rodolfo carlo marco de benedetti

L’ULTIMO DEI GEDI - LE DUE VIE DI CARLO DE BENEDETTI: POTREBBE ACCONTENTARSI DI AVERE SOLLEVATO QUELLO CHE A SUO GIUDIZIO È UN PROBLEMA, ANCHE SE A COSTO DI UNA LACERAZIONE IN PIAZZA DELLA FAMIGLIA. OPPURE DIROTTARE LA CIFRA MESSA SUL PIATTO PER IL 29,99% DI GEDI - UNA QUARANTINA DI MILIONI - VERSO UN’OFFERTA PER LA TESTATA CHE GLI STA PIÙ A CUORE, “LA REPUBBLICA”

 

CARLO DE BENEDETTI

Antonella Olivieri https://www.ilsole24ore.com/art/gedi-piano-cdb-repubblica-prima-scorporo-e-poi-fondazione-ACxZPGs

 

Carlo De Benedetti considera plausibile l’ipotesi di un’offerta per la testata La Repubblica per trasferirla sotto una fondazione “modello Guardian”, un modello in cui con le donazioni si sostiene la libera informazione in un momento in cui è strutturalmente difficile far quadrare i conti, svincolandola dalle costrizioni economiche. 

 

Gli indizi li ha forniti lo stesso ingegnere che, in un’intervista al «Corriere della Sera», ha parlato di un’operazione in due tempi. Fase uno: «raddrizzare la gestione dell’azienda» e «riprendere a investire pesantemente in un settore in cui Repubblica per anni ha eccelso, il digitale». 

 

MARCO DE BENEDETTI

Fase due: «portare le azioni a una fondazione, cui parteciperanno rappresentanti dei giornalisti, dirigenti del gruppo, personalità della cultura», con «l’obiettivo di assicurare un futuro di indipendenza a un pezzo di storia italiana».

 

La fase uno, però, è legata all’offerta irrevocabile recapitata a Cir, titolare del 43,78% di Gedi, per una quota del 29,99% a un prezzo di 25 centesimi per azione. Offerta che è da considerare superata nella forma e nella sostanza. Nella sostanza, perché il prezzo è già scappato. Dopo l’exploit di lunedì il titolo in Borsa ha ritracciato, ma è rimasto abbondantemente sopra il prezzo offerto da Romed, chiudendo in calo dell’1,88% a 0,2875 euro. Nella forma, perché Cir l’ha dichiarata «irricevibile» già domenica e, a quanto risulta, i consiglieri della holding - che sono stati informati - sono allineati sulla stessa posizione.

carlo e rodolfo de benedettiCARLO DE BENEDETTI BY ANDY WARHOL

 

Così, è da considerare scontato che mercoledì 30, due giorni dopo la riunione del cda Cir già in calendario per la trimestrale, l’offerta non sarà più valida. Carlo De Benedetti potrebbe accontentarsi di avere sollevato quello che a suo giudizio è un problema, anche se a costo di una lacerazione in piazza della famiglia. Oppure dirottare la cifra messa sul piatto per il 29,99% di Gedi - una quarantina di milioni - verso un’offerta per la testata che evidentemente gli sta più a cuore.

Gianni Agnelli con De Benedetti

 

Utopia? Può darsi. Qualche ostacolo pratico ci sarebbe. Mentre non trova riscontri, né dall’azienda né dall’azionariato, la volontà di riseparare La Stampa con le testate locali del gruppo dall’area Repubblica-L’Espresso, dal punto di vista della rappresentazione contabile esiste già una divisione “stampa nazionale” che comprende «l'attività di produzione, realizzazione e commercializzazione dei prodotti editoriali e digitali relativi alla testata La Repubblica (quotidiano nazionale, 9 edizioni locali e i supplementi settimanali Affari&Finanza, Il Venerdì e D) e alle testate periodiche L'Espresso, National Geographic, Limes, Micromega e le Guide de L'Espresso», come spiega il bilancio.

marco de benedetti saluta eugenio scalfari (2)CARLO DE BENEDETTI JOHN ELKANNCarlo De Benedetti 55BERLUSCONI E CARLO DE BENEDETTI

 

Carlo De Benedetti zicarlo de benedetti agnese renziMAURIZIO CROZZA IMITA CARLO DE BENEDETTI

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)