luigi di maio decreto dignita

SOLO IL LAVORO DA' DIGNITA' - DE BORTOLI: ''IL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI HA RISPARMIATO (PER ORA) GLI OCCUPATI CON UNA POSIZIONE A TEMPO INDERTEMINATO. MA CI SONO MIGLIAIA DI PRECARI, SPESSO GIOVANI, CHE HANNO PERSO LA POSSIBILITA' DI AVERE UN CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO. NON E' SOLO IL COVID: IL DECRETO DIGNITA', PUR CON LA BUONA INTENZIONE DI PREVENIRE GLI ABUSI, SCORAGGIA TUTTE LE OPPORTUNITA'. MA ALLA DISOCCUPAZIONE È SEMPRE PREFERIBILE UN CONTRATTO..."

 

Ferruccio De Bortoli per “l’Economia – Corriere della Sera

 

Il blocco dei licenziamenti, la cui fine ora dipende dall' esaurimento della cassa integrazione, è stato inevitabile. Una misura necessaria. Ma solo in emergenza. Un ulteriore prolungamento del divieto priverebbe le aziende della libertà di riorganizzarsi.

FERRUCCIO DE BORTOLI

 

Ciò aggraverebbe le imprese più deboli, mettendo in pericolo un maggior numero di posti di lavoro di quelli che si vorrebbe salvare.

 

Questo per dire che esistono in economia dei salvagente che possono trasformarsi, al di là delle intenzioni, in piombo letale. Analogo discorso per il cosiddetto decreto Dignità, ovvero la legge 96 del 2018 che ha modificato la disciplina dei contratti di lavoro innovando sul precedente Jobs Act.

LUIGI DI MAIO DECRETO DIGNITA

 

Secondo l' allora ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, avrebbe dovuto «abolire la precarietà», parallelamente alla povertà che sarebbe stata cancellata dal Reddito di cittadinanza. Purtroppo non è accaduta né l' una né l' altra cosa. E non per colpa esclusiva della pandemia. La stretta sui contratti a termine, sulla loro durata (da 36 a 12 mesi) e sulle causali, ha effettivamente prodotto, in un primo momento, un' apprezzabile crescita delle stabilizzazioni. Ma l' effetto positivo si era già esaurito prima che il virus sconvolgesse l' economia nazionale.

 

coronavirus lavori in strada

Il decreto Agosto ha opportunamente sospeso alcune disposizioni del decreto Dignità. Non c' è l' obbligo della causale per la proroga (una sola) di massimo 12 mesi. Ma la somma dei contratti rinnovati non può superare i 24 mesi. Ciò è possibile fino al 31 dicembre. Da gennaio 2021, senza ulteriori interventi, si tornerà al regime del decreto cosiddetto Dignità. Sostantivo ingombrante. Anche perché sono proprio i contratti a tempo determinato, di somministrazione, di apprendistato ad essere stati falcidiati dalla crisi.

decreto dignità

 

Quelli a tempo indeterminato hanno beneficiato (per ora) del blocco. Ed è legittimo porsi l' interrogativo se la dignità del lavoratore sia rispettata di più, seguendo la lettera della legge, mandandolo a casa, o consentendo proroghe più facili, pur con il rischio di abusi. Il peso delle ristrutturazioni aziendali e di qualche deplorevole furbizia imprenditoriale si è scaricato inevitabilmente in questi mesi sui contratti meno tutelati.

disoccupazione coronavirus disoccupati

 

Uno studio di Adapt, diretto da Francesco Seghezzi, sul mercato del lavoro nel secondo trimestre dell' anno evidenzia una perdita di 219 mila posti di lavoro a tempo determinato. Soprattutto per i giovani tra i 15 e i 34 anni (3,2%). Marco Bentivogli, ormai ex sindacalista, lo ha ripreso in un articolo su Repubblica che ha fatto molto discutere. Ha bocciato il decreto Dignità su tutta la linea anche per la cosiddetta norma contro le delocalizzazioni. Sempre nel secondo trimestre, in Lombardia, il saldo tra attivazioni e cessazioni di rapporti di lavoro su base annua registra un dato negativo di 70 mila movimenti.

lavoro donne coronavirus

 

Mentre i contratti a tempo indeterminato sono rimasti pressoché stabili, solo 10 mila in meno, anche per il divieto e per il massiccio ricorso alla cassa integrazione - tra aprile e luglio 454 milioni di ore - lo choc è stato quasi tutto dovuto ai mancati rinnovi di contratti a tempo determinato.

 

Se ci riferiamo non ai movimenti ma alle teste il saldo negativo lombardo, rispetto al 2019, peggiora ed è negativo per 110 mila unità. «La voragine aperta dalla pandemia nell' economia lombarda - commenta Valeria Negri direttore Centro studi di Assolombarda - è profonda, il recupero finora solo parziale, anche se la reattività del sistema produttivo è, per certi versi, sorprendente».

disoccupazione coronavirus disoccupati

 

In un' altra grande regione manifatturiera, il Veneto, se ne sono persi un numero equivalente. Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro, stima 60 mila contratti a tempo determinato in meno. «Se dovessero poi ripartire i licenziamenti pensiamo a una contrazione di altre 10 mila unità. Rispetto al 2019 ci mancano almeno 55 mila posti di lavoro, circa il 6% di contratti in meno.

 

Che cosa è accaduto in questi ultimi anni dopo il decreto Dignità? Che il mercato si è polarizzato di più, con una distinzione netta tra alte e basse qualifiche. Per queste ultime si è fatto un maggior ricorso ai contratti a tempo, facilmente sostituibili. E dunque sono quelli che, scoppiata la pandemia, sono stati tagliati con maggiore facilità». Barone è dell' idea che le tipologie contrattuali meno stabili debbano costare di più e che sia del tutto inutile porre troppi limiti ai rinnovi.

ricercatori al lavoro per il vaccino sul coronavirus

 

Più si sta in azienda e maggiori sono le possibilità di una definitiva stabilizzazione. Anche Seghezzi ritiene che la soluzione potrebbe essere quella di rendere più onerose le scadenze brevi, lasciando perdere quelle lunghe che si trasformano poi di fatto, nella maggior parte dei casi, in contratti a tempo indeterminato. La rigidità nell' uso dei contratti brevi ha fatto perdere diverse opportunità, nell' estate scorsa, soprattutto ai giovani, nei settori più colpiti dalla pandemia come turismo e servizi.

 

Le stime sulla perdita di occupazione a fine anno sono tutte intorno al milione di posti. La Banca d' Italia parla di 900 mila in meno. Senza contare quello che accadrà quando tornerà la libertà di licenziamento.

chiuso per virus

L' ufficio studi della Confindustria, diretto da Stefano Manzocchi, aggiornerà nei prossimi giorni le proprie previsioni, meno negative del previsto sul versante occupazionale pur con una caduta del Prodotto interno lordo (Pil) ancora a due cifre.

 

 

Secondo Ref, il centro studi diretto da Fedele De Novellis, l' industria italiana mostra in alcuni casi capacità di recupero insospettate, tanto che in alcuni settori la ripresa sarà a V, più forte. Ma nei primi due trimestri dell' anno la richiesta di lavoro da parte delle imprese del settore industriale parlando di ore e non di teste, tenendo conto dunque degli impieghi parziali e del ricorso alla Cassa integrazione, è diminuita del 23% (del 29% il calo del valore aggiunto).

 

disoccupazione femminile 1

Gli ammortizzatori potrebbero essere ridotti gradualmente, in maniera selettiva (sì per l' industria, ma non per il turismo e i servizi) riducendone così il costo. Oggi il vero impatto sull' occupazione, una volta esaurite le misure d' emergenza, è difficilmente ipotizzabile, ma visto quello che sta accadendo realmente in questi mesi sarà tutt' altro che lieve. Alla disoccupazione è sempre preferibile un contratto a tempo determinato. Ostacolarne oltremodo la stipula, ha qualcosa di vagamente incomprensibile. Anzi di assai poco dignitoso.

 

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...