tim cook apple

TE LA DO IO LA ''TRILLION DOLLAR BABY'': APPLE PRECIPITA IN BORSA, DOVE PERDE UN ALTRO 10%. DAL PICCO DI 1.130 MILIARDI DI CAPITALIZZAZIONE SOLO LO SCORSO AGOSTO, OGGI NE VALE CIRCA 680: 450 MILIARDI BRUCIATI IN 4 MESI È FORSE UN RECORD STORICO - ECCO TUTTI I DUBBI E LE DEBOLEZZE CHE STANNO FACENDO FREMERE GLI INVESTITORI

 

  1. APPLE: CROLLA A WALL STREET, -10,01%

 (ANSA) - Tonfo di Apple in Borsa, dove arriva a perdere il 10,01%, per un capitalizzazione di mercato inferiore a Google.

 

  1. APPLE: CALO IN BORSA 'COSTA' 3,3 MLD DLR A WARREN BUFFETT

TIM COOK

 (ANSA) - Il crollo di Apple in Borsa costa, almeno sulla carta, 3,3 miliardi di dollari a Warren Buffett. Berkshire Hathaway, la holding che fa capo a Buffett, ha infatti in portafoglio 252,2 milioni di azioni Apple: prima dell'annuncio del taglio delle stime sui ricavi, la quota di Buffett valeva 39,87 miliardi di dollari. Con Apple in calo di oltre l'8% nelle contrattazioni che precedono l'apertura dei mercati, la quota del guru della finanza - riporta Cnbc - vale 36,61 miliardi di dollari.

 

Un calo quindi di quasi 3,3 miliardi, che va ad aggiungersi alle difficoltà degli altri titoli nel portafoglio di Buffett. Dopo Apple infatti le quote maggiori in mano a Buffett sono quella in Bank of America, Wells Fargo e quella in JPMorgan. Bank of America, che rappresenta l'11% del portafoglio Berkshire Hathaway, è in calo del 17% rispetto all'anno scorso, JPMorgan del 9,5% e Wells Fargo del 24%.

 

  1. BORSA: EUROPA CALMA NON GUARDA A WALL STREET, MILANO +0,3%

 (ANSA) - Mercati azionari del Vecchio continente sostanzialmente insensibili all'avvio pesante di Wall street: Francoforte e Parigi cedono lo 0,8% migliorando di qualche frazione il loro andamento, Londra ondeggia sempre sulla parità mentre Milano si è portata sul livello di Madrid e sale dello 0,3% nonostante le forti tensioni sullo spread. In Piazza Affari sempre in scivolata Stm (-8%) con Apple, deboli Prysmian e Moncler che cedono tre punti percentuali. Al contrario si muovono su crescite attorno al 3% Unipol e Tim, tranquille le banche.

donald trump apple

 

 

  1. LA CINA FA SBANDARE APPLE. BRUCIATI 300 MILIARDI DA AGOSTO

Marco Valsania per www.ilsole24ore.com

 

È un inizio d'anno da odissea per Apple, di recente detronizzata da regina della capitalizzazione di mercato: il chief executive Tim Cook ha tagliato le previsioni trimestrali, rara ammissione di passi falsi nella crescita del colosso degli iPhone. Ora si aspetta, per la precisione, entrate da 84 miliardi di dollari nel primo trimestre fiscale terminato il 29 dicembre, contro la fascia anticipata di 89-93 miliardi. E a tradire Apple sono stati i mercati del futuro, gli emergenti, a cominciare dal più grande di tutti, la Cina. La loro frenata, soprattutto negli smartphone che rappresentano tuttora il pilastro di utili e fatturato targato Apple, è stata più brusca di quanto immaginato dall'azienda.

APPLE TRILLION

 

La prima sorpresa negativa è stata nella drasticità della revisione - dell'8% dal valore medio dei vecchi pronostici. Quanto sia rara lo rivela la storia: negli ultimi cinque anni e mezzo, da quando cioè ha adottato l'attuale politica di guidance, Apple ha mancato e di pochissimo il livello medio delle previsioni trimestrali soltanto due volte. I conti del trimestre appena concluso verranno comunicati il 29 gennaio.

APPLE TRILLION 1

 

Il secondo elemento preoccupante è stata la sottovalutazione ammessa dall'azienda della frenata cinese e delle incognite globali. «Gran parte della delusione nella guidance, e più del 100% del declino anno su anno delle entrate è avvenuto nella regione della Grande Cina sia negli iPhone che nei Mac e negli iPad», ha rivelato Cook in una lettera agli investitori. L’incertezza che si è aggravata sui mercati finanziari, ha aggiunto, «è parsa contagiare i consumatori», erodendo il “traffico” nei negozi Apple e tra i partner.

 

La delusione è stata tale da dimostrare di poter erodere anche la fiducia nel titolo: nel dopo mercato ieri sera ha bruciato il 7,5 per cento. Apple è ormai terza per valore in Borsa alle spalle non solo di Microsoft ma di Amazon. E da quando in agosto era diventata la prima società americana a superare la vetta dei mille miliardi, Apple ha perso oltre 300 miliardi di valore. Ai livelli del dopo mercato le quotazioni titolo sono scese del 37% dai massimi dei 12 mesi.

 

IL FILTRO BELLEZZA DI IPHONE XS E XS MAX

 

Il terzo interrogativo - e il più significativo - riguarda l'esistenza di profonde ragioni di business per la frenata accanto a fattori particolari e temporanei. Questi ultimi hanno certo pesato sulla battuta d’arresto e potrebbero averla esagerata: il paragone con lo stesso trimestre dell’anno precedente ha sofferto perché i recenti modelli più cari e redditizi, gli iPhone XS e XS Max, hanno cominciato a essere consegnati in settembre, entrando in parte ancora a far parte del bilancio del quarto trimestre fiscale.

nuovi iphone xs

 

L'iPhone X, per l'anniversario decennale, aveva invece debuttato un anno fa interamente nel corso del primo trimestre fiscale. Sono affiorate difficoltà con i fornitori per la domanda creata da un particolarmente ampio ventaglio di nuovi prodotti, danneggiando la disponibilità di Apple Watch Serie 4 come degli iPad Pro, di AirPods e MacBookAir. E la forza del dollaro ha da sola limato il 2% dalle vendite.

 

 

IPHONE XS E XS MAX

Alle spalle di tutto ciò incombono tuttavia sfide irrisolte, che tengono sulle spine gli investitori e rischiano di premere sulla performance: anzitutto la dipendenza da un prodotto, l’iPhone, su un mercato sempre più saturo, competitivo e dove i consumatori potrebbero cambiare sempre meno frequentemente i loro gadget. Una dipendenza che può rivelarsi traditrice, nonostante la maggior diversificazione del gruppo dimostrata dall'espansione nei servizi. Nel primo trimestre fiscale, ad esempio, ha previsto nei servizi risultati migliori delle attese, entrate per 10,8 miliardi, che non sono però bastati a compensare la debolezza nei segmenti chiave. Rimane inoltre da verificare se la leggendaria capacità innovativa di Apple saprà ancora tradursi in nuovi successi.

 

 

Ultimi Dagoreport

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....