1. IL CINEPANETTONE NON È MORTO. ANZI: È PIÙ TRASH E PIÙ ZEPPO DI MARCHETTE CHE MAI 2. CANI INFOIATI, TOCCAMENTI DI PALLE, CICCIONI PELOSI, SPONSOR ONNIPRESENTI (PERFINO AL CESSO TROVIAMO UNA FOTO DELLA COSTA CROCIERE), CORNI E CORNETTI ANTISFIGA, CACCHE DI OGNI DIMENSIONE, SIMPATICI QUIPROQUO, “TI CI VORREBBE LA FORCA!” - “SCUSI, AVEVO CAPITO SORCA”. E DE LAURENTIIS LO TITOLA “COLPI DI FORTUNA” 3. TRA UNO SPONSOR E L’ALTRO IL NAPOLEONE DEL CIUCCIO CI INFILA PURE I GIOCATORI DEL NAPOLI CHE CERCANO DI RECITARE (LA COMPARSATA-HORROR DI HAMSIK SOTTO LA DOCCIA) 4. C’È ANCHE UN’INCREDIBILE SCENA CON UN GRUPPO DI CAMORRISTI CICCIONI, NUDI E PELOSISSIMI ALLA SAUNA, CHE BACIANO I DUE COMICI (PER MANCANZA DI PROVE) LUCA E PAOLO CON LE CHIAPPE A VISTA CHE RESTERÀ NELLE ANTOLOGIE DEL TRASH INTERNAZIONALE 5. ALLA PRESENTAZIONE DEL FILM ALL’AUDITORIUM DI ROMA CHE CI FACEVA BEBÈ BERNABÈ?

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia (presentazione del film all'Auditorium di Roma)

Marco Giusti per Dagospia

Colpi di fortuna di Neri Parenti.

Ma quale crisi del cinepanettone? Ma quale fine del genere? Eccolo qua, più vivo che mai. In un trionfo trashissimo di canini infoiati, costanti toccamenti di palle, ciccioni pelosi, sponsor onnipresenti, perfino al cesso troviamo una foto della Costa Crociere, corni e cornetti antisfiga, cacche di ogni dimensione e consistenza (porta bene!), battute micidiali, "Soffro di stipsi" - "Ah, non caga!", simpatici quiproquo, "Ti ci vorrebbe la forca!" - "Scusi, avevo capito sorca", cellulari che suonano dentro le casse da morto, biglietti vincenti del Lotto che non si trovano, perfino Hamsik sotto la doccia e i giocatori del Napoli che cercano di recitare.

Sarà davvero l'ultimo film che Neri Parenti dirige per Aurelio De Laurentiis questo "Colpi di fortuna"? Mi sembra strano, perché il film è più riuscito e più divertente di quello dell'anno scorso, oltre che parecchio più volgare e più cinepanettonistico, anche se non si vedono né palle di Natale né si sentono i coretti di Jingle Bells.

Curiosamente, anzi, tutto il repertorio natalizio e borghese, con i problemi di famiglia, i ragazzini, perfino la coppia alla Boldi-De Sica dei bei tempi, è finita in mano a Fausto Brizzi in "Indovina chi viene a Natale?", mentre Neri Parenti e i suoi sceneggiatori, Domenico Saverni, Alessandro Bencivenni e Volfango De Biase, si sono buttati a capofitto nel film a episodi, totalmente comico, staccato dal Natale e come liberato dal desiderio di dover piacere alla famiglia italiana post-panettonistica.

Intanto, come insegnavano i vecchi maestri della commedia all'italiana, tre episodi per un film è il numero perfetto, perché ti permette di non sbrodolare troppo situazioni spesso da sketch teatrale o televisivo anni 60 che non dovrebbero superare i trenta minuti. E se uno sketch è poco riuscito, arriva subito quello migliore che te lo fa dimenticare.

Diciamo subito che il primo episodio, ambientato a Napoli con Luca e Paolo protagonisti alla ricerca di un biglietto vincente scomparso in una giacca in una notte di alcool e follia di Paolo, è quello più trash e penalizzato dalla presenza impossibile dello sponsor Costa Crociere, ma è anche quello più innovativo e assurdo.

L'idea è un po' ripresa da "Un giorno da leoni", con Paolo che cerca di ricostruire, con l'aiuto di Luca, cosa ha veramente fatto quella notte, perché il suo cellulare squilla nella bara di un tassista morto la sera prima e che fine ha fatto il suo biglietto vincente. C'è una bella ragazza contesa tra i due, Fatima Trotta, fresca del successo tv di "Made in Sud", ma c'è anche un'incredibile scena con un gruppo di camorristi ciccioni, nudi e pelosissimi alla sauna, capitanati da Giuseppe Laurato, che baciano i due comici con le chiappe a vista che resterà nelle antologie del trash internazionale. Per non parlare della cacca gigante opera di un mastino napoletano di nome Masaniella.

O della comparsata di Hamsik e degli altri giocatori del Napoli che ci riportano ai gloriosi tempi del Borgorosso F.C. Luca e Paolo, inoltre, rinfrescano un po' il parco giochi della Filmauro e la loro presenza attenua un po' l'atmosfera pesantuccia della storia. Anche Francesco Mandelli, che interpreta nel secondo episodio un incredibile jettatore, tal Bernardo Fossa, con zazzera nera alla Pappagone e una esse che si confonde con la effe in modo che "soci" diventa "froci" e "forca" diventa "sorca", porta molta freschezza al cinepanettone oltre a comporre con Christian De Sica, nel ruolo di un imprenditore tessile del Trentino (giù sponsor) ossessionato dalla superstizione, una grande coppia comica.

Devo dire che trovo il loro episodio, malgrado le premesse e l'ovvietà della storiella da anni 50 che mette assieme il superstizioso e il portasfiga, è quello che fa più ridere, perché Neri Parenti riesce a costruire le gag visive alla perfezione e se Christian ripete alla perfezione il suo solito ruolo, ma è l'unico in grado di farlo così bene, Mandelli è una vera rivelazione comica in un ruolo molto da cartoon alla Mister Bean. Ci sono pure Hal Yamanuchi e suo figlio Tayo come mongoli barbuti...

Il terzo episodio, affidato a Lillo e Greg, è decisamente il migliore dei tre e si concede il lusso di omaggiare i grandi sketch surreali italiani di Metz e Marchesi, da "Abbasso il Frolloccone" a "Il Sarchiapone". Lillo, che mischia il suo candore alla Carlo Campanini alla sua passione per la danza, è un bravo ragazzo sposato e con ben quattro figli a carico che riceve in eredità, sempre in quel del Trentino (gli sponsor...), duemila euro e un fratello problematico, ovviamente Greg, in un ruolo di picchiatello a metà tra Alberto Bonucci e Walter Chiari.

Invece di lasciarlo lì assieme alle caciotte e al vino del Trentino, decide di portarselo a caso e di tenerselo, anche se Greg ha mille stravaganze. Come Lillo pronuncia "nulla" e "niente" arriva uno schiaffo, non può usare le maniglie, non può essere contraddetto e così via. Anche se l'episodio ha qualche lunghezza e qualche trovata non di prima mano, come il giardino alla "Edward Mani di Forbice", Lillo e Greg sono perfetti in questi ruoli che hanno fatto per anni sia a teatro che in tv, trasmettono una grande energia comica, e il gioco di rimandi alla grande commedia surreale italiana non può che trovarci felici per la scelta.

Aggiungiamo il cammeo incredibile di Raffaella Carrà che ballerà con Lillo nell'ultima scena, vera perla del film. Alla fine, "Colpi di fortuna" dimostra la vitalità del cinepanettone e la sua voglia sia di cambiamento con innesti freschi, Luca e Paolo, Mandelli, sia il desiderio di recuperare una tradizione italiana di scrittura demenziale che per troppo tempo abbiamo trascurato. Curiosamente tutti e tre i film di Natale, sia questo che "Un fantastico via vai" di Pieraccioni che "Indovina chi viene a Natale?" di Brizzi costruiscono un po' lo stesso progetto, riformulare la commedia natalizia mischiando elementi nuovi, personaggi o trovate di sceneggiature, all'interno di un linguaggio più o meno tradizionale.

Certo che il film di Zalone o quello di Pif sono più nuovi, infatti devono rompere brutalmente con la tradizione, mentre i tre cinepanettoni, più o meno autentici, vogliono proprio muoversi nella tradizione. Ma tutti mostrano delle innovazioni. Anche Brizzi, che sulla carta è il più solido e forte dei tre per la presenza della coppia Abatantuono-Bisio e la costruzione da commedia più strutturata, devia per l'innesto della diversità fisica del personaggio di Raoul Bova e gioca su quello le sue carte.

E magari sono stato un po' frainteso, visto che trovo ogni elemento di rottura o di rinnovamento rischioso un elemento positivo. Per non parlare dei giovani alla "Immaturi" che popolano il film di Pieraccioni o del Mandelli portasfiga, qualcosa che non vedevamo dai tempi di Totò con "La patente" e di Peppino nel capolavoro "Non è vero, ma ci credo", nel film di Parenti. O del trionfo di sketch anni 50 alla Metz e Marchesi nell'episodio di Lillo e Greg. Anche a Natale il cinema italiano, insomma, si muove. In sala dal 19 dicembre.

 

Valeria Mangani Noemia D Amico e Carlo Giovannelli Nicoletta e Greg Lillo I De Laurentis con Susanna e Roberto Amodei Greg e Nicoletta Giuseppe Pecoraro e moglie Franco Bernabe Film presentato Fausto Brizzi e la Compagna Ferdinando Brachetti Peretti

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi milo infante

DAGOREPORT - CON IL PASSAGGIO A MEDIASET DI MILO INFANTE, PIER SILVIO BERLUSCONI AVVIA LA RIFONDAZIONE DELL'INFORMAZIONE DEL "BISCIONE": INFANTE, NON E' DESTINATO SOLO ALLA CONDUZIONE DI QUALCHE PROGRAMMA TV, MA SARA' ANCHE CONDIRETTORE DI VIDEONEWS AFFIANCANDO MAURO CRIPPA, VICINO ALLA PENSIONE - E' UN PASSAGGIO CHIAVE PER LA LINEA POLITICA DI MEDIASET: CON LA FINE DEL TANDEM CRIPPA-CONFALONIERI, SUONA LA CAMPANA ANCHE PER LA FILIERA, PRIMA PRO-SALVINI POI PRO-MELONI, DEI VARI PORRO, GIORDANO E DEL DEBBIO - NON SOLO: "PIERDUDI" SI AGGIUDICA UN CAMPIONE DI ASCOLTI DEL FILONE "CRIME" CHE, CON IL SUO "ORE14 SERA", ARGINAVA IL SUCCESSO DI "QUARTO GRADO", SU RETE4...

generale roberto vannacci chi guido crosetto

DAGOREPORT - LI VANNACCI VOSTRI! SE I FRATELLINI D’ITALIA AVESSERO SEGUITO LA LINEA DEL MINISTRO DELLA DIFESA GUIDO CROSETTO, ADESSO NON SI RITROVEREBBERO IL CETRIOLO DI "FUTURO NAZIONALE" IN QUEL POSTO - DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL LIBRO “IL MONDO AL CONTRARIO”, IL GENERALE ANDAVA PROCESSATO E CACCIATO DALL'ESERCITO PER INSUBORDINAZIONE - IL MINISTRO, CHE SI MUOVEVA CON IL CONSENSO DEL CAPO DELLE FORZE ARMATE, OVVERO SERGIO MATTARELLA, DIFENDEVA IL PRINCIPIO CHE LE FIGURE APICALI DELL’ESERCITO, IN VIRTÙ DEL PROPRIO RUOLO DI GARANZIA, NON POTESSERO INTERVENIRE A GAMBA TESA NEL DIBATTITO PUBBLICO. IL RISCHIO ERA QUELLO DI CREARE UN PRECEDENTE PERICOLOSO CHE POTESSE “MINARE DALL’INTERNO L’ORDINE E LA DISCIPLINA NELL’ESERCITO” - INVECE DI DEGRADARLO E CACCIARLO A PEDATE, NEL GOVERNO MELONI HA PREVALSO IL TIMORE DI FAR PASSARE IL GENERALE IN VESTAGLIETTA FROU-FROU PER UN MARTIRE DEL LIBERO PENSIERO - E L'EX PARA' DIVENTATO PARA-GURO SE L'E' CAVATA CON UN MITE PROCEDIMENTO DISCIPLINARE: LA SOSPENSIONE DALL'ESERCITO PER 11 MESI... - VIDEO

tomaso montanari carlo deodato carmen bambach giuli

DAGOREPORT – “MI DIMETTO”, “MI DIMETTO” MI “RIDIMETTO” E RIMETTO: QUANTE VOLTE HA RIMESSO TOMASO MONTANARI? LO STORICO DELL’ARTE, TANTO CARO AI SINISTRATI DA "SAL-OTTO E MEZZO" DI LILLI GRUBER, LASCIA IL COMITATO SCIENTIFICO DEGLI UFFIZI CON UNA LUNGA ARTICOLESSA SUL "FATTO QUOTIDIANO" - IL MINISTRO GIULI HA SCATENATO LA SUA IRA NOMINANDO ALL'INTERNO DEL CDA CARLO DEODATO, SEGRETARIO GENERALE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO – MA COSA C’ENTRA DIMETTERSI ANCHE PER LA “COLLEGA” (SCRIVE MONTANARI) CARMEN BAMBACH, NOMINATA DA GIULI DOPO IL VIAGGIO NEWYORKESE DALL’OUTFIT STILE CAMICIE BRUNE? MENTRE MONTANARI HA TRASCORSO PARTE DEI SUOI ULTIMI ANNI DAVANTI ALLA TV, LA BAMBACH HA PUBBLICATO IL PIÙ IMPONENTE STUDIO IN TRE VOLUMI SU LEONARDO DA VINCI DIVENTANDONE LA MAGGIORE STUDIOSA MA NON LO FAI MICA FESSO COSÌ IL MONTANARI! VUOI VEDERE CHE, IN FUTURO, IL COMITATO SCIENTIFICO-FASCISTA DEGLI UFFIZI INTENDA PRESTARE A QUESTA MALANDRINA DEL CDA UNO O PIÙ DEI SUOI CIRCA 50.000 DISEGNI CONSERVATI NEI DEPOSITI? MEGLIO DIMETTERSI PREVENTIVAMENTE...

carlo cimbri andrea orcel messina luigi lovaglio giuseppe castagna

FLASH – MILANO HA PIAZZA AFFARI MA GLI AFFARI SI GESTISCONO AL CENTRO-SUD! NESSUNO DEI PRINCIPALI ATTORI IN CAMPO NEL RISIKO PIÙ CLAMOROSO DELLA STORIA È NATO ALL’OMBRA DELLA MADUNINA – L’AD DI INTESA, CARLO MESSINA, QUELLO DI UNICREDIT ANDREA ORCEL, E CALTAGIRONE SONO ROMANI DE ROMA; CARLO CIMBRI È CAGLIARITANO; IL RISANATORE DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, PASSATO IN POCHE SETTIMANE DA PREDATORE A PREDA, È LUCANO - GIUSEPPE CASTAGNA E' DI NAPOLI - L'UNICO MENEGHINO E' ALBERTO NAGEL: E' ANCHE L'UNICO CHE HA PERSO LA POLTRONA (A PROPOSITO DELL’EGEMONIA MILANESE…)

giorgia meloni merz macron starmer trump salvini vannacci friedrich donald emmanuel keir matteo roberto

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI CONFERMA DI POSSEDERE TUTTE LE VIRTU' DEL CAMALEONTE, ANCHE LE PIU' SFACCIATE: DA QUANTO TEMPO NON PRONUNCIA PIU' IL NOME DI TRUMP? SE VIENE ESCLUSA DAL TAVOLO DELLE DECISIONI DA MACRON E MERZ, PER RIPICCA FA LA ORBAN IN GONNELLA E DICE NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI VETO NELLE DECISIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO – PERO' A FAR VORTICARE GLI OTOLITI GIÀ FRAGILI DELLA DUCETTA E' LA TENUTA DI FORZA ITALIA E LEGA SULLA LEGGE ELETTORALE: COSTRETTA A CEDERE A SALVINI (ACCISE) E A DARGLI PURE UNA MANO PER NON VEDERE LA LEGA SMANTELLATA DA VANNACCI – DIFFICILE CHE SI AVVERI IL “GIORGIA'S DREAM"” DI ELEZIONI ANTICIPATE A PRIMAVERA, MA SENZA ELECTION DAY INSIEME ALLE AMMINISTRATIVE NELLE CINQUE GRANDI CITTÀ GOVERNATE DAL CENTROSINISTRA (ROMA, MILANO, NAPOLI, TORINO, BOLOGNA): MATTARELLA HA FATTO SAPERE ALLA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" CHE NON CI PENSA PROPRIO DI SPEZZARE IN DUE IL VOTO: SAREBBE UN DOPPIO, INUTILE, COSTO PER UN PAESE CHE ARRANCA TRA BOLLETTE ALLE STELLE E INFLAZIONE - E IL PALLINO DELLO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLE CAMERE E', PER ORA, IN MANO AL CAPO DELLO STATO...

schlein bonafoni taruffi furfaro boccia

DAGOREPORT – IL PD-ELLY E’ MESSO MALISSIMO: DOPO IL NAUFRAGIO VENEZIANO, I SONDAGGI SONO IN CALO DI DUE PUNTI, CIO' CHE RESTA DELL'ANIMA RIFORMISTA DEL PARTITO O LA DETESTA O TAGLIA LA CORDA E I 5STELLE NON LA VOTERANNO MAI COME CANDIDATO PREMIER DEL “CAMPO LARGO” – LE PRIMARIE SONO UN GUAZZABUGLIO: CHI POTRA’ VOTARE? SARANNO APERTE A TUTTI O SOLO AGLI ISCRITTI? E CHI CONTROLLERA’ CHI, E QUANTI, SONO GLI ISCRITTI DI 5STELLE, AVS, CASA RIFORMISTA? - E POI: SI VOTERÀ IN UN TURNO UNICO O CI SARÀ UN BALLOTTAGGIO? - SE NEL PD, IL SOVIET DI ELLY, I VARI CARNEADI BONAFONI, TARUFFI, FURFARO, SI PERMETTONO ORMAI DI BULLIZZARE SULLA CHAT DEL PARTITO PINA PICIERNO ("UNA ‘ROMPICOJONI IN MENO’’), LA VERA ANIMA NERA DEL SOVIET PD, DOVE SPADRONEGGIANO "PIPPE E MART-ELLY", E' L'UNO-E-TRINO FRANCESCO BOCCIA: IL "RASPUTIN DI BISCEGLIE" FA E DISFA PER LA DUCETTA DEL NAZARENO...