art x

BLACK POWER - COME MAI L'ARTE AFROAMERICANA SOLO OGGI È AL CENTRO DI TUTTE LE ATTENZIONI POSSIBILI? PERCHÉ LE ARTI VISIVE HANNO SCHIZZATO UNA CULTURA CHE NEGLI ALTRI CAMPI – DAL JAZZ AL RAP, DALLA LETTERATURA AL CINEMA - HA PRODOTTO GRANDISSIMI ARTISTI? BONAMI: “L'ARTISTA BIANCO HA PERSO POTERE E SEX- APPEAL. DI QUESTO SGONFIAMENTO ED IMBORGHESIMENTO HA APPROFITTATO L'ARTE AFROAMERICANA”

Francesco Bonami

Francesco Bonami per “Robinson - la Repubblica”

 

Da qualche anno il mondo dell' arte - musei, curatori e collezionisti - si è buttato sugli artisti afroamericani nel tentativo di colmare un ritardo di attenzione inspiegabile. Essere un artista nero - ancor più se donna - oggi significa essere al centro di tutte le attenzioni possibili. Se poi la qualità della propria arte è alta, l' attenzione si trasforma in una sorta di esaltazione folle. Alle aste i prezzi degli artisti afroamericani sono saliti alle stelle in un battito di ciglia.

 

Kerry James Marshall

Ridurre tutto questo a un fenomeno di moda, a una correttezza politica estrema o ai sensi di colpa dell' uomo bianco nei confronti di una cultura solo poco più di un secolo fa tenuta sotto il giogo della schiavitù e ancora spesso discriminata, è assolutamente riduttivo. Quello che invece dobbiamo chiederci è come mai ci sia stato questo ritardo delle arti visive nell' abbracciare una cultura che negli altri campi - dalla musica con le rivoluzioni del jazz e dell' hip hop alla letteratura e al cinema - ha prodotto grandissimi artisti.

Genesis Tramaine

 

Può darsi che il ritardo sia dipeso anche dagli artisti stessi che, come dice David Hammons, guru dell' arte afroamericana e già da tempo beniamino dei più grandi collezionisti mondiali, soffrivano di un complesso razziale che impediva di aprirsi a espressioni creative considerate strumenti non abbastanza diretti e potenti per le proprie rivendicazioni sociali.

 

Ellen Gallagher

Una piccola parte del successo attuale può essere ricondotta all' effetto Obama che ha trascinato tutta la cultura afroamericana alla ribalta, portando alla Casa Bianca prima di altri molti artisti oggi super gettonati dalle migliori gallerie. In realtà, quello che spiega meglio questo fenomeno sono la natura e le caratteristiche stesse della produzione artistica.

 

Ellen Gallagher

Negli ultimi anni, coccolati dal successo economico e da una grande visibilità, gli artisti "bianchi" hanno perso alcuni elementi fondanti della produzione artistica: primi fra tutti la rabbia creativa e il desiderio di rivalsa sociale. Rabbia e rivalsa che furono anche alla base del successo della generazione di artisti britannici alla fine degli anni ' 80 con un leader - Damien Hirst - arrivato dal sottoproletariato di Bristol alle porte di Buckingham Palace.

 

Kerry James Marshall

Ma anche il nostro Maurizio Cattelan, sottoproletario pure lui, è riuscito a scrollarsi di dosso lo stigma sociale arrivando dove è arrivato. Tutto questo, però, si è perso per strada. L' artista bianco di mezz' età ha perso potere e sex- appeal. Di questo sgonfiamento ed imborghesimento del desiderio bianco ha approfittato l' arte afroamericana, che affonda ancora oggi le radici nella rabbia di un popolo schiacciato dall' arroganza e dal senso di superiorità della cultura e del potere bianchi.

Theaster Gates

 

Così, quando alla rabbia si aggiungono una potenza e un successo creativo eccezionali, il fenomeno finisce di essere fenomeno e diventa un dato di fatto inconfutabile. Oggi la lista degli artisti neri interessanti, bravi e spesso bravissimi è infinita. L' Europa, ma in particolare l' Italia, invece, è rimasta ancora legata al fascino blockbuster di Jean-Michel Basquiat.

Mark Bradford

 

Abbiamo parlato di David Hammons, il padre spirituale dei giovani artisti afroamericani. La sua arte spazia dal vendere palle di neve ai passanti per strada ad Harlem al ricoprire pietre con capelli raccolti dal pavimento dei barbieri. Ma già negli anni ' 70 stampa corpi umani direttamente sulla carta come nel bacio ( Ebony Kiss) del 1971, chiaro controcanto polemico al quadro di Klimt. La madre spirituale, invece, è Senga Nengudi, che arriva da Chicago. Le sue opere, come R.S.V.P. 1 del 1977, sono sculture che possono diventare attrezzi da performance dove il corpo gioca un ruolo fondamentale e centrale. Due recenti fenomeni sono Kerry James Marshall, anche lui di Chicago, e Mark Bradford di Los Angeles.

 

Theaster Gates

Marshall ha lavorato per anni ai margini del mondo dell' arte nel suo studio nel south side di Chicago. Da qualche anno è diventato un fenomeno di mercato. Da Sotheby' s un suo dipinto del 1997 è stato comprato per più di 21 milioni di dollari dal rapper e produttore musicale P. Diddy: è la dimostrazione che esiste una nuova aristocrazia nera e ricca capace di fare la differenza anche sul mercato dell' arte contemporanea. Knowledge and Wonder, un enorme dipinto che Marshall aveva donato nel 1995 alla biblioteca pubblica di Chicago, è stato al centro delle polemiche quando la città aveva deciso di venderlo, visti i prezzi, ma l' artista si è opposto, obbligando il sindaco alla retromarcia.

Njideka Akunyili Crosby

 

Mark Bradford, invece, è una sorta di Burri metropolitano. I suoi enormi collage, che rappresentano visioni aeree dei sobborghi di Los Angeles, vanno a ruba. Helter Skelter ( 2007) apparteneva all' ex campione di tennis John McEnroe, che lo ha venduto tramite un' asta da Phillips per 12 milioni alla fondazione del magnate immobiliare Eli Broad a Los Angeles. Tra i più giovani, c' è la pittrice di origini nigeriane Njideka Akunyili Crosby, 37 anni, che ha messo in fila i più importanti collezionisti del mondo. Per avere una delle sue opere - elaborati collage di scene familiari della borghesia nera - bisogna attendere mesi, se non anni. C' è poi Derrick Adams, che attinge con uno stile più pop dalla quotidianità suburbana nera con riferimenti alti e bassi alla storia dell' arte, alla musica e alla tv.

 

Kerry James Marshall

Ellen Gallagher, invece, gioca spesso sull' ossessione per le acconciature della donna nera. Ma, oltre a chi lavora in modo più tradizionale, c' è chi come Theaster Gates, anche lui di Chicago, abbraccia il ruolo di attivista politico e sociale. La sua arte consiste principalmente nel rigenerare quartieri abbandonati della città, recuperando attività familiari e tradizionali, come il negozio di ferramenta True Value, valori veri, del 2016, divorati dagli shopping mall e dal commercio online. Non poteva però mancare anche l' aspetto spiritual e religioso così importante per la cultura nera americana.

David Hammons

 

Ecco allora Genesis Tramaine, una delle ultime a salire sul treno del successo, che si definisce "pittrice confessionale": ogni settimana va in chiesa e, prima che dal pulpito inizi l' omelia del predicatore di turno, lei crea alcune opere. Una sua mostra immaginava un Gesù transgender, Your Jesus del 2018 rappresenta la sua idea di questo Salvatore un po' rasta, un po' rapper, sessualmente non identificabile.

 

Mark Bradford

Per sintetizzare quello che stiamo vedendo accadere nell' arte afroamericana possiamo proprio usare il titolo del grande quadro di Kerry James Marshall: "Conoscenza e stupore". Due cose apparentemente in contraddizione. Se il successo dell' arte afroamericana ci stupisce così tanto, è proprio perché non la conoscevamo.

David Hammons maurizio cattelanNjideka Akunyili Crosby Njideka Akunyili Crosby Ellen Gallagher damien hirst ronnie wood 1Genesis Tramaine

Ultimi Dagoreport

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…