smart working andrea orlando

LA RIVOLUZIONE DELLO SMART WORKING E' GIA' FINITA – NEL DECRETO “AIUTI” È SALTATA LA PROROGA PER IL LAVORO AGILE A FAVORE DEI DIPENDENTI FRAGILI E DEI GENITORI DI FIGLI UNDER 14 – NONOSTANTE IL MINISTRO ORLANDO AVESSE DATO LA SUA PAROLA, IL GOVERNO NON È RIUSCITO A TROVARE 60 MILIONI DI EURO SU UNA MANOVRA DA 17 MILIARDI... – E COSI’, A MENO DI INTESE AZIENDALI, IL RITORNO IN UFFICIO È INEVITABILE...

Paolo Baroni per “la Stampa”

 

smart working 5

È una partita da 60 milioni di euro. È lo scoglio su cui si è infranta (per ora, sostiene il ministro del Lavoro) la possibilità di prorogare lo smart working a favore dei lavoratori fragili ed i genitori di under 14. Il ministro del Lavoro in un comunicato del 29 luglio aveva fatto sapere di aver proposto la proroga in vista del varo del nuovo decreto «Aiuti», ma nel testo finale del provvedimento varato poi giovedì scorso poi non è stato previsto nulla, nonostante anche in Consiglio dei ministri Orlando avesse continuato ad insistere.

 

L'ostacolo principale è venuto dalla Ragioneria generale dello Stato, che per una misura del genere (l'ipotesi erano tre mesi di proroga) ha stimato, appunto, un costo di 60 milioni di euro. Questo perché nel settore privato se il lavoratore fragile non può accedere al lavoro agile, perché ad esempio la mansione che svolge prevede la presenza, la sua assenza viene equiparata ad un ricovero ospedaliero, con tutti i relativi costi a carico dello Stato.

 

andrea orlando 4

Nel settore pubblico, invece, occorre quantomeno prevedere l'assunzione di supplenti nella scuola per coprire gli eventuali vuoti di organico, aumentando ulteriormente l'onere di questa misura.

 

Ma poi c'è anche un problema di consenso, evidentemente, come sabato ha ammesso lo stesso titolare del Lavoro in un post su Facebook, perché in una manovra da 17 miliardi di euro in fin dei conti 60 milioni sono una cifra importante ma non impossibile da reperire. E giovedì scorso questi 60 milioni non son stati trovati.

 

In assenza della riconferma di una specifica forma di tutela per lavoratori fragili e genitori under 14 dal primo agosto torna quindi l'obbligo di presenza. Per loro l'unica ancora di salvezza restano gli accordi sullo smart working che via via in questi mesi grandi gruppi e singole aziende hanno stipulato con le rispettive rappresentanze sindacali per venire incontro non solo ai genitori di figli piccoli o in condizioni di disabilità, ma anche disabili in situazioni di gravità accertata e caregiver.

 

daniele franco mario draghi andrea orlando conferenza stampa sulla manovra

Nelle aziende dove questi accordi non sono stati sottoscritti invece restano le leggi precedenti al Covid: gli spazi si stringono, si riduce il numero dei profili ammessi e si fanno più complicati i passaggi burocratici.

 

Sempre in base agli accordi aziendali, stipulati in base al protocollo firmato nei mesi scorsi dal ministero e del Lavoro con le parti sociali, dal primo settembre tutti gli altri lavoratori che in questi mesi hanno beneficiato del regime semplificato, potranno proseguire il lavoro da casa ma con le modalità specifiche definite in ogni azienda.

 

Anche per questi soggetti, però, in assenza di uno specifico accordo sul lavoro agile, a fine mese si dovrà tornare in presenza. Nonostante le richieste dei sindacati, infatti, anche la procedura d'emergenza applicata in tanti luoghi di lavoro a causa del Covid termina. Resta in piedi la sola modalità semplificata relativa alle comunicazioni devono effettuare al ministero.

 

smart working 3

Dopo aver tanto insistito ed aver speso la propria parola, però, Orlando non cede. «In tante e tanti», come ha spiegato lo stesso ministro via Facebook, gli stanno chiedendo aggiornamenti. «Come è noto - ha risposto Orlando - ho proposto una norma per la proroga in diverse occasioni e anche nel caso del Dl Aiuti-bis», quindi «ho ripresentato una proposta e sostenuto in Consiglio dei ministri un intervento in questa direzione a tutela dei più fragili e dei genitori con figli piccoli, che fino ad oggi hanno avuto la possibilità di organizzare il lavoro con modalità agile senza conseguenze per la produttività e per le mansioni lavorative. Nel Consiglio dei ministri di giovedì purtroppo non si è trovato il necessario consenso - ha concluso Orlando - ma non demordo e continueremo a intervenire nuovamente in sede di conversione del Decreto Aiuti-bis».

smart working 2ANDREA ORLANDO MARIO DRAGHI ANDREA ORLANDOsmart working 10

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…