filippo antonio de cecco

ORA PASTA! – CON LA QUARANTENA CRESCE DEL 25% LA DOMANDA DI PASTA DE CECCO: NEGLI IMPIANTI DI ORTONA SI LAVORA A PIENO RITMO ANCHE IL SABATO E LA DOMENICA – NEGLI ULTIMI DUE MESI SONO STATI ‘SFORNATE’ 340MILA TONNELLATE DI PENNE, TAGLIATELLE E SPAGHETTI, 70MILA IN PIÙ RISPETTO A UN ANNO FA – GIANNI LETTA ENTRA NEL BOARD. L’OBIETTIVO DI SUPERARE IL MEZZO MILIARDO DI RICAVI ENTRO IL PROSSIMO ESERCIZIO APPARE SEMPRE PIÙ A PORTATA DI MANO 

 

 

 

Daniela Polizzi per www.corriere.it

 

FILIPPO ANTONIO DE CECCO

Si lavora a pieno ritmo anche il sabato e la domenica alla De Cecco. La domanda di pasta abruzzese ha registrato un picco di crescita media pari al 25% tra febbraio e marzo, sia dall’Italia sia dall’estero. «Le linee di produzione sono sotto una pressione fortissima. Nell’impianto di Fara San Martino otto su dodici lavorano a ciclo continuo.

 

Se riusciamo a tenere il passo nell’emergenza è anche perché vengono a frutto gli investimenti avviati nel 2013, quando abbiamo deciso di costruire due nuove linee nel sito di Ortona. Ma anche perché abbiamo assunto una quarantina di addetti alla produzione e al confezionamento negli ultimi sei mesi».

 

panico supermercati usa coronavirus 3

L’obiettivo

Filippo Antonio De Cecco, terza generazione degli imprenditori abruzzesi, è in prima linea nei due stabilimenti di Fara e Ortona che hanno sfornato 340mila tonnellate di penne, tagliatelle e spaghetti negli ultimi due mesi, 70mila in più rispetto a un anno fa. Come dire, quell’obiettivo di superare il mezzo miliardo di ricavi entro il prossimo esercizio appare al gruppo sempre più a portata di mano.

 

Terzo gruppo in Europa

PSICOSI CORONAVIRUS - ASSALTO AI SUPERMERCATI - NESSUNO VUOLE LE PENNE LISCE

Ma il presidente del terzo gruppo mondiale della pasta, dopo Barilla e la spagnola Ebro Foods, oltre che gestire la produzione record di queste settimane, sta giocando tre nuove carte. Sul tavolo ci sono l’apertura a consiglieri indipendenti, l’ingaggio di nuovi manager e l’ingresso della quinta generazione.

 

Il piano

È un piano di rinnovamento, culminato in questi giorni con l’arrivo nel board della società— per la prima volta dopo 134 anni di storia — di tre amministratori indipendenti. La scorsa settimana la famiglia De Cecco ha nominato Gianni Letta, l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Berlusconi, forti radici in Abruzzo (è nato ad Avezzano), ma anche ex advisor di Goldman Sachs su molte operazioni di mercato, un personaggio che vanta un ampio network di rapporti e conoscenze.

 

Al suo fianco c’è anche Bruno Pavesi, che per undici anni è stato alla guida dell’Università Bocconi, e Mario Boselli, al vertice dell’Istituto Italo Cinese, presidente onorario della Camera della moda e di Banca 5 del gruppo Intesa Sanpaolo. È la squadra che contribuirà ad aprire l’azienda al mercato e un’ampia rete di relazioni.

giuseppe aristide e saturnino de cecco col presidente filippo antonio de cecco

 

I soci

«È una svolta strategica per il gruppo che fin qui aveva visto in consiglio solo esponenti della nostra famiglia. I soci hanno ampliato il numero dei componenti del cda da tre a nove. Avevamo già predisposto lo statuto nel 2008 quando De Cecco aveva tentato la quotazione, poi rinviata per le avversità sui mercati.

 

Ora nel board ci sono persone capaci, che potranno mettere a disposizione del nostro storico pastificio le proprie competenze, permettendo di cogliere le nuove opportunità e affrontare le sfide dal mercato nazionale e internazionale», dice Filippo Antonio De Cecco. Che vuole disegnare un profilo diverso per il suo gruppo, avvicinandolo al mercato in condivisione con gli altri consiglieri Giuseppe Adolfo De Cecco e il cugino Giuseppe Alfredo, amministratori di società del gruppo da oltre 30 anni, e i neonominati Annunziata De Cecco ed Eugenio Ronco Municchi.

 

Nuovo management

gianni letta

L’altra novità che conferma la strada imboccata è l’arrivo a inizio aprile di Daniele D’Amuri, manager di lungo corso che ha lavorato in Ferrero e Lavazza. Lascerà il gruppo Miroglio per trasferirsi a quartier generale di Pescara dove assumerà l’incarico di direttore finanza, con la prospettiva di prendere il timone operativo come direttore generale nel 2021.

 

Quinta generazione

«Ora la De Cecco è una realtà economica di investimento, candidata alla Borsa quando sarà il momento, anche attraverso un percorso in più tappe. E questo è stato possibile grazie alla sintesi degli interessi tra i membri della famiglia, raggiunta dopo una fase di confronto», dice il presidente reduce da una ricomposizione degli equilibri nella dinastia della pasta che vede nel libro soci tre rami familiari per un totale di 21 eredi, nel tempo non sempre allineati.

 

La svolta

La svolta è arrivata all’inizio di quest’anno quando Filippo Antonio De Cecco ha acquistato una quota pari al 4% del capitale dal fratello Giuseppe Adolfo più un altro 4,59% in usufrutto, portandosi al 23,59% della capogruppo Fratelli De Cecco e diventando l’azionista di maggioranza relativa. La mossa aveva provocato le dimissioni di alcuni membri, spianando la strada alla ricomposizione del board nel quale è stato nominato anche Adriano Consalvi, storico dirigente dell’azienda abruzzese. «È un segnale nei confronti dei manager — in azienda ne abbiamo 32 — perché l’azienda ora può disegnare anche per loro un percorso che arriva fino al consiglio», dice.

 

La formazione dei giovani

de cecco family

La quinta generazione è la terza carta sul piatto. «Ora possiamo fare partire un piano di formazione per cinque giovani De Cecco, tutti trentenni», dice l’imprenditore. Che ha messo i ragazzi allo studio attraverso un corso di formazione organizzato con The European House - Ambrosetti. Una sorta di Master per chi vorrà guidare l’impresa che ha appena chiuso un bilancio record con un fatturato salito da 457 a 482 milioni, e un ebitda di oltre 53 milioni. Ora si cimentano i cugini Adolfo Maria e Giulio De Cecco, Gianfilippo Di Felice, Adolfo Ronco Municchi e Giancarlo Scarponi.

 

La materia prima dagli Usa

Il percorso di formazione è partito sotto il segno dell’urgenza. Il picco di domanda di pasta da parte dei mercati esteri ha segnato più 30% a marzo. Ma la logistica è il tema più delicato, con le spedizioni in Europa via terra che subiscono rallentamenti. «Stiamo studiando percorsi alternativi — dice De Cecco — mentre le importazioni di grano dagli Stati Uniti proseguono senza intoppi. Ad aprirle aspettiamo un’altra nave».

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?