ricchezza ricco

I SOLDI NON FARANNO LA FELICITÀ, MA AIUTANO A VIVERE PIÙ A LUNGO – SECONDO I RICERCATORI DI OXFORD, REDDITO E STILI DI VITA INFLUENZANO LA DURATA DELLA PROPRIA ESISTENZA MOLTO DI PIÙ RISPETTO AL DNA: SE A INCIDERE SULLA LONGEVITÀ C'È IN PRIMIS IL FUMO, AL SECONDO POSTO CI SONO I FATTORI SOCIO-ECONOMICI COME POSSEDERE UNA CASA O DOVER PAGARE UN MUTUO. SOLO AL TERZO POSTO L’ATTIVITÀ FISICA – A PROMETERE ANCHE UNA VECCHIAIA PROLUNGATA CI SONO UN TITOLO DI STUDIO ELEVATO, IL NUMERO DI AUTOMOBILI POSSEDUTE (CONSIDERATO UN INDICE DI RICCHEZZA) E…

Estratto dell’articolo di Elena Dusi per "la Repubblica"

 

longevita'

Inutile incolpare i geni, il destino di ciascuno di noi è nelle nostre mani. Per dipanare il dilemma se la longevità sia determinata dal Dna o dallo stile di vita, i ricercatori di Oxford hanno fatto ricorso a uno dei tesori di dati medici più ricchi del mondo. La Uk Biobank contiene le informazioni sulla salute di mezzo milione di cittadini inglesi che hanno accettato di entrare nella banca dati e sottoporsi a screening periodici, anche per decenni di seguito, incluse le abitudini alimentari, di sonno e di attività fisica, le malattie dell’infanzia, le condizioni socioeconomiche, quelle familiari e per i più sfortunati le cause di morte.

 

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Per ciascuno dei 500mila individui censiti i ricercatori hanno tracciato il profilo del rischio di ammalarsi, condizionato dai geni da una parte e da 164 fra fattori ambientali e stili di vita dall’altra: dal fumo alla convivenza con un partner, dal peso che si aveva all’età di 10 anni al tempo passato sugli apparecchi elettronici. In un decimo del campione è stato fatto un ulteriore raffronto, l’analisi del cosiddetto “orologio dell’invecchiamento”. Si tratta di un test del sangue messo a punto a Oxford che analizza 204 proteine collegate allo stato di usura in cui si trovano i vari organi, prima ancora che mostrino sintomi di malattia.

longevita'

 

Il confronto tra geni, stili di vita, deterioramento degli organi e cause di morte per chi nel frattempo era deceduto, ha permesso di tracciare il quadro più vasto e complesso mai realizzato finora su cosa ci fa invecchiare di più, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Medicine . Abitudini e ambiente, è emerso, sono preponderanti rispetto all’eredità genetica: influenzano la durata della vita del 17%, mentre il Dna si limita al 2%.

 

Donald Trump holding a Million Dollars - Harry Benson

Il fattore che più incide sulla longevità è il fumo, legato all’insorgere di 21 delle 22 malattie prese in esame a Oxford. Al secondo posto ci sono condizioni socioeconomiche come il possedere una casa, alloggiare in affitto o dover pagare un mutuo, avere un contratto di lavoro stabile, far fatica ad arrivare a fine mese. L’effetto sulla salute di queste variabili, che sembrano ricadere più nel campo dell’economia che in quello della medicina, è invece molto grande e riguarda 19 malattie. L’attività fisica moderata è al terzo posto e può prevenire 17 malattie.

 

Lo sport ad alta intensità produce invece l’effetto contrario, causando stress ossidativo nelle cellule e accelerando l’invecchiamento. Non sono solo gli stili di vita attuali ad allungare o accorciare la vita. L’impronta dell’infanzia si fa sentire anche parecchi decenni più tardi. […]

 

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Altri fattori che erodono la durata media della vita sono la sensazione di essere sempre stanchi e un umore regolarmente poco entusiasta. L’effetto del cibo è stato misurato attraverso il consumo di formaggio, alcol, carni processate da un lato e frutta e verdura dall’altro.

 

Anche il sonno gioca il suo ruolo di primo piano: dormire meno di 7 ore a notte, ma anche più di 9, è associato a una vita più breve. Lo stesso accade per l’abitudine alla pennichella di giorno. Un titolo di studio elevato, il numero di automobili possedute (considerato un indice di ricchezza) e la convivenza con un partner (ma non con persone diverse dal partner) al contrario promettono una vecchiaia prolungata.

 

[…]

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