pizzul

ARIDATECE BRUNO PIZZUL: NON HA MAI VINTO IL MONDIALE DA TELECRONISTA MA IL SUO RECORD DI AUDIENCE (27 MILIONI E MEZZO DI SPETTATORI PER ITALIA-ARGENTINA DEL ’90) RESTA IMBATTUTO -  BUON VINO, NON MENTE: "BAGGIO È UN RIBOLLA GIALLA. MESSI UN PICOLIT" – IL CONSIGLIO DI CAROSIO: “FATTI VEDERE SEMPRE CON VINO O WHISKY. QUALCHE STUPIDATA LA DIRAI SEMPRE, CHE ALMENO TI DICANO: HAI BEVUTO?”- PER COLPA DI BEPPE VIOLA ABBIAMO RISCHIATO DI NON SENTIRLO MAI…- VIDEO

 

 

 

Riccardo Signori per “il Giornale”

 

pizzul2

Il primo sguardo non aiuta mai a comporre il quadro d' assieme. Di solito vedi prima lui, poi la bicicletta. Lui così imponente che quell' altra sembra un triciclo. Abituati a incrociare Bruno Pizzul mentre scavallava sul suo destriero un po' dovunque tra via Losanna e lo stramilanese corso Sempione, ora che se n' è tornato a Cormons ci manca qualcosa: un frequentatore del villaggio.

 

Che fosse pioggia o sole, mattina o sera tardi: chiusa una trasmissione televisiva, pronto a tornare a casa, prendeva la bici e andava. Unica particolarità: addosso uno stoico mantellone con cappellaccio, quando la pioggia scendeva feroce. Bici, che passione! Peccato, raccontò, che Adriano De Zan non gli abbia mai concesso il microfono per qualche telecronaca. Eppure se lo Zoncolan è entrato nella storia del Giro d' Italia è anche merito suo che, con Francesco Guidolin e Edy Reja, spinse Enzo Cainero a proporre la scelta.

 

Bruno Pizzul

Non avendo la patente, il nostro non conosceva miglior mezzo di trasporto: che inforcasse la Legnano o la Bianchi regalata da Felice Gimondi o quella inviata da Marino Basso. Bici d' autore che, ogni paio di anni, scomparivano regolarmente per mano dei soliti ignoti. E così Bruno si è dato a due ruote, direbbe, di anonima fattura. Rassicurante sul fatto che «andare in giro a Milano non è un gesto atletico dispendioso, piuttosto richiede un certo sprezzo del pericolo».

 

Fantastico quando parla. Pizzul ti racconta un fatto ed è telecronaca, fa telecronaca ed è telecronaca, ti saluta ed è telecronaca, fa una battuta ed è telecronaca. È solo un caso se il forbito linguaggio si sgancia dal liceo classico. Massima espressione del disappunto: «Brutto il mondo!». I nipoti se la ridono. La più eclatante delle sensazioni lo spinge ad alzare il tono dicendo: «Emozioni a non finire!».

 

Corso Sempione è sempre stato un obbiettivo di riferimento. Nel mezzo del lungo vialone è posizionato il palazzone della Rai. Pizzul naviga davanti e dietro le telecamere dal 1969. Fece un concorso per programmisti, gli consigliarono quello per telecronisti. Il rifugio sicuro per le partite di carte era l' ufficio di Beppe Viola e Adone Carapezzi. «La chiamavamo la stanza dei cavallari». Con Ivo Fineschi, Nino De Luca e Carlo Sassi erano fantastiche guerre a scopa d' assi.

Bruno Pizzul-zoff

 

Il piacere delle carte Nelle sere in trasferta o alla trattoria di via Londonio, dove battagliava con il padrone toscano, amici giornalisti e talvolta capitavano Gigi Radice, Pantera Danova o Giuan Trapattoni. I commensali vicini sentivano qualche urlaccio, ma si rigiravano rassicurati: «C' è Pizzul, tutto tranquillo!». Così nelle telecronache: un garante della pacatezza. Mai voce fuori posto, qualcuno lo criticava dicendolo aulico e ridondante. Se ne sarà pentito ascoltando quelli dei tempi moderni. Abbiamo rischiato anche di non sentirlo mai. Prima telecronaca: Juventus-Bologna spareggio di coppa Italia a Como, appena assunto in Rai. Beppe Viola gli dice: «Dai! Prima andiamo a pranzo, poi è un salto arrivare a Como». Gran mangiata, ma fu coda in tangenziale. Arrivò in ritardo, lo salvò la differita perché, a quel tempo, non c' era il bello della diretta. E nessuno se ne accorse, tranne i dirigenti Rai.

 

Ecco, Beppe Viola lo conosceva bene e diceva che «la sua massima aspirazione è diventare il miglior giocatore di boccette del quartiere». Altra passione insieme a tresette, ottimo mangiare e miglior bere.

PIZZUL MARTELLINI

 

Buon vino non mente. Cominciò da chierichetto: lo definì «svezzamento benedetto dall' alto». Con Dino Zoff è stato tra i promotori della campagna in difesa del Tocai. E oggi dice che Roberto Baggio, uno dei suoi preferiti, è un Ribolla gialla. Lionel Messi un Picolit.

In nome del bianco litigava con Gianni Brera, che considerava solo i rossi. Forse non si sarebbero trovati neppure sul caffè. Pizzul sostiene che a Milano e Napoli non sanno cosa sia: quello vero si beve a Trieste.

 

Omar Sivori è stato il calciatore prediletto: gli giocò contro vestendo la maglia del Catania. Sintesi affettiva: «Un mascalzone». Il campo del Cibali era di lava triturata: lui centromediano «bravo ma lento», che prestò capì di dover cambiare mestiere. Il suo calcio dalla A alla Z si ferma alla parola Torino: all' oratorio di Cormons i ragazzi giocavano con un pallone solo. Se lo portavano sempre via i più grandi: tutti tifosi della Juve. Allora lui e gli altri diventarono tifosi del Toro. Poi, certo, c' è anche l' Udinese. La più devastante delle telecronache è stata quella dell' Heysel, parlare di morti e calcio. Due ragazzi lo avvicinarono e gli chiesero di rassicurare i genitori in diretta. Ci pensò molto, eppoi disse: «No, sennò tutti gli altri staranno peggio».

pizzul

 

Anni dopo i ragazzi gli fecero sapere che avevano capito il rifiuto. Per gli amanti della scaramanzia resterà il telecronista che non ha mai visto ltalia vincere un trofeo importante. Non se n' è fatto un cruccio. In Italia ci immobilizziamo davanti ai gatti neri. A Cormons il contrario: fecero fuori tutti i gatti tranne quelli neri. Per questa ragione Alfredo Pigna non ci mise più piede, da buon napoletano scaramantico. Eppure Pizzul è rimasto il telecronista con il maggior indice di ascolto: Italia-Argentina, mondiale 1990, 27 milioni e mezzo, un record tuttora imbattuto. A proposito di telecronache, Nicolò Carosio gli insegnò un trucco: «Nella malaugurata ipotesi tu fossi astemio, fatti vedere con vino o whisky. Qualche stupidata la dirai sempre, che almeno ti dicano: hai bevuto?». Lo hanno dato morto due volte, ma è ancora qui. La seconda lo ha scoperto mentre giocava a carte.

 

pizzul simeoni foto carbone gmt

Seccato soltanto dal continuo squillar di telefono. Peggio la sua signora, tempestata da chiamate perché il marito non rispondeva più. La signora preferisce ascoltare Beethoven, lui l' osteria. Difficile trovarsi, però si sono sposati. Ora, a 79 anni, Bruno è tornato a Cormons, dice che deve difendersi dalla cultura dell' osteria. Sta a un passo dalla Slovenia: non a caso l' ultima sua telecronaca azzurra fu Italia-Slovenia.

Quando gli ho detto, scriviamo sui grandi giornalisti. Lui mi ha corretto: «Così mi fai diventare rosso. Anziché fra i grandi, mettimi fra quelli alti».

roberto baggioroberto baggioBRUNO PIZZUL NELLO SPOT FIAT

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…