LOVAGLIO TIRA LA RETE, CHI ABBOCCHERÀ? – L'AD DI MONTE DEI PASCHI LUIGI LOVAGLIO È VOLATO A LONDRA PER CHIUDERE GLI ACCORDI CON GLI INVESTITORI CHE PARTECIPERANNO ALL'AUMENTO DI CAPITALE DA 2,5 MILIARDI (SOLDI SENZA I QUALI LA BANCA RISCHIA IL DISSESTO) – DELL'OPERAZIONE NON DOVREBBE FARE PARTE IL FONDO ALGEBRIS DI DAVIDE SERRA MENTRE POTREBBERO ESSERCI LA HOLDING DGFD DEL FRANCESE DENIS DUMONT E SOPRATTUTTO BLACKROCK (GIÀ PRESENTE NEL CAPITALE DI INTESA)

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Estratto dall'articolo di Rosario Dimito per “Il Messaggero”

 

LUIGI LOVAGLIO LUIGI LOVAGLIO

Luigi Lovaglio, da ieri a Londra fino al week end, sta provando a blindare l'aumento di capitale di Mps da 2,5 miliardi, sfidando le tensioni dei mercati provocate da molte variabili, e sta selezionando una decina di anchor investor molti dei quali già individuati. La blindatura assicurata dal consorzio delle otto banche che presteranno la garanzia sulla quota del 36% inoptata (rispetto al 64% del Tesoro che si è impegnato a sottoscriverla), in qualche modo dovrebbe contribuire a tranquillizzarlo anche se l'operazione potrebbe avere un costo esagerato.

 

MONTE DEI PASCHI DI SIENA MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Fonti accreditate riferiscono che in presenza di un rischio così alto, la richiesta di fee potrebbe avvicinarsi al 10%, la media tra le remunerazioni delle prime quattro banche (Bofa, Citi, Credit Suisse, Mediobanca) e quelle della seconda fila (Santander, Barclays, SocGen, Stifel), a fronte di commissioni medie in questo tipo di operazioni dell'ordine del 2%. La commissione è commisurata al rischio e la percentuale finale dipende dalle prenotazioni che ci saranno nel book e che ridurranno il rischio mercato. Se tutto andrà secondo i piani di Lovaglio, circa 2/3 del flottante potrebbe essere prenotato per cui la fee potrebbe attestarsi al 3-4%.  […]

 

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In questo contesto delicato, Lovaglio avrebbe già individuato alcuni soci che potrebbero prenotare tranche del flottante. Ci saranno Axa e Anima, partner industriali di Montepaschi, il primo nella bancassurance, l'altro nel risparmio gestito che potrebbero anche rinegoziare i rispettivi contratti per renderli ancora più appetibili. Potrebbero sottoscrivere circa il 5-10% ciascuno.

 

Ma se la loro presenza è da tempo quasi scontata, ora hanno un nome gli investitori vicini a Lovaglio dai tempi in cui era alla guida di Bank Pekao che sono intervenuti in massa nell'autunno 2017 in occasione della ricapitalizzazione di CreVal da 700 milioni. Non dovrebbe essere della partita Algebris, il fondo attivista di Davide Serra che cinque anni fa sottoscrisse il 5,3% poi ceduto al Credit Agricole che ne ha conquistato il controllo tramite l'opa. Serra avrebbe esaminato il dossier ma non vorrebbe dare seguito.

 

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Potrebbero esserci la Dgfd, holding dell'imprenditore francese Denis Dumont che incrociò Lovaglio a Sondrio. Oltre Dumont, almeno altri sei investitori che presero parte alla ricapitalizzazione di CreVal, sarebbero propensi a fare il bis su Siena.

 

Hosking Partners LLP, società di investimenti basata a Londra; Alterra Capital Partners, società di private equity focalizzata sull'Africa; Petrus Advisers, altro fondo di investimento del Regno Unito; Steadfast Group Limited, investitore australiano; Toscafund Asset Management, una società di investimento specializzata con sede a Londra; infine ci sarebbe BlackRock che non ha bisogno di presentazioni perché è un gigante finanziario che da 22 anni investe in Italia ed è presente anche nel capitale di Intesa Sanpaolo.

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TENERE IN PIEDI L'UCRAINA COSTA TROPPO ALL'OCCIDENTE. LA PACE È SOPRATTUTTO UNA QUESTIONE DI SOLDI – IL GOVERNO DI KIEV SPENDE 5 MILIARDI AL MESE SOLO PER PAGARE STIPENDI E PENSIONI. DENARO CHE IN QUESTI MESI È STATO SGANCIATO DA USA E EUROPA (ANCHE SE CON ESTREMA LENTEZZA, TANTO CHE ZELENSKY S'È LAMENTATO CON BRUXELLES). MA NON SARA' POSSIBILE FINANZIARE L'UCRAINA A LUNGO – DOPO IL CONGRESSO DEL PARTITO COMUNISTA CINESE DI META' OTTOBRE E LE ELEZIONI DI MIDTERM AMERICANE, ASSESTATI I DUE BLOCCHI GEOPOLITICI, SARA' IL CASO DI INTAVOLARE SERIAMENTE UNA TRATTATIVA DI PACE...

ARRIVA LA TEMPESTA E GLI ITALIANI METTO I SOLDI AL SICURO (O ALMENO CREDONO DI FARLO) – AD AGOSTO I DEPOSITI SUI CONTI CORRENTI SONO AUMENTATI DI 61 MILIARDI DI EURO RISPETTO A UN ANNO PRIMA. UN TREND SOSPINTO DALLA PRUDENZA, ANCHE SE TENERE I SOLDI FERMI, CON L'INFLAZIONE CHE GALOPPA, PORTA A UNA SVALUTAZIONE DEI RISPARMI: 10 MILA EURO DEPOSITATI OGGI, TRA 12 MESI VARRANNO 9.160 EURO – NELL'UTIMO ANNO SI REGISTRA POI UNA FORTE RIDUZIONE IN PORTAFOGLIO DEI BOND, A CAUSA DEI RENDIMENTI AI MINIMI, VANNO FORTE LE POLIZZE ASSICURATIVE

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