UN CALCIO AL PASSATO – IL 20 GENNAIO, L’IFAB L’ORGANISMO CHE STABILISCE LE REGOLE DEL CALCIO, SI RIUNIRÀ PER DISCUTERE DI POSSIBILI MODIFICHE AL REGOLAMENTO – TRA LE POSSIBILI NOVITÀ, L’INTRODUZIONE DELLA “REGOLA DEGLI 8 SECONDI” CONTRO LE PERDITE DI TEMPO (CHE AL MOMENTO SI APPLICA SOLO AI PORTIERI) PER LE RIMESSE LATERALI E QUELLE DAL FONDO, L’ESTENSIONE DEL CHECK VAR A POTENZIALI CARTELLINI GIALLI E IL CONCETTO DI “LUCE” PER DETERMINARE IL FUORIGIOCO – UNA MOSSA PENSATA ANCHE PER CATTURARE L’ATTENZIONE DEI GIOVANI, CHE CONSIDERANO IL CALCIO TROPPO “NOIOSO”…
Estratto dell’articolo di Lorenzo Longhi per www.editorialedomani.it
Il pallone si è evoluto nella sua storia, sia come regolamento che come consuetudini, ma c’è chi vorrebbe cambiamenti strutturali. La proposta estrema del cileno Pellegrini, che suggerisce di impedire alla palla di tornare nella propria metà campo, e l’influenza crescente del calcio a 5. […]
Alle cinque sostituzioni abbiamo fatto l’abitudine: un’emergenza eccezionale nata in pandemia è diventata ordinarietà. […] A livello tecnologico, poi, tralasciando lo sviluppo dei materiali, il Var […] ha influito sul modo di giocare, soprattutto dei difendenti.
proposta di modifica del fuorigioco
Cambia, il calcio, e le spinte continuano. Dai cooling break che potrebbero diventare veri time-out alla proposta del tempo effettivo, che torna periodicamente, sino alle richieste che arrivano all’Ifab, l’organismo che sovrintende il regolamento e che si riunirà il 20 gennaio per discutere alcune possibili modifiche: dai 2 minuti fuori in caso di cure mediche alla regola degli 8 secondi da estendere alle rimesse laterali e dal fondo, dal check Var esteso ai potenziali secondi cartellini gialli fino al fuorigioco su cui la richiesta più popolare è quella che vorrebbe il ritorno del concetto di “luce” tra difendente e attaccante. Ma c’è chi vorrebbe cambiamenti ancora più strutturali.
DENTRO IL CALCIO CHE CAMBIA
Di solito, quando accade, a rimetterci sono i portieri. […] Recentemente, l’Ifab ha emendato la regola sulla perdita di tempo degli estremi difensori che, dopo aver preso la palla tra le mani, da luglio hanno 8 secondi per lasciarne il possesso, pena un calcio d’angolo per gli avversari. Intendiamoci: la sanzione non avviene quasi mai e c’è un certo lassismo nel conteggio dei secondi, ma comunque sono stati i portieri a doversi abituare.
E allora non è forse un caso che, nelle scorse settimane, Gian Piero Gasperini, proprio parlando di coloro che un tempo erano solo i guardiani dei pali e con l’assunzione a moda e canone estetico della costruzione dal basso sono diventati i primi giocatori di movimento, ha alzato il dito proponendo due obiezioni: la prima criticava il troppo tempo che, in genere, i portieri si prendono tenendo il pallone tra i piedi;
la seconda citava i dati di una partita tra Inter e Como in cui la difesa lariana aveva giocato 51 volte la palla con il portiere Butez. «Che possesso è? È una cosa che non piace al pubblico che vuole vedere contrasti, dribbling e gioco in avanti. Così diventa più simile al calcetto, bello da giocare, molto brutto da vedere», ha notato l’allenatore della Roma.
INFRAZIONE DI CAMPO
A prescindere dalla valutazione negativa del tecnico romanista sul futsal e dal ragionamento sostanzialmente apodittico su ciò che piaccia di più al pubblico, la realtà è che l’influenza del calcio a 5 si nota in diverse situazioni di gioco (il pivot in attacco, gli esterni a piede invertito, il portiere spesso chiamato in causa e, a causa del Var, contrasti che nel futsal sono sempre stati falli ora vengono puniti anche nel calcio), ma ha una grammatica diversa.
Curiosamente, però, proprio nel calcio a 5 esiste una regola che potrebbe piacere a Gasperini perché, se traslata al calcio a 11, eviterebbe ciò che lui contesta: dopo aver giocato la palla con le mani o i piedi, infatti, nel futsal il portiere non può toccarla di nuovo nella propria metà campo prima che un avversario la tocchi o che questa superi il centrocampo, con buona pace di tutti quei tecnici che sfruttano certe situazioni. […]
Forse, in un momento storico nel quale il calcio subisce più che in passato la concorrenza di altri sport (e degli e-sport) sui suoi potenziali consumatori e appassionati, è arrivato davvero il momento per una svolta simile a quella del 1992. Altri sport insegnano: dalla limitazione del possesso nel basket (prima del 1956 la regola non esisteva) all’introduzione del rally point system nel volley, la storia dimostra che la capacità di mutazione è una necessità.



