CARTOLINE DA MILANO DEL DIVINO ARBASINO - "EXPO? CAMMINAMENTI INTERMINABILI FRA CEREALI E TUBERI E FUTURE FOOD E CHICCO TOSTO E VIP LOUNGE. IL PALAZZO ITALIA METTE QUALCHE REPULSIONE"

Alberto Arbasino per “la Repubblica

 

Tante metafore?... Cardo, Cibo, Nutrire, Albero, Vita, Energia, Legumi, Tuberi, Spezie, Cluster, Lake, Lago, Decumano, Isole, Mar, Caffè… Sostenibilità... Ma i camminamenti sono interminabili. E insostenibili, per chi ha una età avanzata. Nonché irreparabili e irrimediabili, per chi giunge all’Ingresso Sud (“Merlata”).

ARBASINOARBASINO

 

E non trova un tassì neanche nell’area apposita, perché i tassisti non sono stati avvisati. Così spiegano loro, se ci si lamenta nel Nulla. Cosa, rispondere, dunque, a chi domanda chiarimenti? Meglio andarci più tardi, quando anche le folle dei Volontari sapranno come orizzontarsi e fornire qualche indicazione. Per ora, fra Cereali e Tuberi e Future Food e Chicco Tosto e Vip Lounge si visita piuttosto compunti il padiglione del Vaticano che ha evidentemente deciso di puntare soprattutto sulla massa dei giovani, più o meno fedeli o infedeli, e fanno appunto mucchio, accumulo, congerie, quantità, caterva.

 

E in quanto al Nostro Pane Quotidiano, tema del chiosco (una volta si diceva “baldacchino”), bisognerà che ci pensi il Signore? Se non ora, quando? (Tanto per restare sul tema).

 

Il Palazzo Italia mette qualche repulsione. Dove si andrà? Il ristorante della Germania pare accogliente. Ma sono (evidentemente) volontari? Spaesati, indubbiamente. E così, si “consuma” un pasto.

 

donna carota di luigi serafini expodonna carota di luigi serafini expo

Si ritornerà dunque «più in là»?... Ma tutti quei camminamenti, però, appaiono prima o poi chilometrici…

 

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Al Mudec, in via Tortona, ecco una rassegna d’arte cosiddetta primitiva, cioè insomma prodotta dalle diverse tribù africane. Purtroppo non c’è un catalogo. O non c’è ancora. Ma le varie fonti dell’arte “moderna”, eccole qui tutte. Da Picasso a Modigliani e Matisse. E come doveva esser facile, allora, comprare per pochi soldi gli aggeggi tropicali da inserire nei dipinti, magari andando da Gertrude Stein per un tè.

 

La ricchezza di questa mostra è perfetta. E tanto più, la rassegna attigua che illustra come la città di Milano abbia accolto e divulgato gli esotismi coloniali quali architetture funzionali, laboratori sperimentali, prototipi di arredi, in una magnifica ex-fabbrica… *** La quantità di foglietti sconnessi e di madonne con misteriosi sorrisi e santi vecchi o giovani con gli occhioni al Cielo potrebbe allontanare davvero dalla gran mostra su Leonardo da Vinci, al Palazzo Reale. Troppi?

EXPO APERTURA SERALEEXPO APERTURA SERALE

 

Troppi foglietti di appunti provvisori? Troppi occhi al Cielo, allattamenti, grazie e graziette enigmatiche?... E tutte quelle seicento pagine (e più) del catalogopesantissimo?

La saggistica sarà accuratissima, chiarificatrice, puntualizzante, non c’è dubbio. Però il San Gerolamo e la Belle Ferronnière e la Leda e il Musico non finiscono per essere annunciati e assaporati come arredi antichi? Come i vari cavalli e cavallini in bronzo? E la celebre Tavola Doria, con zuffe e risse per impossessarsi di un vessillo?

 

Il Disegno, certo, prima di tutto. Come fondamento di ogni pittura. (Anche fra i veneti?). E Anatomia, Fisiognomia, Carte Preparate, Antichità, Fisiologia, Fisime… Moti più o meno segreti dell’Animo… Infine, il Mito? O magari la Meccanica, cioè l’Invenzione? E il Sogno, l’Utopia, il Divino? Con qualche sembianza o figura o disegno – magari – nella Realtà? Quotidiana… Verso la fine, davanti alle macchine, par di ricordare che si sono già viste, forse a una mostra leonardesca negli anni Trenta. E in «carri falcati», non furono già rivisti da Alessandro Blasetti nella Corona di ferro per Osvaldo Valenti?

 

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gaetano pesce expogaetano pesce expo

 

Ah, la perfezione dei Berliner Philarmoniker, in Janáèek come in Bruckner, alla Scala.

 

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Non quale eclettica antologia di capolavori, questa Arte lombarda dai Visconti agli Sforza , ma come approfondimento meditato e organico della cultura figurativa lombarda negli splendidi anni fra Azzone Visconti e Ludovico il Moro. Con grave e grato impegno, in tutta la complessa varietà degli aspetti, in un’intera cultura artistica, prima e sotto Leonardo da Vinci. E dunque al pianterreno del Palazzo Reale. Sotto Leonardo, appunto.

 

renzi e napolitanorenzi e napolitano

Fra vetrate e sculture, spesso in marmo di Candoglia e dunque appartenenti alla Veneranda Fabbrica del Duomo, con probabile sosta in via o vicolo Laghetto, ecco il mirabolante Ostensorio di Voghera. Datato 1456, in argento dorato e vari smalti, acquistato per i Musei Civici milanesi dalla Collegiata di San Lorenzo (Duomo) in Voghera (1915). Macro o microstrutture negli ornati e nei trafori? Le contestualizzazioni suggerirebbero una compresenza di suggestioni e di fascinazioni della guglia principale della “Madunina” («tüta d’or, e piscinina») e di qualche gotico ovviamente internazionale d’oltralpe. Sul piede, la solita Madonna col Bambino, una solita Pietà, e i consueti santi Ambrogio e Giorgio e Giovanni e Stefano.

 

E allora, di qui, con o senza «signore mie» fra vetrate e vetrine, miniatori e martiri, messali, madonne, maddalene, dolenti, legni di pioppo intagliati e dipinti, libri d’ore, affreschi strappati, case madri, profeti, capitelli, cartigli, offizioli attribuiti, formelle quadrilobate, cofanetti, precoci accostamenti, successive estromissioni, cataloghi, ambiti, sermoni, deposizioni, maestri di Imbonate e Crescenzago e Fortunago. Tarocchi viscontei, bottega dei Bembo. E lì, quante vecchie storie.

BERLINER2BERLINER2

 

A una riapertura momentanea del palazzo Lanza di Mazzarino, per causa di nozze, Conchita Lanza si angustiava soprattutto per verificare i fili e i tubi e i rubinetti e le maniglie e i manici lasciati lì dopo l’estromissione dovuta a un cugino. Mentre la contessa Brambilla, titolare dei Tarocchi e abitante nella casa di campagna di Alessandro Manzoni, si preoccupava perché i suoi adorati cagnini chiuaua, benché tenuti in una apposita borsa, dopo il volo da Milano a Palermo non la riconoscevano più, e la morsicavano.

 

C’era già un precedente. Presso i cari amici Pietromarchi, una principessa palermitana quale Vicky Alliata spiegava che i vini siciliani si distinguono in vini nobiliari e vini mafiosi. Si aspettava dunque un “mot” di Anna Lanza, quando al ristorante venne profferto un vino appunto di mafia. «Grazie» disse lei. «Bevo solo ginand- tonic».

Philharmoniker Berliner OrchestraPhilharmoniker Berliner Orchestra

 

Conchita passava gli autunni prima della guerra con un’amica cilena che ospitava anche Picasso. E pare che gli rendesse indietro un ritratto, perché non erano venuti bene gli occhi. «E così non abbiamo un Picasso», diceva Giuseppe, tosto smentito da un fratello.

Ma quante madonne, e quanti angeli, trittici, politici, miracoli, presso questa grande macchina del Duomo milanese.

 

Fra Lentate e Albizzate, Viboldone e Avignone, e il Bergognone, Bramante e Bramantino, Bembo, Mantegazza, Foppa, Zanetto Bugatto, Michelino da Besozzo, Giovannino de Grassi, Benedetto da Como… E il Longhi: «come il guscio d’ovo sullo zampillo»… Rieccoci così alle collezioni Borromeo sull’isola Bella. Con «l’ovo», appunto, in bilico sullo zampillo, e sulle sfarzose decorazioni del Butinone.

 

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la dogana di chiassola dogana di chiasso

Perfino a Chiasso. «Chiasso/Letteraria» intitola «Cambio, Change, Wechsel» i rinvii a un’economia di frontiera in crisi. Ricordata magari con nostalgia per i passati “splendori”, mentre si fatica a immaginare nuovi possibili scenari di trasformazione, la cittadina del Canton Ticino. Di confine, malgrado una illustre e importante mostra di Daniel Spoerri, «Eat Art in transformation » quale riflessione critica sui principii fondamentali della nutrizione, in rapporto al valore spirituale dell’uomo. Tema in correlazione con Expo Milano 2015, dove un’opera appositamente creata dal maestro viene esposta al Padiglione Svizzero, in dialogo con questa mostra qui.

 

 

 

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