CONCERTI FUNEBRI - DOPO JOVANOTTI, L’INCIDENTE DEL PALCO DELLA PAUSINI PORTA A GALLA IL MARASMA DEL BUSINESS DEGLI ORGANIZZATORI DI CONCERTI - I DISEGNI DEVONO ESSERE FIRMATI DA UN INGEGNERE STRUTTURISTA, IL COLLAUDO SPETTA A UNA COMMISSIONE DI VIGILANZA, CHE PERÒ FA SOLO UNA VERIFICA FORMALE DELLE CARTE - “PIÙ RISPARMI SUI MATERIALI DA UTILIZZARE, MENO TRASPORTO HAI DA FARE E SPENDI MENO”, E CON LA CONCORRENZA CHE C’È...

Marco Alfieri per "la Stampa"

Morire da montatore del palco di Jovanotti a 6 euro l'ora o da «rigger» specializzato, arrampicandosi per fissare luci e video del concerto di Laura Pausini. Dopo Francesco Pinna a Trieste, l'altra notte a Reggio Calabria è toccato a Matteo Armellini, tecnico della cooperativa Insieme di Castelvecchio Subequo (l'Aquila).

In attesa delle indagini della Procura, l'ennesima tragedia riaccende le polemiche su un certo sottobosco musicale opaco e sulla tortuosa catena di appalti e subappalti che permettono alle star di girare l'Italia suonando su mega palchi montati di notte. «La struttura di produzione non era stata ancora montata, non aveva nemmeno il 10% del carico complessivo», si discolpa Ferdinando Salzano, Ad di Friends & Partners, la società organizzatrice del tour di Pausini.

«Bisogna capire se ci sia stata un'implosione del pavimento, oppure se la struttura di appendimento non abbia avuto un corretto montaggio». No, «è una struttura mastodontica, bisogna riflettere su queste realizzazioni. Probabilmente era troppo pesante», replica l'assessore alla Cultura di Reggio Calabria, Walter Curatola.

Chi ha ragione? Un palco medio per spettacoli da 2-5 mila spettatori ha dimensioni di 15x20 metri. Quello della Pausini, spiega chi è del ramo, era un po' più grande. Per trasportarlo servono dai 7 ai 15 camion. Mentre il peso complessivo del materiale oscilla, con luci e casse d'amplificazione, tra 200 e 250 tonnellate, per l'80% acciaio e alluminio.

Spesso questi incidenti avvengono per incoerenza tra il progettato e il costruito o errori di progettazione. Per legge i disegni devono venir firmati da un ingegnere strutturista. Il collaudo spetta invece a una Commissione di vigilanza formata da Vigili del fuoco, ingegneri e Asl. Nella pratica, raccontano, avviene lo scaricabarile: la Commissione fa una verifica formale delle carte. Se c'è la firma di un ingegnere, si procede.

Inoltre in Italia non ci sono mega gruppi tipo U2 o Rem che hanno palchi ingegnerizzati di proprietà e una squadra di montatori che si portano in giro per il mondo. Pausini, Ligabue o Jovanotti vanno sul mercato del noleggio, dove i big nostrani sono Ital Stage e Stage System. Il pacchetto standard di attrezzature comprende palco, torri, ring americane (le travi a soffitto collassate a Reggio), montaggio, smontaggio e trasporti per un costo compreso tra 40-70 mila euro a data. A seconda dello show e del tour però i palchi vengono adattati. «Più risparmi sui materiali da utilizzare, meno trasporto hai da fare e spendi meno», racconta una fonte. Sono questi, insieme alla piaga del lavoro nero, i buchi neri nella lunga filiera dei concerti.

«Da 3 anni, con la crisi, i prezzi sono crollati», conferma Giulia Guida della Cgil. «Tra gli operatori del settore si è scatenata una guerra a colpi di ribassi per aggiudicarsi gli appalti di un mercato del noleggio che in Italia vale 25 milioni l'anno. La tentazione di tagliare sulla sicurezza e sull'ingegnerizzazione può diventare irresistibile». «Il vero disastro è la concorrenza sleale che c'è nel settore. Se non s'interviene le tragedie purtroppo continueranno», rincara Emanuele Rossetti, dg di Nussli srl, filiale italiana della multinazionale svizzera leader nelle strutture temporanee per grandi eventi. «Con la mia azienda non posso più partecipare a bandi di gara con il 50% dei potenziali competitor. A questi prezzi non potremmo rispettare i parametri», ammette. «Restiamo su eventi di fascia superiore come le visite del Papa, Formula Uno o le Olimpiadi».

Non basta. Di solito chi organizza tour ricorre a fornitori diversi e a servizi locali per Nordovest, Nordest e centro Italia (che copre anche il sud). Nel caso della Pausini il promoter ha noleggiato tutta l'attrezzatura da Ital Stage appaltando luci e suoni al service romano Agorà, che a sua volta ha sub-appaltato la manodopera specializzata dalla cooperativa Insieme dove lavorava Armellini.

Difficile controllare tutti i passaggi. «Matteo era un professionista, aveva lavorato con Ligabue e Ramazzotti», ricorda la presidente, Patrizia Di Meglio. Spesso però è in questa catena che si nasconde il lavoro a nero, senza protezione. «Da noi i tecnici sono assunti a tempo indeterminato, siamo in 80», precisa Di Meglio. «Matteo poteva prendere 4-5mila euro al mese nei periodi di concerto. Non era il facchino locale che si arrampica per arrotondare la paga...».

 

IL PALCO CROLLATO DELLA PAUSINI jpegIL PALCO CROLLATO DELLA PAUSINI jpegcrollo del palco concerto Pausini a Reggio Calabria crollo del palco concerto Pausini a Reggio Calabria crollo del palco concerto Pausini a Reggio Calabria crollo del palco concerto Pausini a Reggio Calabria IL PALCO CROLLATO DELLA PAUSINI jpegPALCO CROLLATO JOVANOTTI PALATRIESTE PALCO CROLLATO JOVANOTTI PALATRIESTE

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