valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

DAGOREPORT

SIGFRIDO RANUCCI E VALTER LAVITOLA - VIGNETTA BY NATANGELO

A fregare Ranucci, è stata la vanità. Il GIP di Roma, nell’ordinanza con cui ha disposto il carcere per Valter Lavitola, ha escluso categoricamente qualsiasi coinvolgimento di Sigfrido nell’attentato.

 

E ci mancherebbe: nessuno mette in dubbio che Ranucci sia estraneo a un atto ad alto rischio, che avrebbe potuto fare male a lui o ai figli.

 

Quanto ai piani “politici” di Lavitola sul giornalista, il discorso cambia. Nell’ordinanza del GIP c’è un ampio e gustoso passaggio sul famigerato sondaggio commissionato da Valterino sull'apprezzamento dei candidati alle primarie del centrosinistra, con Paolino Mieli e Stefano Cappellini come advisor.

 

Solo “il Giornale”, dei molti quotidiani che hanno analizzato in lungo e in largo le quasi 200 pagine vergate dai giudici, ne parla.

 

È il 20 aprile del 2026 quando Valter chiede a Ranucci l’indirizzo di posta elettronica, “per inviargli la bozza dei quesiti per il sondaggio fatta da Cappellini Stefano, vicedirettore del quotidiano La Repubblica, in quanto serviva la sua integrazione (Valter: "Mi scrivi la tua mail, per piacere [...] Cappellini mi ha fatto una bozza di quesiti |..] per il sondaggio [...] serve la tua integrazione")”:

 

sigfrido ranucci (11)

Ranucci, scrive il GIP, “suggeriva di non inviargli il documento via mail”, ma era ben consapevole del sondaggio: “”Da tali messaggi si desume come il conduttore fosse stato convinto dall'amico a dare il proprio apporto al sondaggio che sarebbe servito a Lavitola  per lanciare la candidatura di Ranucci alle prossime elezioni”.

 

Nella bozza del sondaggio sul centrosinistra, tra le domande poste si chiedeva: “Apprezzerebbe un candidato ‘terzo’ rispetto a Schlein e Conte? Se si, preferirebbe un candidato politico o espressione della società civile? Ha un nome da suggerire?”.

 

Clesio Tavares Gomes - Sigfrido Ranucci - Valter Lavitola

Passano 24 ore, e Lavitola chiede a Ranucci di integrare le domande di cui sopra per poterle sottoporre alla società dei sondaggi "Buongiorno, SIG Ho aspettato Cappellini due settimane, perché doveva consegnare il libro entro domenica Per piacere, tu potresti appena possibile integrare quelle ipotesi di domande da sottoporre alla società dei sondaggi".

 

La risposta di Ranucci: "L'ho visto ma va integrato". Qualche ora più tardi, Lavitola lo incalza e Sigfrido risponde: "Ciao valter. Appena esco dalla puntata".

 

SIGFRIDO RANUCCI

“il Giornale” trae questa conclusione: “Una persona che scrive ‘l’ho visto, ma va integrato’, come fa a dire il 10 luglio del 2026 al Corriere della Sera ‘balle. Non ho mai voluto’, rispondendo a una domanda sulla sua volontà o meno di entrare in politica?”

 

Passa qualche giorno, Lavitola insiste, sollecita, pressa Ranucci, e il 26 aprile Ranucci risponde: "Ci lavoro [...] va fatta bene [...] Altrimenti non serve", “manifestando”, si legge nell’ordinanza, “di aver preso sul serio le intenzioni dell'amico”.

 

È il 29 aprile quando Ranucci invia a Lavitola la griglia con le domande riviste, e, con un messaggio vocale, gli spiegava di aver integrato le domande ricevute in precedenza aggiungendo di "aver inserito il tema dell'intelligenza artificiale, l'egemonia digitale, l'ambiente e la transizione ecologica ritenuti, evidentemente per lui, temi importanti". Beninteso, nel sondaggio non viene mai fatto il nome di Ranucci, ma secondo il giudice Sigfrido era consapevole che l’amico “fraterno” avesse per lui mire politiche. Mire che hanno certamente titillato la vanità, l'ego, le ambizioni del conduttore di "Report" che, nel frattempo, era finito nel mirino del centrodestra che volevo defenestrarlo dalla Rai.

 

BOMBA FUORI DALLA CASA DI SIGFRIDO RANUCCI

Scrive il GIP: “Ranucci, continuando a manifestare un forte interesse per il progetto dell'amico, inviava il sottonotato screenshot a Lavitola riguardante il personaggio più influente della settimana che lo vedeva al quarto posto in una schiera di nominativi di livello anche internazionale […]"

 

"Lavitola interloquiva con Ranucci in merito ai followers che aveva ottenuto sui social network: 'È possibile che hai 12 milioni di persone che ti seguono sui social?' e quest'ultimo rispondeva con un grafico, contrassegnato dalla ricerca dal 12 aprile al 9 maggio, che evidenziava le visualizzazioni ottenute e le percentuali delle interazioni che erano visibilmente in aumento […]"

 

valter lavitola e sigfrido ranucci a cena insieme al ristorante cefalu a roma

Il rapporto tra Ranucci e Lavitola era tale che Sigfrido girava al “ristoratore” una mail personale, di lavoro, ricevuta dal direttore degli approfondimenti Rai, Paolo Corsini (di cui si è occupato oggi “il Fatto”, con un articolo sulle pressioni dei meloniani nella linea editoriale di “Report”). È una prova, secondo il GIP, del “profondo rapporto di amicizia tra i due”.

 

AL GIORNALISTA DICEVA: "TRA DUE ANNI SARAI IL PRESIDENTE"

Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

[…] Tornando alla ricostruzione dei fatti, il progetto politico è per il faccendiere assai concreto. Lavitola commissiona un sondaggio sul «potenziale elettorale, immagine e credibilità politica» di Ranucci. Il giornalista dà suggerimenti sulle domande, spiegando però di essere sempre contrario alla candidatura.

 

GRAFICO SUL PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA INVIATO DA SIGFRIDO RANUCCI A VALTER LAVITOLA

Lavitola invece ci crede: «Questo non sarebbe una pre-candidatura, sarebbe presidente garantito al centodieci per cento. Io da solo prenderei il trenta per cento, senza partito, senza nulla». È qui che, secondo l'ordinanza, si colloca la bomba.

 

Il movente sarebbe duplice: rendere più difficile estromettere Ranucci da Report, dopo averlo trasformato in un bersaglio, e «aumentare esponenzialmente» la sua popolarità per la discesa in campo.

 

L'ARRESTO DI VALTER LAVITOLA

Ma c'è un secondo capitolo: il depistaggio. Dopo l'attentato, Lavitola indica piste alternative. A Ranucci parla di «intelligenze straniere», servizi segreti e camorra e lo spinge a chiedere un rafforzamento della scorta. Scrive il gip: Lavitola avrebbe avanzato ipotesi sui responsabili «compiendo chiaramente un vero e proprio depistaggio». E il tentativo, secondo il giudice, continua quando scopre di essere indagato.

 

Dopo la perquisizione parla per circa due ore con Ranucci, ma evita di raccontargli proprio il movente «per fargli del bene» indicato dal colonnello Ferrara. Poi riferisce a un conoscente che Ranucci, appresa l'accusa, lo aveva difeso: «Ieri notte siamo rimasti due ore al telefono, incazzato nero dicendo "questi sono matti", difendendomi. Ora io spero che continui a farlo. Questo è un giornalista più potente, più vicino ai giudici che ci sono in Italia».

 

stefano cappellini foto di bacco

Per Lavitola quella difesa serve anche alla propria immagine: «Già se lui mi difenderà, anche per una questione di reputazione, sarà diverso. Sarà la stessa cosa di Berlusconi». Ma teme che l'amico possa cambiare idea. «Dovrò attaccare un mio fratello? Cavolo, sempre con mio fratello? Dovrò mettermi contro un fratello?». Nei giorni successivi alla perquisizione, intercettato, Lavitola si lascia andare anche a un'altra frase: «Ma come cazzo non fanno ad arrestarmi questi?». Aveva ragione, Valter.

 

 

LAVITOLA E L’ULTIMA TELEFONATA PRIMA DELL’ARRESTO. «SE SONO STATO IO, È STATO ANCHE SIGFRIDO», IL SONDAGGIO PER RANUCCI PREMIER, GLI AFFARI IN AFRICA E LA BOMBA

Estratto dell’articolo di Giovanni Ruggiero per www.open.online

 

Poche ore prima di finire in manette, Valter Lavitola si è messo in contatto con il sito MowMag, soprattutto per mettere in chiaro da parte sua una serie di indiscrezioni su traffici di denaro tra l’Italia e l’Africa.

 

bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 10

 Negli scambi con la redazione non sono mancati anche commenti su Sigfrido Ranucci e su quanto sarebbe coinvolto, secondo il faccendiere, nella vicenda dell’attentato per cui Lavitola è finito in cella accusato di esserne il mandante. Prima ha mandato una mail, di domenica mattina: «Spero di non disturbare, scrivendoti di domenica. Sono Valter Lavitola. Vorrei parlarti, se possibile».

 

Poi una lunga telefonata, proseguita via chat fino al mattino dell’arresto. A raccontarlo sono Moreno Pisto e Michele Larosa, che avevano contattato nei giorni precedenti un collaboratore di Lavitola attivo in alcune società africane […]

 

[…] Sull’attentato e sull’ipotesi che possa aver saputo in anticipo del coinvolgimento di Gomes Tavares, uomo che descrive come «un figlio», Lavitola risponde di averlo appreso dalla televisione. Poi si lancia in un ragionamento che lui stesso definisce un’iperbole: «Se l’ha fatto Gomes, vuol dire che l’ho fatta fare io, e se l’ho fatta fare io, vuol dire che l’ho fatto d’accordo con Sigfrido».

 

Un’ipotesi che lui stesso liquida come illogica, che già aveva raccontato in Procura. Ed ha elencato i motivi per cui Ranucci non avrebbe avuto nulla da guadagnarci: la scorta ce l’aveva già, gli ascolti non sono cambiati e le puntate di Report gli erano state confermate.

INSIGHT SULLE RICERCHE ONLINE SU SIGFRIDO RANUCCI - CHAT CON VALTER LAVITOLA

 

[…] Lavitola poi si dilunga sulla “questione politica”. Da tempo era emerso che stesse organizzando un sondaggio per valutare la popolarità di Ranucci come leader del centrosinistra. A modo suo, il faccendiere racconta perché non ci sarebbe legame tra la bomba fuori dalla casa del giornalista e il piano per lanciarlo in politica: «Si fa l’attentato a ottobre e poi il sondaggio a giugno? – dice Lavitola – Vuol dire che siamo deficienti? Ci sta pure questo. Ma c’è un elemento – per fortuna via WhatsApp – legato a una serie di ritardi dovuti al fatto che non riuscivo a mettere insieme i soldi per fare il sondaggio, e siamo riusciti a farlo proprio nella settimana in cui li hanno arrestati.

SIGFRIDO RANUCCI

 

Per cui ci fu una sovraesposizione mediatica, e mandai un messaggio a Stefano Cappellini (da poco direttore di Repubblica), che aveva collaborato a fare i sondaggi, dicendogli di sospendere i sondaggi perché sarebbero usciti falsati».

antonio passariello - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci

 

pellegrino davino - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci

[…] Prima di chiudere la telefonata, Lavitola torna a parlare dei suoi affari con il carbon credit ormai sfumati e avverte sul suo ex collaboratore in Zimbawe: «Attento a quello che dice il mio socio. Quelli che adesso gestiscono la società non se ne staranno fermi: una richiesta danni da 70, 80, 100 milioni non è uno scherzo». La chiacchierata continua via messaggio con Mow, ma si interrompe quando ormai Lavitola viene arrestato e portato a Rebibbia.

il sondaggio by lavitola su ranucci leader del campo largo 1

VALTER LAVITOLA INTERVISTATO DA FILOROSSO

bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 1il sondaggio by lavitola su ranucci leader del campo largo 5sigfrido ranucci (2)il sondaggio by lavitola su ranucci leader del campo largo 2

Ultimi Dagoreport

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…