BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO – DILAGA IL TREND DEL “DRY JANUARY”, NATO IN INGHILTERRA COME SACRIFICIO DEPURATIVO PER RIMETTERE IN RIGA L’ORGANISMO DOPO LE FESTE. UNA SORTA DI PENITENZA LAICA A BASE DI ACQUA, TISANE E BUONI PROPOSITI – ECCO QUALCHE CONSIGLIO SUI VINI LEGGERI PER BERE CON MODERAZIONE MA SENZA PRIVAZIONI – È POSSIBILE UN APPROCCIO GENTILE AL VINO PUNTANDO SU ETICHETTE A BASSA GRADAZIONE. SE GENNAIO SEMBRA NON FINIRE MAI, ALMENO CHE IL BICCHIERE SIA LEGGERO, FRESCO E BEN SCELTO – VIDEO
GUARDA QUI IL VIDEO DI CRISTIANA LAURO CON I CONSIGLI PER IL DRY JANUARY
Estratto dell’articolo di Cristiana Lauro per www.ilsole24ore.com
Dilaga il trend del Dry January, nato in Inghilterra come sacrificio depurativo per rimettere in riga l’organismo dopo le feste. Una sorta di penitenza laica a base di acqua, tisane e buoni propositi. Si dà il caso però che in Italia il vino – non i superalcolici – sia parte integrante dell’identità culturale e della quotidianità a tavola.
[...]
Detto questo, non è necessario intraprendere alcuna crociata. Dopo le bisbocce natalizie può avere senso alleggerire il passo, senza però rinunciare al piacere di un buon bicchiere. Ecco, quindi, qualche suggerimento per un approccio gentile al vino, puntando su etichette a contenuto alcolico moderato. Un modo per rendere meno “secco” questo lungo, freddo e buio mese di gennaio.
CRISTIANA LAURO - DRY JANUARY - IL SOLE 24 ORE
I vini a bassa gradazione sono sempre più apprezzati: scorrevoli, freschi, in linea con il gusto attuale che privilegia la bevibilità alla potenza. In Italia ne produciamo molti, spesso in zone di montagna ma non solo, e con risultati decisamente interessanti.
Non si può che partire dal re indiscusso della gradazione contenuta: il Lambrusco. Che siate team Grasparossa, Salamino o Sorbara poco importa, purché lo scegliate di qualità. Sempre più produttori stanno lavorando con grande attenzione, proponendo vini gastronomici, precisi, moderni.
È il momento giusto per archiviare i pregiudizi e lasciarsi guidare dalla curiosità: acidità vibrante, freschezza, prezzo mediamente accessibile e una convivialità naturale che pochi vini sanno offrire. Vale la pena dare un’occhiata anche ai Metodo Classico da Lambrusco: ne ho assaggiati alcuni molto secchi e affilati, una nuova frontiera delle bollicine che sa sorprendere.
Restando sui rossi dalla beva poco impegnativa, soprattutto sul fronte alcolico, meritano attenzione i vini della zona del Lago di Garda: Groppello Valtènesi e Bardolino, autentici campioni del bere delicato (diciamo).
CRISTIANA LAURO - DRY JANUARY - IL SOLE 24 ORE
In generale, i vini di montagna puntano su finezza e bevibilità. Non fanno eccezione i Marzemino della Valle d’Isera o alcuni Pinot Nero dell’Alto Adige; meglio evitare le riserve in questo caso, più strutturate e impegnative. Anche la Valpolicella offre ottime alternative se ci si concentra sulle versioni giovani, giocate sulla freschezza e sul frutto.
[...]
Sul fronte dei bianchi la scelta si fa più semplice. Per tradizione e stile produttivo si prestano meglio a una cucina leggera e a un consumo più disinvolto. Anche qui vale la regola dell’altitudine: vini più sottili, freschi, ma tutto fuorché banali. Sulle Dolomiti penso a una Nosiola o a un Pinot Bianco; restando nel nord Italia vengono subito in mente il Lugana e certi Soave giovani ed eleganti.
Se cercate una lieve aromaticità, ottimi i Roero Arneis, ma anche alcuni Greco di Tufo irpini o la Cococciola abruzzese, vitigno ancora poco raccontato ma molto efficace in termini di bevibilità.
Uno sguardo oltre confine: Austria e Germania sono da sempre maestre nel produrre grandi bianchi a bassa gradazione. Riesling tedeschi della valle del Reno, Grüner Veltliner lungo il Danubio, Sauvignon blanc della Stiria. Sono vini di precisione, freschezza e grande personalità.
Chiudiamo con le bollicine, quintessenza del bere agile. Se optate per un Prosecco (meglio Docg) la gradazione è generalmente più contenuta rispetto a Champagne e Metodo Classico. Se l’obiettivo è davvero la moderazione, lasciate quindi perdere i millesimati e restate sulle cuvée classiche.
In fondo, non si tratta di smettere di bere, ma di bere meglio. E se gennaio sembra non finire mai, almeno che il bicchiere sia leggero, fresco e ben scelto. Il resto, come sempre, è questione di misura.




