VI RICORDA NIENTE ITALEASE? - DRAGHI NEL MIRINO DELL’ADUSBEF: IL 24 LUGLIO 2007 BANKITALIA AZZERO’ IL CDA E IL COLLEGIO SINDACALE DELLA BANCA CON QUEI POTERI CHE SU MPS NON HA ESERCITATO - ALLA BASE DELLA DECISIONE C’ERANO DERIVATI FUORI CONTROLLO PER 730 MILIONI DI EURO - IL CRAC MPS, CAUSATO DAL NULLA OSTA DI BANKITALIA ALL’ACQUISTO DI ANTONVENETA AD UN PREZZO FOLLE, È CENTO VOLTE PIU’ GRAVE - VISCO SI DEVE DIMETTERE…

Comunicato di Elio Lannutti (Presidente Adusbef)

Lo scandalo Mps, che ha provocato un enorme buco di bilancio, costringendo il Governo ad emettere Monti bond per 3,9 miliardi di euro, l'esatto ammontare Imu prima casa, è avvenuto per l'assoluta mancanza di controlli di Consob, per quanto attiene ai bilanci, ma soprattutto per la mancata vigilanza di Bankitalia, che nonostante le ispezioni rilevassero gravissime anomalie di gestione, non ha voluto procedere all'azzeramento del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, come aveva fatto in altri casi, per non disturbare l'avv. Giuseppe Mussari, l'Abi, il MPS ed i partiti di riferimento ed uno status quo, che avrebbe frustrato, rallentato e forse ostacolato, le avide ambizioni del Governatore Mario Draghi, proiettato verso la presidenza della BCE.

Come affermato più volte dall'Adusbef, non sono i poteri che mancano alla Banca d'Italia nell'esercizio della propria attività sul sistema creditizio, conferiti dalle norme e dal Testo Unico Bancario (artt.25,28,51,58,70,76,80), ma la volontà dei vertici di Bankitalia di porre fine ad una gestione fraudolenta del credito e del risparmio, nello scandalo più grave nella storia della Repubblica, un crack da 15,4 miliardi di euro addossato a lavoratori, piccoli azionisti, contribuenti che ha messo alla gogna internazionale la credibilità del sistema dei controlli, quei poteri "per assicurare la sana e prudente gestione" esercitati il 24 luglio 2007 con l'azzeramento del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale di Banca Italease. Come riporta Il Sole 24 Ore del 24 luglio 2007:" Italease, Bankitalia azzera i vertici. La Procura apre un fascicolo".

"Azzeramento del consiglio d'amministrazione, escluso il neo amministratore delegato Massimo Mazzega, rinnovo del collegio sindacale, ricapitalizzazione. E divieto di effettuare operazioni in derivati. Sono questi gli imperativi imposti dalla Banca d'Italia a Banca Italease in seguito al rapporto ispettivo di Via Nazionale sulla gestione del gruppo negli ultimi sei mesi della dirigenza targata Massimo Faenza e durante i quali è esplosa la "mina" derivati. I vertici della banca sono stati informati delle decisioni di Bankitalia, che non ha imposto il temuto commissariamento, durante il cda straordinario di martedì sera, sotto gli occhi del direttore della sede di Milano di Palazzo Koch, Salvatore Messina, dell'ispettore che ha condotto le indagini, Claudia Casini, e di altri funzionari della Banca Centrale guidata da Mario Draghi.

In particolare, via Nazionale, al fine di assicurare «la sana e prudente gestione» del gruppo, ha ordinato «il rinnovo degli organi e la convocazione delle assemblee» in sede ordinaria e straordinaria nonchè «la ricapitalizzazione» dell'istituto. Per questo è stata richiesta una riunione ad hoc del cda per deliberare in merito. Ancora, Bankitalia, alla luce dei contratti in derivati intermediati da Banca Italease con 2 mila clienti e lievitati da gennaio a oggi da 275,5 a 730 milioni di euro (al 29 giugno), ha disposto il divieto di effettuare operazioni finanziarie di questo tipo".

L'articolo dava conto dei numeri: 2.600 i clienti coinvolti nei contratti derivati venduti dalla banca milanese; 720 milioni il valore nozionale dei derivati; 40% la percentuale di recupero delle perdite sui prodotti derivati attese; 457 milioni il totale dei ricavi di Italease nel 2006; 31% dei suoi ricavi da derivati; 7 le banche d'affari che studiavano i derivati che Italease piazzava ai clienti: Deutsche Bank,Société Générale,Bnp Paribas,Banca Aletti, Goldman Sachs, Lehman Brothers e Bear Stearns". Il crack Mps causato dal nulla osta di Bankitalia all'acquisto di Antonveneta ad un prezzo folle, le ricoperture in derivati, le banche di affari coinvolte,è cento volte più grave di "Italease".

L'Italia è un paese che ha bisogno di verità, non di menzogne e versioni di comodo per tutelare il ‘disonore' di Draghi e delle compromesse istituzioni. In altri Paesi, queste menzogne porterebbero a spontanee dimissioni. Il Governatore Visco e l'intero Direttorio di Bankitalia, che hanno detto bugie ben sapendo di mentire offrendo all'opinione pubblica mondiale falsità e menzogne, con l'aggravante di chiedere ulteriori poteri, che avevano già esercitato nel 2007, si devono dimettere immediatamente.

Adusbef seppur solitaria, non darà tregua ad un sepolcro imbiancato nauseante, continuerà a chiedere, anche con ulteriori esposti alle Procure, l'accertamento delle verità dei fatti, per cercare di evitare in futuro, ulteriori crack bancari per omessa vigilanza di Bankitalia, addossati a lavoratori, risparmiatori, famiglie. Il crack Mps causato dagli omessi controlli di Bankitalia, è molto più grave dello scandalo Finmeccanica. Il Governo Monti, aduso a comportarsi come "Ponzio Pilato", ha l'opportunità di riscattare la sua ignavia, intervenendo con previste procedure per commissariare la Banca d'Italia.

 

NAPOLITANO VISCO DRAGHI ELIO LANNUTTIbankitalia big Giuseppe Mussari arriva al Tribunale di SienaABI Associazione Bancaria ItalianaITALEASEMARIO MONTI LEGGE RESTART ITALIA

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?