draghi putin gas

L’ITALIA RISCHIA DAVVERO DI RIMANERE ALLA CANNA DEL GAS – SNAM STA RACIMOLANDO SCORTE COME PUÒ, MA SIAMO SOLTANTO AL 64% DEGLI STOCCAGGI: BISOGNA ARRIVARE AL 90 PER ATTRAVERSARE INDENNI L’INVERNO – SE PUTIN CHIUDE I RUBINETTI AD AGOSTO, INIZIEREBBERO A MANCARE 50 MILIONI DI METRI CUBI AL GIORNO, SU UNA DOMANDA DI 300 – SE ENTRIAMO IN FASE DI ALLARME, ALCUNE AZIENDE SAREBBERO PAGATE PER FERMARE LA PRODUZIONE…

Fabio Savelli per il “Corriere della Sera”

 

draghi putin

La data in rosso ora diventa una: il 21 luglio. Perché tra meno di dieci giorni sapremo se il blocco totale in vigore da ieri ai flussi di gas dal Nord Stream 1 è da ascrivere solo a ragioni manutentive oppure se è il segnale che Mosca sta chiudendo i rubinetti per impedire ai Paesi europei di riempire i depositi necessari alla stabilità energetica del prossimo inverno.

 

I GASDOTTI VERSO L EUROPA

Il termine dei lavori è fissato per quel giorno: va sostituita la turbina di Siemens Energy partita dal Canada da qualche giorno (dopo il beneplacito degli Stati Uniti dietro forti pressioni tedesche) e recapitata al monopolista russo Gazprom.

 

Solo allora sapremo se Vladimir Putin ha deciso di azzerate i transiti sulla principale infrastruttura come arma di pressione geopolitica o se invece i problemi di ricambi erano effettivi, amplificati dalle sanzioni.

 

L'impatto sull'Italia

Il blocco però ha una parziale ricaduta sull'Italia. Perché la ragnatela di metanodotti europei è costruita tramite snodi, arterie secondarie e punti di ingresso sulla rete gestita da Snam.

 

PUTIN E I RUBLINETTI - BY EMILIANO CARLI

Dunque un taglio netto sul fronte Nord ha un effetto indiretto sui flussi verso il nostro Paese. Ieri l'Eni, che ha contratti di fornitura di lungo termine con la Gazprom, ha comunicato un primo alert segnalando che dal punto di ingresso di Tarvisio, in Friuli, sono arrivati solo 21 milioni di metri cubi rispetto ai 32 richiesti. Non si tratta di una riduzione «pesante» perché le importazioni nazionali passano principalmente dalla rotta ucraina.

 

Viene definito un taglio «marginale» dal ministero per la Transizione ecologica che conferma l'attuale situazione di «pre-allerta». I numeri raccontano che lo sforzo per riempire i depositi di gas sta proseguendo nella direzione giusta, ma il merito è da attribuire «al mostruoso lavoro di sicurezza» che sta «facendo l'amministratore delegato di Snam, Stefano Venier», lo ha pubblicamente ringraziato ieri il ministro Roberto Cingolani.

manuela schwesig e il nord stream 2

 

Ottanta milioni di metri cubi anche ieri, comprati da Snam come operatore di «ultima istanza» perché sul mercato non ci sono più acquirenti in grado di pompare gas a un prezzo nove volte più alto dell'anno scorso. Ci sono risorse pubbliche a cui stiamo attingendo.

 

Il governo, per superare l'inverno, ha dato risorse fino a 2 miliardi alla stessa Snam per questa operazione e altri 4 miliardi al gestore Gse, direttamente controllato dal Tesoro, per fare altrettanto. Sei miliardi che incidono sulla contabilità pubblica.

 

Il risultato è che siamo al 64% di riempimento, entro fine ottobre dobbiamo arrivare al 90%. Siamo 3-4 punti in ritardo rispetto alla tabella di marcia dell'anno scorso, ma in linea con la Germania e poco al di sotto della Francia. Ci corre in soccorso l'estate perché la domanda di gas per l'industria ad agosto crolla.

ROBERTO CINGOLANI

 

I possibili risparmi

È chiaro che se dal 21 luglio Nord Stream 1 continuasse ad essere inutilizzabile s' imporrebbero piani di razionamento che ci sono già perché si ridurrebbero anche i volumi dal punto di transito di Passo Gries, in Piemonte (ieri quasi inalterati), da dove provengono le forniture da Norvegia e Olanda che verrebbero inevitabilmente indirizzate a coprire la richiesta dell'Europa continentale.

 

stefano venier

La fase di allarme, non ancora realtà, prevederebbe un incentivo ad alcune aziende di ridurre la domanda per alcuni giorni tramite un meccanismo di aste. Sono gli interrompibili volontari: verrebbero pagati per fermare la produzione.

 

Ci sono ragionamenti in corso su quali settori fermare per primi sulla scorta dei codici Ateco. Aurelio Regina, delegato per l'Energia degli industriali, sostiene che «Confindustria ha chiesto al Comitato per la Sicurezza Gas di redigere con urgenza un nuovo piano di emergenza perché il piano esistente risponde all'esigenza di gestire un distacco gas della durata massima di 15 giorni.

 

Un'eventuale chiusura del gas russo ad agosto determinerebbe una mancanza di 50 milioni di metri cubi al giorno su una domanda potenziale di 300». Ecco perché conviene registrare le analisi dell'Enea sui consumi domestici che pesano per circa il 30% della domanda. Sarebbe possibile risparmiare quasi 2,7 miliardi di metri cubi con alcune misure «comportamentali» come l'abbassamento di un grado dei termostati, dai 20° abituali a 19°, e riducendo di un'ora al giorno l'accensione. Converrà pensarci.

DOVE PASSA IL GASDOTTO Nord Stream 2VLADIMIR PUTIN E IL GAS

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)