ARTE POVERA – LA BELLEZZA SARÀ ANCHE IL NOSTRO PETROLIO, COME DICEVA TONINO GUERRA, MA A QUANTO PARE NON SAPPIAMO ESTRARLO: IL 48,9% DEI LAVORATORI DEL MONDO DELL’ARTE IN ITALIA GUADAGNA MENO DI 10MILA EURO ALL’ANNO. SI TRATTA DI PERSONE CON TITOLI DI STUDIO MOLTO ALTI, CHE LAVORANO NEL SETTORE PIÙ IMPORTANTE DEL PAESE E VENGONO PAGATI COME UN RIDER – QUESTO È IL VERO RECORD SUL TURISMO DI CUI DOVREBBE OCCUPARSI IL GOVERNO…
Estratto dell’articolo di Riccardo Staglianò per “il Venerdì di Repubblica”
Il critico d'arte Vincenzo Trione ha ritirato fuori un dato, non freschissimo, che pure ignoravo. Il dato è questo: metà (il 48,9 per cento) dei lavoratori del mondo dell'arte da noi guadagna meno di 10 mila euro all'anno.
Tutto lascia pensare che la fotografia scattata nel 2021 dal collettivo Art Workers Italia non sia troppo cambiata. Considerato che l'86 per cento di quella forza lavoro possiede titoli di studio molto alti e che il nostro Paese è notoriamente una superpotenza artistica, è una statistica che fa doppiamente indignare.
«La bellezza è il nostro petrolio» diceva il poeta Tonino Guerra. Peccato che, a quanto pare, non sappiamo estrarlo. Al più raccoglierlo con dei secchielli quando zampilla da solo, trasformando le nostre seconde case in alloggi temporanei per turisti.
Come affittacamere del mondo ce la caviamo bene, essendo il terzo mercato mondiale di Airbnb. Ma nella raffinazione di quel corrispettivo culturale di oro nero stentiamo. Invece di preoccuparsi parossisticamente dell'immaginaria (quando non orchestrata) invasione di migranti, il governo Meloni dovrebbe piuttosto occuparsi di un altro ben più reale fenomeno migratorio: quello dei nostri giovani, tra cui immagino un discreto numero di laureati in storia dell'arte, che vanno a fare fortuna all'estero. Un commesso a Londra, in media, guadagna di più di un artista, curatore o accademico da noi.

