badr al saud scala alexander pereira

I SAUDITI CADONO DALLA SCALA? – DA RIAD SONO STATI GIÀ VERSATI TRE MILIONI DI EURO, MA A MILANO SI LAVORA PER UN PIANO B CHE RINVII L’INGRESSO DI UN MEMBRO SAUDITA NEL CONSIGLIO DEL TEATRO – L'IDEA È DI ASPETTARE IL RINNOVO DEL CDA (NEL 2020) - IL RICATTINO DI RIAD, CHE VUOLE FARSI BELLA INVESTENDO IN CULTURA: SE NON CI VOLETE ANDIAMO IN FRANCIA (DOVE SI DIMENTICANO SPESSO DEL DIBATTITO SUI DIRITTI UMANI)

alexander pereira

Pierluigi Panza per il “Corriere della Sera”

 

È difficile comprendere da Riad le diatribe sull' ingresso dei Sauditi alla Scala. A Milano, sotterraneamente, si sta preparando una sorta di piano B che consentirebbe di avviare la collaborazione con i sauditi, rinviando al prossimo cda, che nascerà dal 2020, la decisione dell' ingresso di un membro saudita in consiglio.

 

TEATRO ALLA SCALA MILANO

Ma da qua il punto di vista è completamente diverso. Le strategie di apertura culturale al mondo previste dal Piano Saudi Vision 2030 saranno esposte dal ministro per la Cultura il 27 marzo. E intanto trapela la notizia che tre milioni di euro per la Scala più centomila per l' Accademia sono stati depositati su conto escrow presso un notaio milanese, d' accordo con presidente e Regione in attesa del consiglio di amministrazione. Pereira ne ha dato notizia scritta ai consiglieri: l' importo è stato versato a fine febbraio.

BADER BIN ABDULLAH AL SAUD

 

Visto da Riad il discorso è semplice: noi Sauditi vogliamo aprirci al mondo e interagire attraverso la cultura. L' altro ieri la galleria Athr, per esempio, ha inaugurato a Riad la mostra «The Red Palace», prima esposizione in situ dell' Arabia Saudita dell' artista Sultan bin Fahad, membro della casa reale ed esponente in vista del ministero della Cultura. L' arte contemporanea, raccontano i curatori, qui fino a due-tre anni fa quasi non esisteva.

 

milano scala

«Oggi vogliamo farla conoscere al mondo, vogliamo far conoscere i nostri artisti in Europa e portare qui i vostri». E così è anche per la musica. E per la musica, dopo aver costruito un nuovo teatro d' opera a quattro ore dalla capitale, dopo aver individuato una ex scuola dove collocare una accademia di ballo, dopo molte diplomazie i Sauditi hanno pensato che il partner ideale per portare qui la musica classica non sarebbe stata - una volta tanto - la Francia, bensì l' Italia, la Scala.

arabia saudita 9

 

Solo che per loro è difficile capire perché l' Italia, che ha un import-export con l' Arabia a suo vantaggio, che vende collaborazione militare a questo Paese, ora che si chiede ad essa di «colonizzare» musicalmente il Paese evidenzi dei problemi. I commerci sì, ma la cultura no? Per i Sauditi diventare partner della Scala significa che il teatro verrà qui in settembre con l' Accademia, che potrà fare una scuola di ballo per bambine e bambini (la monarchia regnante ha tolto l' obbligo del velo e concesso la patente alle donne nonostante le opposizioni interne), ma anche che, in futuro, potrà occuparsi dell' istruzione musicale.

 

ALEXANDER PEREIRA SCALA

Il ministero della Cultura è nato pochi mesi fa e, proprio di fronte, prevedono di costruire otto musei nei prossimi mesi: di fianco al Salwa Palace sorgerà una sorta di nuova isola dei musei, e anche per la musica l' investimento sarà ingente. Dunque, è la domanda che serpeggia: noi vogliamo voi, ma se non ci volete ci rivolgeremo alla Francia o ad altri. Anche perché la Francia qui culturalmente ed economicamente è sbarcata dimenticando i dibattiti sui diritti umani: si è assicurata gli scavi di Al Ula, la nuova Petra, uno dei siti archeologici più importanti del mondo. E l' Opera di Parigi è pronta a prendersi la musica.

STEFANO BOLOGNINI - MATTEO SALVINI - ALEXANDER PEREIRA

 

Anche il centro di Jaddah andrà restaurato per conto dello Stato, qui è impegnato anche un developer del Nord Italia. Gli svizzeri dell' Ubs sostengo Saudi Art Council di Jeddah. Già un mese fa, nell' oasi di Al Ula che diventerà nuova metà turistica internazionale, ha cantato Bocelli in uno spazio allestito dallo studio Giò Forma, lo stesso che ha curato le scene della prima della Scala. Non volete andare avanti?

 

maria elisabetta alberti casellati con alexander pereira

Se volete che un domani, nei Paesi arabi, si eseguano Verdi e Donizetti è il momento di venire qui a spiegarli ed eseguirli. L' Arabia Saudita ci mette i soldi e lo sforzo di aprirsi al mondo, che è in atto. Se non si vuole, i bambini che nascono oggi ascolteranno un' altra musica, forse la Marsigliese, forse americana.

daniela weisser alexander pereira ALEXANDER PEREIRA E LA MOGLIE SCALASCALA DI MILANOalexander pereira roberto alesse annamaria nigro claudio zamagni jun ichikawa

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