UNA SUPERMONETA – LE BANCONOTE DA ZERO EURO VENDUTE A 2,5 EURO – IL TAGLIO E’ STATO AUTORIZZATO DALLA BCE IN OMAGGIO ALLA CITTA’ TEDESCA DI KIEL – I PRIMI 5 MILA PEZZI SONO ANDATI A RUBA E GIA’ SI PENSA AD UNA RISTAMPA PER I COLLEZIONISTI

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Silvia Morosi per il Corriere della Sera

 

BCE FRANCOFORTE BCE FRANCOFORTE

Non vale nulla, ma va a ruba. Dopo le banconote da 5, 10, 20, 50, 500 euro, ora arriva anche quella da o. Zero. Mentre ci prepariamo a dire addio alle monete da 1 e 2 centesimi a partire dal primo gennaio 2018, la Germania ha emesso questa nuova (e curiosa) edizione di banconote. Il nuovo taglio, autorizzato dalla Banca Centrale Europea, non ha infatti alcun valore ma rende omaggio alla città tedesca di Kiel, nel nord del Paese.

 

banconota zero euro banconota zero euro

Su un lato viene rappresentata la nave Gorch Fock II, ospitata proprio in un museo della città, mentre sull’altro compaiono alcuni dei più importanti monumenti europei (dal Colosseo alla Sagrada Familia, dalla Tour Eiffel alla Porta di Brandeburgo). Vengono comunque mantenute tutte le caratteristiche delle altre banconote europee, filigrana e ologrammi inclusi. I 5mila pezzi stampati finora, e venduti al prezzo di 2,50 ciascuno, sono andati letteralmente a ruba in pochi giorni tanto che si sta già pensando ad una seconda edizione. Una chicca per i collezionisti e gli appassionati.

 

Gorch Fock II Gorch Fock II

UN SOUVENIR PER CELEBRARE LA CULTURA DEL PAESE

La banconota è semplicemente un souvenir, nonostante venga stampata sulla stessa carta degli euro e vanti gli stessi livelli di protezione. Non si tratta del primo caso del genere: la Bce permette di realizzare idee del genere, in quantità limitate, per offrire ai Paesi la possibilità di rendere omaggio alla propria storia, cultura e tradizione.

 

Un esempio? La Germania e l’Austria hanno emesso banconote per celebrare la casa natia di Mozart, lo zoo di Magdeburgo e il Castello di Moritz. Nell’aprile 2016, il governo federale ha anche deciso l’emissione della moneta da 20 euro in vista del 500esimo anniversario della Riforma luterana che si celebra proprio nel 2017.

 

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