monika e maria luisa bacardi

IL RUM FINISCE IN ACETO: GUERRA NELLA FAMIGLIA BACARDI PER L'EREDITÀ - IL 6% DELLA MULTINAZIONALE APPARTIENE A UNA 19ENNE ITALIANA. SUO PAPÀ ERA LORD LUIS ADALBERTO FACUNDO GOMEZ DE CAMPO BACARDI, NATO A CUBA NEL 1933, DIVENTATO LORD OF BAYFIELD HALL NEL NORFOLK E MORTO NEL PRINCIPATO DI MONACO NEL 2005. SUA MADRE È LADY MONIKA BACARDI, CHE VIVE TRA MONTECARLO E LOS ANGELES, PRODUCE FILM CON JOHNNY DEPP O AL PACINO. E ORA DENUNCIA I FIDUCIARI DEL TRUST CHE DETIENE QUELLA PARTECIPAZIONE PERCHÉ…

 

1. LA DISFIDA DEI BACARDI PER L’EREDITÀ

maria luisa monica e luis adalberto facundo gomez de campo bacardi

Candida Morvillo per il ''Corriere della Sera''

 

Questa è una storia di rum e dinastie, di trust del Liechtenstein e società con sede a Bermuda. Oltre sei miliardi di dollari la stima del fatturato, settemila i dipendenti nel mondo. Questa è la storia di un’eredità insidiata, bramata, e di liti legali e finanche di minacce di morte e di una fuga, si sa mai, per far salva la pelle. Il 6 per cento della Bacardi fondata nel 1862 appartiene a una diciannovenne per metà italiana. Suo papà era Lord Luis Adalberto Facundo Gomez de Campo Bacardi, nato a Cuba nel 1933, diventato Lord of Bayfield Hall nel Norfolk e morto nel principato di Monaco nel 2005.

 

monica e luis adalberto facundo gomez de campo bacardi

Sua madre è Monika Bacardi, italiana benestante di Merano, lady per matrimonio, che vive tra Montecarlo e Los Angeles, produce film con Johnny Depp o Al Pacino, che in Beyond the Sun è riuscita a far recitare papa Francesco e che, da anni, lotta per mettere al riparo l’eredità della figlia. Sul tema, ha scritto il Washington Post, è uscito un libro, e lei sempre zitta.

 

Poi, il 3 giugno, firma un comunicato per denunciare che i fiduciari del Trust Bastille creato da suo marito e che detiene con due società quel 6 per cento della Bacardi Ltd, la stanno destituendo dalle cariche, cosa che le impedirà di votare contro il rinnovo della governance della multinazionale che porta il nome di famiglia. Specifica che aveva annunciato «di non voler votare la lista dei candidati del presidente Facundo L. Bacardi, già ai vertici da 27 anni».

monika e maria luisa bacardi

 

Bacardi Ltd, all’agenzia Reuters, ha rifiutato commenti. Il voto ci sarà domani e, ora, Lady Bacardi racconta al Corriere: «Lunedì, il mio consulente legale, Bruno Capone, ha depositato in una Procura italiana all’attenzione dell’Antimafia una denuncia contro Bastille e altri, con 43 capi d’accusa. Truffa e associazione per delinquere sono solo alcuni. E mia figlia, al compimento dei 18 anni, doveva iniziare a riscuotere i dividendi accumulati dalla morte del papà, quando lei aveva quattro anni, ma glieli negano».

 

Davvero, come si vocifera, mancano all’appello cento milioni di euro?

«Sono decine e decine di milioni, non importa quanti. Il topic è la governance Bacardi, sulla quale abbiamo diritto di esprimerci, ed è il destino delle azioni di mia figlia Maria Luisa, ostaggio di persone che votano contro i nostri desiderata nell’indifferenza delle autorità del Liechtenstein».

 

Di fatto, lei denuncia le persone di fiducia che curano il vostro patrimonio?

monika bacardi

«Quella dei trust di famiglia è una storia lunga. Fu la madre di mio marito a creare un trust in Liechtenstein: il Corniche, di cui Luis era unico beneficiario. Erano indicati dei contingent beneficiaries, degli eredi nel caso lui morisse prima dei 65 anni senza discendenti. Nel 1988, partono procedimenti giudiziari per impedirgli d’impossessarsi del patrimonio. Per fortuna, Luis supera indenne i 65 anni, ma nel 2003, già gravemente malato, consulenti storici della famiglia gli fanno creare il Bastille Trust, che era pieno di trappole. Lui se ne accorge e chiede la revoca. Cominciano le cause».

 

A febbraio 2019, quando sua figlia diventa maggiorenne, che succede?

«Provo a spiegarlo così: la nuda proprietà del Trust Bastille è di Maria Luisa e io e lei ne abbiamo l’usufrutto al 50 per cento, solo che lei non poteva incassarlo da minorenne. Il meccanismo prevedeva che un terzo dei dividendi accumulati e un terzo dei ricorrenti li riscuotesse a partire dal 18esimo anno, un altro terzo dal 25esimo, l’ultimo al 32esimo. Invece, le danno i dividendi ricorrenti, ma non gli accumulati, avendo deciso loro che li avrà a 40 anni. Sempre che non rimandino ai 90. Per giunta, ci sono dei contingent beneficiaries: se lei morisse prima dei 40, il patrimonio non andrebbe agli eredi naturali, ma ad altri».

monika bacardi principe william

 

Ci sono parenti o altri azionisti fra questi «eredi»?

«Sì, ci sono».

 

Come conosce Lord Luis?

«A Montecarlo, nel 1997. Mi ci ero trasferita ventenne per studiare. Era intelligente, classe e sense of humour».

 

«L’Independent», nel ’93, lo descriveva così: «Playboy sgargiante, sta spalla a spalla con re Juan Carlos e Frank Sinatra, è noto per fascino, intelligenza e per il carattere infuocato». Corrisponde?

«Infuocato non so. Io l’ho conosciuto piuttosto calmo».

 

Lei è stata la sesta moglie.

«Non conosco le altre. Noi ci siamo sposati per amore, in separazione dei beni, con contratto matrimoniale a diritti zero. Abbiamo detto sì a Gibilterra e fatto un pranzo a Marbella, lui vestito da messicano, io da tirolese, in omaggio alle nostre ascendenze».

 

monika bacardi antonio banderas

Qual era la preoccupazione di suo marito, morendo?

«Che io e mio figlia scappassimo da Monaco per un po’. Aveva ricevuto minacce: lasciava un’erede e questo a qualcuno non piaceva. Era un uomo in fin di vita terrorizzato che moglie e figlia scomparissero insieme a lui per un destino crudele».

 

Ovvero, ci sono denunce per minacce di morte?

«Certo. E io stessa ricevetti una telefonata anonima, dicevano: ti ammazzeremo. Ma non vorrei farne un giallo. Io e mia figlia vorremmo una vita normale. Io guido una 500, lei vorrebbe laurearsi in Italia».

 

E quando suo marito morì, voi scappaste?

«Ci siamo rifugiate in un luogo sicuro finché non sono emerse certe carte. Ho avuto paura per le nostre vite».

 

Ora è tranquilla per la vostra sicurezza?

monika e maria luisa bacardi

«Abbiamo depositato degli atti e, se succedesse qualcosa di brutto, i nomi di chi l’ha orchestrato sarebbero ovvi».

 

 

 

2. IL RUM VA DI TRAVERSO AI BACARDI IN FRANTUMI GLI ACCORDI FAMILIARI

Nino Sunseri per ''Libero Quotidiano''

 

Sembra quasi che un male sottile attraversi le grandi dinastie dell'alcool. Quindici anni fa era toccato alla Campari: Luca Garavoglia si era scontrato con la sorella Maddalena a proposito dell'eredità di famiglia. Adesso tocca ai Bacardi, storica azienda cubana produttrice di rum con sede alle Bermuda. Nell'ultima assemblea del 18 giugno Facundo Bacardi è stato riconfermato a capo del gruppo e Monika Bacardi, vedova di Don Luis Bacardi ha denunciato di essere stata esclusa da parte del suo stesso trust Bastille (di cui è fiduciaria) dal diritto di voto.

 

maria luisa monica e luis adalberto facundo gomez de campo bacardi

 La riconferma di Facundo avviene dopo 27 anni ininterrotti alle redini dell'azienda «grazie ad uno dei sistemi di governance aziendali meno trasparenti al mondo, dove gli stessi azionisti della Bacardi non hanno il diritto di sapere chi sono gli altri azionisti. Non solo: viene impedito ai detentori di pacchetti rilevanti di azioni di far valere il voto in assemblea per decidere le nomine dei consiglieri», denuncia Maria Luisa Bacardi, figlia unica di Lady Monika Bacardi e del defunto Lord Luis Gomez del Campo Bacardi, a cui appartiene il 6% del gruppo e che non sarebbe mai riuscita a riscuotere i dividendi una volta raggiunta la maggiore età, come raccontato da sua madre in un'intervista al Corriere della Sera.

 

monika bacardi carol asscher

L'impossibilità di votare e di far sentire la propria voce, dice, è accaduto alla madre, Monika Bacardi, «destituita illegalmente lo scorso 3 giugno dalla sua posizione di direttore delle due società del Liechtenstein (controllate dal Trust Bastille, sempre basato in Liechtenstein) che detengono le azioni Bacardi al preciso scopo di non farla votare ed esprimere il dissenso ai seguenti punti: la riconferma di Facundo Bacardi e dei suoi candidati e la manleva delle operazioni da loro compiute.

 

 

Mi trovo quindi costretta - conclude la figlia - a far valere i miei diritti e quelli di mia madre presso tutte le sedi giuridiche competenti e a portare questi fatti all'attenzione delle Autorità e anche dell'opinione pubblica affinché si possa fare finalmente giustizia». Emergono novità anche in casa Campari. La holding di famiglia ha acquistato liberate dal diritto di recesso per gli azionisti di minoranza. Nessun ostacolo al trasferimento della sede in Olanda.

monika bacardi al pacino andrea iervolino

 

 

monika bacardi e massimo gargiamonika bacardi massimo gargia adriano e laura morino teso monika bacardi massimo gargia david kane orlando, l e a teso patrizia khodara bacardi gigante

 

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…