neil ferguson

IL PROFESSOR LOCKDOWN CHE INFRANGE IL LOCKDOWN PER ABBASSARSI I PANTALONI: LA STORIA DI NEIL FERGUSON FA TREMARE IL REGNO UNITO, CON IL MINISTRO DELLA SALUTE CHE LO DÀ IN PASTO ALLA POLIZIA, MENTRE LA SUA AMANTE SPOSATA PRECISA DI ESSERE IN UNA RELAZIONE APERTA E DUNQUE CHE IL POVERO NEIL È IL SUO AFFETTO STABILE. SOLO CHE IL PROF AVEVA AVUTO IL CORONAVIRUS E TRA UNA COPULA CLANDESTINA E L'ALTRA, LA BELLA ANTONIA L'AVREBBE ATTACCATO AL MARITO LEGITTIMO…

1.CORONAVIRUS: MINISTRO, POLIZIA INDAGHERÀ SU 'PROF LOCKDOWN' 

neil ferguson

(ANSA) - Il ministro della Sanità britannico Matt Hancock si è dichiarato oggi "senza parole" per il comportamento del professor Neil Ferguson, teorico del lockdown nel Regno Unito contro il coronavirus, costretto ieri a dimettersi da consulente del governo dopo essere stato sorpreso a incontrare l'amante in violazione delle restrizioni da lui stesso raccomandate. E ha aggiunto che l'accademico, ribattezzato 'professor lockdown' sui media, "ha preso le decisione giusta" facendosi da parte.

 

 Nel contempo Hancock, interpellato sul caso dal pubblico durante un filo diretto tv su Sky News, si è rimesso alla polizia per un'eventuale indagine sull'accaduto e una possibile ammenda a carico del luminare dell'Imperial College. Il ministro ha peraltro insistito che la vicenda non deve portare a mettere in discussione il lockdown. Mentre ha frenato sui tempi di una fase 2, definendo per ora prematura una data di ripresa delle scuole ed evocando misure cautelari anche "in estate" per quei negozi o ristoranti che fino ad allora potranno riaprire.

 

 

2.IMPERIAL CORNIFICATION - SIAMO TUTTI IL PROF INGLESE CHE S’È DIMESSO PUR DI NON FARSI CAZZIARE DALL’AMANTE TRASCURATA

Guia Soncini per www.linkiesta.it

 

Professor Ferguson, io le sono vicina. Non solo perché voi sarete pure il paese di Camilla Parker-Bowles ma noi siamo quello di Mastroianni; non solo in quanto studiosa di quel pilastro della società che è l’adulterio; non solo perché dover lasciare una task force, di questi tempi, è assai peggio che dover lasciare una moglie; io le sono vicina perché lei è una vittima, e non solo delle circostanze.

 

ANTONIA STAATS

Riassunto per chi non fosse in confidenza con l’incresciosa situazione. Neil Ferguson è un epidemiologo cinquantaduenne, a capo del prestigioso (non so bene se in questi casi si usi “prestigioso” o “autorevole”) gruppo creato dall’Imperial College (università londinese il cui nome ormai è più evocativo di Oxford e Cambridge) per tutelare l’Inghilterra dal virus Corona (un malanno stagionale di cui forse avete sentito parlare). Tra le linee-guida emesse dalla squadra d’emergenza, la solita roba che conosciamo anche da queste parti: distanziamento sociale, affetti stabili (comunque si chiamino nel paese di Enrico VIII e delle sue sei mogli).

 

Ieri sera, Ferguson si è dovuto dimettere dall’incarico dopo che il Telegraph (quotidiano conservatore: neanche si può dare la colpa ai comunisti) ha raccontato che per due volte, nel corso delle settimane di clausura, egli aveva ricevuto la signora Antonia Staats, che non solo è sposata con un altro (quindi clandestinamente instabile), ma ha l’aggravante di vivere lontano da lui.

 

ANTONIA STAATS

Il Daily Mail ieri sera sottolineava come la signora viva nella parte sud di Londra, e Ferguson nella parte nord (il Mail era in brodo di giuggiole come non lo si leggeva da quando Sarah, omonima di Ferguson e all’epoca moglie del principe Andrea, si faceva ciucciare l’alluce da un texano: per fortuna ci sono gli epidemiologi, in quest’epoca in cui le principesse sono così noiose).

 

Ah: Ferguson ha appena finito una quarantena perché era risultato positivo al virus. Non si vedeva un’attrazione così disposta a passar sopra a veleni, rischi, proibizioni, e morte dal 1597, anno in cui William Shakespeare scrisse Romeo e Giulietta, due adolescenti che finirono malissimo nonostante non esistessero i paparazzi. (Ieri il Times, ignaro d’avere in zona un caso così perfetto per giocarsi la carta Montecchi e Capuleti, usava la definizione di “Romeo e Giulietta” per una coppia italiana che si era conosciuta a Verona e non si era potuta frequentare per tutta la fase 1).

 

E ancora: tra la prima visita a presunto scopo di copula riportata dal Telegraph (che sarebbe del 30 marzo) e la seconda (8 aprile), la signora Staats avrebbe detto ad amici che il marito aveva dei sintomi compatibili col virus (il marito l’avrà attaccato alla moglie che l’ha attaccato all’amante che al mercato la quarantena comprò?).

 

La parte migliore è tuttavia quella in cui la signora (che viene descritta come militante di sinistra; mi correggo: si può dar la colpa ai soliti bolscevichi) dice che lei non ha violato alcunché, non tanto perché lei e il marito hanno «un matrimonio aperto» (cioè: non s’illudono che non verranno cornificati), quanto perché le linee guida decise dal suo (ex?) amante parlano di household, nucleo familiare, e lei considera il proprio e quello di Ferguson come un unico nucleo familiare.

NEIL FERGUSON

 

E noi che ci scervellavamo con gli affetti stabili e instabili: persino col nucleo familiare puoi arrangiarti un po’ come ti pare. Nel piglio della signora si riconoscono i tratti salienti della situazione: un’amante volitiva è un’imposizione per liberarsi della quale ci vogliono tempo ed energie non disponibili durante un’epidemia; provateci voi, a dire «non puoi venire a trovarmi anche se sono a casa» a una fedifraga determinata a farvi visita.

 

Ferguson ha detto che si dimetteva perché «ho commesso un errore di valutazione» (spero che nelle cronache italiane qualcuno vorrà tradurlo con «errore di saggezza»), e che ha fatto tutto perbene visto che è stato due settimane in isolamento ma che non vorrebbe aver «depotenziato il messaggio di grande chiarezza su quanto siano necessarie le distanze sociali». Dottor Ferguson, sento di poterla rassicurare: nessuna vicenda, in questi mesi di virus, ha mandato messaggi più chiari della sua.

 

La capiamo tutti. Chiunque sia stato un amante, chiunque abbia avuto un amante, chiunque abbia mai osservato un’amante pretendere attenzioni dal marito d’un’altra. Qualche settimana fa, durante la fase 1, sotto la mia finestra aperta, nel silenzio totale delle strade deserte, un suo collega parlava al telefono. Non so se fosse un epidemiologo; ma era un povero cristo che spiegava a qualcuna che mica era colpa sua se non poteva chiamarla spesso: era blindato con la moglie. Spero che anche lui, per rassicurare telefonicamente la sua Staats dopo esser sceso a comprare le sigarette, avesse violato la regola dei duecento metri. Altrimenti, oltre a me, è assai probabile che quella telefonata l’abbia ascoltata anche la legittima consorte, e a quel punto dimettersi da una task force sarà il minore dei suoi problemi.

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