LA FIAT TRASLOCA IN OLANDA E GLI AGNELLI BLINDANO IL CONTROLLO - BOLLORÉ FREDDA TELECOM (PER ORA) MA SALE IN MEDIOBANCA - MAINETTI PORTA SORGENTE RES IN BORSA

Dal “Corriere della Sera”

 

COSÌ EXOR BLINDA IL CONTROLLO

La sede fiscale è già a Londra: non dipendeva dalla fusione. Quella legale sì: senza il definitivo via libera arrivato a ieri, anche per il trasferimento ad Amsterdam si sarebbe dovuto ricominciare tutto da capo. Il rischio (gonfiato dalla speculazione) non c’è più, per cui da inizio ottobre Fiat Chrysler sarà già Fca e avrà già traslocato. Con vantaggi soprattutto per Exor.

ELKANN E MARCHIONNE ELKANN E MARCHIONNE

 

Non è stata ovviamente scelta a caso, la base in Olanda. Il suo plus è una normativa che prevede azioni con diritto di voto multiplo. E se il principio vale per tutti i soci di «lunga data e fedeltà», per la holding di casa Agnelli è il «dettaglio» che consente a John Elkann di blindare ulteriormente il controllo in vista di Wall Street. A fusione completata il 30% che Exor ha in portafoglio potrà arrivare a pesare, in assemblea, oltre il 40%. Blindatura che non è piaciuta alla speculazione. Ma che dovrebbe essere gradita a chi teme la «fuga» definitiva di Fiat dall’Italia. Qui, in fondo, resta il suo azionista di controllo. E giura di non volersene andare.

R. Po.

 

IL NUOVO LOGO DI FIAT CHRYSLER AUTOMOBILESIL NUOVO LOGO DI FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES

LA MOSSA DI BOLLORÉ, SALE IN MEDIOBANCA

Scampoli d’agosto sugli scudi per Vincent Bolloré, che ad appena 24 ore dall’epilogo della partita Vivendi-Telecom-Telefonica ha annunciato ieri di aver arrotondato ancora la sua partecipazione in Mediobanca al 7,5% dal precedente 7% dichiarato a metà luglio. Il finanziere bretone, che nell’ambito del patto di Piazzetta Cuccia è autorizzato a salire fino all’8%, ha svelato gli ultimi acquisti in occasione dei conti semestrali del suo Groupe Bolloré che spazia dai trasporti e logistica alla comunicazione (Havas, Vivendi), fino alla finanza.

 

bollore article bollore article

Immutata la quota del 4,93% in mano all’altro socio francese di Mediobanca, la compagnia assicurativa Groupama, uscita dal patto a fine anno. Segno che gli acquisti sono stati eseguiti sul mercato di Borsa con un investimento stimabile poco sotto 60 milioni per innalzare di un punto percentuale il 6,5% che risultava in mano alla Financière du Perguet al 30 giugno.

 

Soltanto giovedì Bolloré aveva presieduto il board Vivendi (ne è azionista con il 5%) che ha chiuso la partita brasiliana accordando l’esclusiva per l’acquisto dell’operatore di banda larga Gvt a Telefonica, arrivata a offrire 7,4 miliardi mettendo fuori gioco la proposta preparata dal vertice di Telecom Italia con il suo lead advisor, la stessa Mediobanca. Una gara al rialzo che ha permesso a Vivendi di spuntare una plusvalenza di ben 3 miliardi.

VIVENDI TVVIVENDI TV

 

Il finanziere originario di Boulogne-Billancourt si sta perciò portando a ridosso del tetto autorizzato dell’8% in un passaggio delicato nella storia recente di Mediobanca, qual è la riforma del patto parasociale che vincola il 31,06%. A metà luglio gli organi del sindacato hanno ridisegnato regole e struttura dell’accordo eliminando la suddivisione in tre gruppi (banche, soci industriali, soci esteri) e fissando nuovi paletti per le liste dei candidati al consiglio. Oggi Bolloré è il secondo socio dell’istituto dopo Unicredit (8,65%) ed esprime tre consiglieri. Il patto tornerà a riunirsi il 29 settembre per definire le candidature in vista dell’assemblea di bilancio di fine ottobre.

Carlo Turchetti

 

PRONTA LA MATRICOLA SORGENTE RES, SUL MERCATO IL 55%

Paola e Valter Mainetti Paola e Valter Mainetti

(d.pol. ) Il calendario con le tappe che condurranno Sorgente Res al listing a Piazza Affari è stata preparata dall’imprenditore Valter Mainetti con la squadra di banche: Banca Imi e Barclays, in veste di coordinatori globali dell’offerta, più Intermonte in qualità di joint bookrunner della società immobiliare che il primo agosto ha presentato a Borsa italiana la domanda di ammissione a quotazione. A inizio novembre partirà il road show e il bookbuilding in Europa e soprattutto ne

 

gli Usa da dove arriveranno la maggioranza dei fondi che investiranno nell’Ipo. L’obiettivo, mercati permettendo, è sbarcare in Borsa a metà mese con un’offerta tutta in aumento di capitale (Ops) che riguarderà tra il 55 e il 60% del capitale della società che avrà in pancia «Trophy asset» come il grattacielo Flatiron di New York. Sorgente Res sarà così una public company, di fatto contendibile sul mercato. Azionista di riferimento resterà la famiglia di immobiliaristi Mainetti, più i Segre con una quota stimabile attorno al 20% grazie al conferimento, prima della quotazione, di proprietà come il Lingotto a Torino e 1.500 metri quadrati commerciali in via Montenapoleone a Milano.

gruppo Sorgentegruppo Sorgente

 

L’emissione di azioni è finalizzata alla raccolta tra 500 e 600 milioni e dovrebbe valorizzare la società post-Ipo in Borsa tra 1 e 1,2 miliardi. La matricola, frutto di uno spin off delle attività del gruppo Sorgente, avrà tre gambe d’attività. In primo luogo i palazzi di prestigio (Lungotevere Aventino, l’ambasciata del Canada, l’Hotel dei Borgia a Roma), la gestione degli immobili di Sorgente Rem che controbilanciano i rischi dell’attività di sviluppo concentrata in Sesto immobiliare di cui Mainetti ha il 30%, una quota in corso di conferimento in Sorgente Res. Prevista è anche una tranche in offerta al pubblico retail che dopo la quotazione dovrebbe rappresentare circa il 10% del flottante.

 

PEGASO2000, DAI RIFINANZIAMENTI PRESSO LA BCE ALLA FINANZA ISLAMICA

(f.ch. ) Raccontano che una loro consulenza valse a una delle prime cinque banche italiane un’operazione da 1,2 miliardi di euro. A tanto ammontava, infatti, il rifinanziamento ottenuto presso la Bce. Sulla crisi di liquidità del settore finanziario, scoppiata nel 2009, Pegaso2000 ha spiccato il volo.

 

banca centrale europea banca centrale europea

La società, fondata qualche anno prima dai fratelli Cicogna di Corciano, in provincia di Perugia, era l’unica in Italia a essere specializzata nel processo di collateralizzazione aperto in Italia il 2 gennaio 2007, quando la normativa europea ha deciso di accettare come garanzie anche ai prestiti bancari e non soltanto gli attivi negoziabili. In pratica, le banche potevano offrire come garanzia per i rifinanziamenti non soltanto i titoli, ma anche i crediti.

 

I fratelli Franco, Gianni e Sandro provenivano da esperienze professionali in ambito bancario e informatico. Un’analisi tecnica sviluppata per Dexia Crediop è la loro fortuna e diventa rapidamente un servizio richiestissimo: Pegaso2000 era, infatti, l’unica società a fornire a terzi l’infrastruttura (una piattaforma che gestisce lo scambio di informazioni quotidiano con Bankitalia) e a tra le poche a conoscere una normativa complicata, dettata dalla Bce e interpretata dalle banche nazionali. Ora, i fratelli Cicogna guardano (anche) altrove. Pegaso2000 sta costituendo una società negli Emirati Arabi e presto aprirà l’ufficio di Dubai, per fare breccia nella finanzia islamica.

 

BANCA ETRURIA SI CONVERTE ALLA «SPA»

(f.ch. ) Dopo la nomina due settimane fa del nuovo direttore generale, Daniele Cabiati, si mette ora in moto la trasformazione di Banca Etruria in società per azioni. Il consiglio di amministrazione ha dato il via libera alle linee preliminari dell’operazione, annunciata lo scorso 11 agosto. L’operazione sarà sottoposta all’approvazione dell’assemblea straordinaria dei soci nella struttura che sarà definita all’esito del processo di ricerca di nuovi partner.

banca etruriabanca etruria

 

L’obiettivo è quello di permettere il rafforzamento patrimoniale anche mediante l’ingresso di un nuovo partner bancario e investitori istituzionali nella compagine sociale, come richiesto da Bankitalia che ha condotto una lunga ispezione sull’istituto aretino. Si vocifera dell’ingresso di un fondo di investimento nel capitale con una quota importante. Esclusa, dal presidente Lorenzo Rosi, la dismissione di asset.

 

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...