio di vendetta

Le personalità paranoidi invece, purtroppo le più frequenti, sono propense a cogliere intenti malevoli in ogni comportamento altrui, e quanto più un torto subìto viene interpretato dalla vittima come una grave lesione al proprio senso di identità e sicurezza psicologica, tanto più è probabile che la stessa agisca con atteggiamenti vendicativi, ristrutturando cognitivamente l' evento giudicato negativo, distanziandosene emotivamente, ed empatizzandolo con le motivazioni che lo hanno reso possibile.

la vendetta della cornuta

 

Molte persone sono più propense di altre alla vendetta, e chi ha una struttura nevrotica della personalità, chi ha un nucleo paranoideo con scarso controllo degli impulsi, come coloro che credono che tutto il mondo trami alle loro spalle, hanno una predisposizione innata alla ruminazione di tipo ossessivo, e l' unico balsamo lenitivo è dato dalla programmazione e dalla concretizzazione del pensiero vendicativo, anche a prescindere dai "costi" dell' operazione e dalle sue conseguenze.

 

A vendetta realizzata infatti, dopo un primo momento di soddisfazione, il benessere tende a scemare molto rapidamente, poiché essa non riesce quasi mai ad equiparare i conti, crea delle ferite profonde o lascia detriti ingombranti in una spirale inarrestabile che non arriva mai a riparare il danno sofferto.

 

vendetta

Il percorso mentale capace di far tacere il risentimento, la rabbia, il desiderio punitivo della persona che ha perpetrato la presunta offesa riguarda un complesso processo di elaborazione distintivo delle personalità mentalmente sane, ovvero esenti da depressione, ansie, ideazioni paranoidi, psicoticismo, senso di inferiorità o di inadeguatezza, le quali non elaborano quasi mai processi di vendetta, poiché non soffrono di ostilità liberamente fluttuante o pervasiva, quella che si attiva invece nelle personalità disturbate, che non attuano modalità adattative nemmeno in reazione a stimoli banali, poiché si sentono moralmente lese parallelamente alla loro sensazione di infelicità.

 

VULNERABILITÀ

Matrimonio con vendetta

Il circolo vizioso della ruminazione ossessiva e rabbiosa impedisce l' accettazione della propria vulnerabilità, la consapevolezza di essere imperfetti e che nella vita si possono commettere errori, ed i soggetti vendicativi, dalla scienza considerati sempre patologici, sono privi di autocritica, della capacità di perdonare, hanno frequenti disturbi dell' umore e della qualità del sonno, che incolpano di incidere negativamente sul loro comportamento diurno, di socialità e valutazione cognitiva con le persone con le quali si relazionano.

 

vendetta su computer

Le persone vendicative sono personalità perfezioniste prive della capacità di accettare le proprie imperfezioni, e presentano sovente forme maladattive profonde (autovalutazione di sé negativa) mentre amano apparire esteriormente come scrupolose e coscienziose, motivate a raggiungere successi ai quali aspirano autonomamente, vantandosi di essere prive di sostegno da parte di altre persone, cosa che in realtà avviene regolarmente a causa della loro alienazione sociale che emerge dal loro disadattato comportamento emotivo, cognitivo e relazionale.

meditare vendetta

 L' intento della vendetta è quello di far provare la stessa sensazione a colui o colei che ha provocato la sofferenza, per ripagare con la stessa moneta, e far capire di non volere più alcun rapporto con la persona colpevole alla quale si attribuisce l' intenzionalitá del male, soprattutto se quella persona è stata positiva nella loro vita, cosa che acuisce ulteriormente la sofferenza psicologica che non verrà affatto ripagata. Infatti la vendetta si attua verso le persone alle quali si è tenuto, che si sono amate, apprezzate o ammirate, e dalle quali si ritiene aver subìto un' offesa ingiusta ed insopportabile, e dalle quali non si riesce a prendere le distanze emotive necessarie, perché in qualche modo si è dipendenti o si dipende ancora da loro.

 

v per vendetta

Mentre il sentimento di rabbia può contenere potenziali positivi e correttivi, la vendicatività é totalmente e inutilmente distruttiva, è un' avversione anche contro se stessi che elimina i confini del pensiero razionale, facilitando l' insorgenza di condizioni emotive patologiche incontrollabili, che nascondono profondi traumi narcisistici.

 

E soprattutto il soggetto vendicativo non "rinuncia" veramente alla persona che vuole castigare, poiché effettuando la punizione continua a tenersi psicologicamente "aggrappata" ad essa, senza elaborare l' ostilità che protende a portarsi dentro, logorando il proprio stato psico-fisico, che nasconde un passato sofferto del proprio Io.

melania rizzoli

 

La vendetta dunque non aiuta a star meglio, non porta ad un effettivo risarcimento del torto subìto e non cancella il dolore provato nell' ingiustizia, per cui non raggiunge l' agognato sollievo, ma rischia, essendo nata da un' esperienza di fallimento, di far precipitare il soggetto vendicativo in un conflitto emotivo e sentimentale, in uno stato di forte malumore preda di passioni negative, la cui aggressività, prima rivolta verso la persona da castigare, può trasformarsi in una reale azione punitiva verso se stessi.

vendetta con la sorella della adulteravendetta amorosatradimento in flagrante su facebookvendettaquesto anello non sara tuovendetta di merda

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)